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Andrea Capocci
Free lance
diario di uno scienziato flessibile


21 Mar 2008

La scomparsa della ricerca

Il ministero Mussi  (a proposito, auguri) ha fatto moltissimo per eliminare i problemi dell'università e della ricerca. Intanto, li ha eliminati  dalla campagna elettorale. Ricordate l'onnipresenza di università-e-ricerca nel parolame elettorale scorso? Fassino, per dire, si fece accompagnare nel tassidermico salotto di Vespa da Flaminia Saccà, come simbolo del paese che verrà. E chi è Flaminia Saccà, si chiesero gli attempati spettatori? Era una dirigente dell'associazione dei dottorandi: università-e-ricerca erano così "cool" che persino Flaminia Saccà poteva incarnare un sogno. Non succederà più, grazie a Mussi.

E' merito suo, infatti, se nel programma di Veltroni l'università è diventata un tema per soli palazzinari (i 100 campus da edificare). Difficile parlare di università nel centrosinistra: Padoa Schioppa ha preso l'università a pesci in faccia per tutta la legislatura, mentre Mussi girava per l'Italia a litigare con Veltroni e D'Alema. Anche la-sinistra-l'-arcobaleno ha un bel problema: deve far dimenticare che proprio Mussi, oggi importante dirigente del movimento, è stato uno dei ministri più assenti su temi cari all'elettorato rossoverde, come la precarietà e l'università pubblica. La destra, infine, non ne parla da quando Letizia Moratti le ha inimicato tutti gli atenei (di questo Mussi non ha colpa).

Così, della ricerca, l'ex-futuro del nostro Paese, non v'è più traccia in manifesti, tribune elettorali e comizi. Nei media, la scienza galleggia solo per la bioetica e l'inquinamento. Ma il merito di Mussi è soprattutto linguistico. Ci siamo sbarazzati di espressioni abusate fino al conato come "fuga dei cervelli", "società della conoscenza", "meritocrazia", "accordo di Lisbona", "abolizione del valore legale del titolo di studio". Di questo siamo tutti riconoscenti.

Il ritorno dietro le quinte non è un fenomeno interamente negativo. Rispecchia meglio la realtà. Io sono contento quando si parla di università e ricerca perché chi ci vive e ci lavora fa parlare di sé (per la sua bravura o per il suo malcontento). Ma non mi pare il momento: oggi qualsiasi promessa sull'università suonerebbe fuori luogo, fuori tempo e poco credibile. Mussi, la Crui e tutto il circo accademico oggi assomigliano molto al management di Alitalia: si agitano, puntano i piedi, pianificano, ma intanto il pubblico è in fila al check-in Ryan Air. 

Commenta

  1. Io spero un giorno che Oxford faccia un’OPA per le università italiane… hihiihi

    http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/ · 26 March 08 · #

  2. Povero Mussi, mi sembra esagerato dare tutta la colpa a lui. Qualcosina di buono ha fatto pure (o almeno ci ha provato). Vedrete che lo rimpiangeremo.

    Stefano · 28 March 08 · #

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Chi sono

Mi chiamo Andrea Capocci e sono assegnista di ricerca all'Università "La Sapienza", dove studio i sistemi complessi. Di nascosto, mi occupo anche di proprietà intellettuale  Scrivimi 

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