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19 Aprile 2014 | ultimo aggiornamento circa 9 ore fa
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Palle di neve su Saturno

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di Lorenzo Mannella | Pubblicato il 26 Aprile 2012 12:21

La quiete dello Spazio profondo viene rotta da un improvviso zampillo di ghiaccio lungo 180 chilometri. Una cosa del genere può succedere solo su Saturno, il pianeta degli anelli. A scoprirlo è stata la sonda Cassini, che ha catturato ben 20mila immagini di 500 palle di neve siderali. Come spiega la Nasa, si tratta di piccoli oggetti che attraversano l’anello F del pianeta generando scie mai viste prima d’ora. 

Del resto si sa: Saturno riserva spesso delle sorprese agli astronomi. Se l’anno scorso è stato risolto il mistero della pioggia planetaria, quest’anno è la volta delle palle di neve. Va detto, non è raro che le lune di Saturno come Prometeo – un ammasso lungo 148 km – attraversino gli anelli di tanto in tanto. Ma come si spiegano le scie di ghiaccio solitarie che emergono periodicamente lungo l’anello F

La soluzione è arrivata analizzando attentamente le immagini raccolte da Cassini lungo l’immensa circonferenza dell’anello estesa per ben 881mila km. Gli astronomi hanno identificato piccoli ammassi di roccia e ghiaccio che si scontrano a velocità ridotta (circa 2 metri al secondo) con la superficie dell’anello. 

Secondo gli studiosi, le palle di neve non sarebbero altro che i resti dei frammenti originati dalla collisione delle lune di Saturno con la circonferenza anulare. In genere si pensava che i corpi più piccoli venissero trascinati via dalla corrente dell’anello F, ma le immagini di Cassini dimostrano che alcuni corpi rocciosi possono continuare a urtare l’anello e produrre sbuffi. Proprio come un effetto domino. 

Una scoperta che ci porta a paragonare l’anello F a una sorta di zoo brulicante di oggetti”, spiega Carl Murray, astronomo della Queen Mary University e membro del team Cassini: “Oggetti con le dimensioni più varie, dal mezzo miglio a lune di centinaia di km di diametro come Prometeo, in grado di dare vita a uno spettacolo straordinario”.

via wired.it

Credit immagine: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

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Autore

Lorenzo Mannella

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Si occupa di scienza, internet e innovazione. Laureato in Biotecnologie presso l'Università di Pisa, ha frequentato il master SGP in comunicazione scientifica presso Sapienza Università di Roma. Collabora con Galileo dal 2011. Scrive per Wired, Sapere e L'Espresso.


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