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Andrea Capocci
Free lance
diario di uno scienziato flessibile


25 Jun 2007

Gettonatissimi

Le università sono res publica a carico del contribuente. Dunque, non si capisce perché il contribuente non possa vigilare sull'attività del Consiglio di Amministrazione. Eppure succede, qui alla Sapienza: i verbali del CdA non sono visibili a tutti. Forse per nascondere il contenuto di riunioni imbarazzanti, come quella del 21 giugno del 2005 (potete leggere qui il verbale, ma non ditelo in giro). In quella seduta si iniziò con il bilancio dell'università: si constatò il deficit strutturale dell'ateneo e la diminuzione dei fondi per la ricerca. Poi, come prima avessero discusso di pallone, i consiglieri deliberarono di aumentarsi i compensi, e innalzarono il gettone di presenza alle riunioni del CdA da cinquanta a mille euro a seduta (venti sedute in un anno, per un totale di ventimila euro l'anno).

Nel CdA del 19 luglio 2005, il Collegio dei Sindaci incaricato di verificare i conti della Sapienza fece notare che

"la delibera comporta a regime un aggravio annuale di spesa di euro 300.000,00 circa certamente non in linea con le politiche di rigore della spesa adottata negli ultimi anni dallo stesso Consiglio per far fronte alle note difficoltà strutturali di bilancio dell’Ateneo".

Il monito del Collegio suonò come un affronto, tanto che nel verbale si legge anche:

"Il consigliere Merafina ribadisce di ritenersi offeso. La funzione dei consiglieri di amministrazione non deve essere minimamente sminuita bensì valorizzata."

In quegli stessi giorni, lo stesso Marco Merafina proclamava lo sciopero della fame contro la riforma "ammazzaricercatori" di Letizia Moratti (come si può leggere qui), dimenticando che con trecentomila euro in più l'università avrebbe potuto assumere dieci persone.

Ma non divaghiamo. Dicevamo: non si poteva ignorare del tutto il parere dei Sindaci. Perciò, il gettone fu ritoccato e scese a cinquecento euro a seduta. In compenso, i consiglieri si attribuirono un'ulteriore indennità fissa di diecimila euro l'anno per ogni membro eletto: in totale, dunque, ventimila euro l'anno a persona come prima. Se non riuscite a leggere, cliccate su quest'immagine per vedere l'intera tabella dei compensi:


La delibera fu approvata senza nessun voto contrario, nemmeno quello degli studenti. La legge Bersani, se non altro, quest'anno ha tagliato indennità e gettoni del 10%.

Commenta

  1. Università peggio della scuola superiore. La cosa non mi rallegra. Nel nostro caso si parla di collaboratori del dirigente scolastico (a volte non potrebbe dirigere nemmeno il traffico) e di funzioni obiettivo.
    Docenti che ricevono oboli per non far nulla di più di quanto fanno normalmente. La differenza sostanziale è che non c’è un cda. Quello che chiamano consiglio d’istituto non funziona e quel che è peggio è che i membri che ne fanno parte sono gli stessi che ricevono l’obolo.
    Ora che ci penso, qualcosa di peggio c’è. Non aver soldi per pagare le supplenze brevi e la scarsa attitudine a premiare chi lavora seriamente.
    Tanto per capirci: i finanziamenti pubblici sono direttamente proporzionali agli alunni promossi. In che modo escono dalla scuola non è rilevante.
    Niente male.
    Ciao

    milena · 25 June 07 · #

  2. Credo che le vicende della scuola siano strettamente legate e più dannose di quelle universitarie. Lo smantellamento (leggi: precarizzazione + dequalificazione) che denunci nella scuola è più capillare. E’ naturale pensare che produrre generazioni di deficienti a qualcuno faccia comodo.

    — free lance · 25 June 07 · #

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Chi sono

Mi chiamo Andrea Capocci e sono assegnista di ricerca all'Università "La Sapienza", dove studio i sistemi complessi. Di nascosto, mi occupo anche di proprietà intellettuale  Scrivimi 

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