Dossier
La messa al bando è vicina
La messa a bando delle cluster bomb è a un passo. La conferenza di cinque giorni a Wellington, in Nuova Zelanda, tra i rappresentanti di 122 paesi chiamati a trovare un accordo sulla messa al bando delle bombe a grappolo, ha portato alla firma della “Convenzione di Wellington” da parte di 82 nazioni, tra cui l’Italia. Una bozza del testo del Trattato per la messa al bando delle munizioni cluster, l’assistenza alle vittime e la bonifica dei territori contaminati, sulla quale però i 500 delegati dovranno trovare un accordo definitivo nel prossimo incontro a Dublino dal 19 al 30 maggio. Grandi assenti alla conferenza erano gli Stati Uniti, Russia, Israele, Cina e Pakistan, i maggiori produttori di queste armi. Ma erano comunque presenti 41 delle 76 nazioni che ancora hanno in arsenale questo tipo di armamenti.
Queste bombe vengono sganciate a gruppi di decine di piccoli ordigni attaccati a grappolo e contenuti in un affusto più grande. Quando esplode la bomba madre, molti degli ordigni restano inesplosi e si disperdono su un raggio di diverse centinaia di metri. Con grossi rischi per i civili che abitano intorno alle zone colpite. Secondo le Nazioni Unite, infatti, il 40 percento delle vittime delle cluster sono bambini. In Kosovo nel 1999 e in Iraq nel 1993, queste bombe hanno ucciso più civili di tutte le altre armi usate in questi conflitti, e nella guerra tra Israele e le milizie sciite di Hezbollah del 2006 hanno fatto più di 200 vittime.
A cercare di indebolire il testo del trattato sono soprattutto le posizioni di Giappone, Francia, Germania, Regno Unito e Turchia, che chiedono un periodo di transizione e propongono di consentire l’uso degli ordigni in caso di azioni militari congiunte con paesi che non le proibiscono, oppure accorciando la lista dei tipi di ordigni da proibire. Per ora queste posizioni sono state respinte ma è certo che saranno riproposte nel prossimo appuntamento di Dublino. Intanto le associazioni premono chiedendo un maggior impegno ai paesi che hanno sottoscritto la dichiarazione di Wellington. Il direttore esecutivo della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine (Icbl) ha chiesto di prendere esempio dal Trattato per la messa al bando delle mine antipersona firmato nel 1999: “Vogliamo che i governi mostrino lo stesso coraggio e la stessa accortezza e che negozino un forte ed esaustivo trattato in cui le vite dei civili non siano barattate con interessi militari o economici”.
Prima del trattato definitivo, infatti, anche il problema delle mine antipersona era drammatico, come spiegato in un articolo su Galileo di Nicola Cufaro Petroni e Giuseppe Nardulli (Mine, un problema globale) che descriveva le caratteristiche tecniche degli ordigni e i sistemi per neutralizzarli. Numerosi sono stati i documenti e i rapporti che hanno tenuto il conto delle mine, delle granate e degli esplosivi diffusi per il mondo e soprattutto in Africa (Piccole armi crescono) come anche i richiami di varie organizzazioni al rispetto delle regole sancite nelle leggi di guerra sulla protezione dei civili (Rispettate le leggi di guerra). Accanto ai progressi sulla strada verso la riduzione dell’uso di mine antipersona (Verso un mondo senza mine) non sono mancate le note negative. Come riportava un documento della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine di soli due anni fa, oltre 78 le nazioni erano ancora da bonificare, e per la prima volta i fondi per lo sminamento facevano registrare un calo (Mine, strage senza fine).
Indice del dossier
-
Mine, un problema globale
22 Feb 00:00 -
Piccole armi crescono
11 Mar 00:00 -
"Rispettate le leggi di guerra"
19 Mar 00:00 -
Mine, strage senza fine
15 Set 16:18 -
Verso un mondo senza mine
23 Nov 00:00
Leggi anche
-
Italia-Libia, un affare anche di armi
12 mesi fa -
Mine, strage senza fine
15 Settembre 2006 -
Mutilazioni genitali femminili: ogni giorno 8mila bimbe a rischio
4 giorni fa
Commenti lascia un commento
Nessun commento, per ora.Lascia un commento
Autore
Roberta Pizzolante
Giornalista pubblicista dal 2005, è laureata in Sociologia e ha un master in "Le scienze della vita nel giornalismo e nei rapporti politico-istituzionali" conseguito alla Sapienza. Fa parte della redazione di Galileo dal 2001, dove si occupa di ambiente, energia, diritti umani e questioni di rilevanza etica e sociale. Per Sapere, bimestrale di scienza, si occupa dell'editing e della ricerca iconografica. Nel corso negli anni ha svolto vari corsi di formazione e stage nell'ambito della comunicazione (Internazionale, Associated Press, ufficio stampa della Sapienza di Roma, Wwf Italia). Ha scritto per diverse testate tra cui L'espresso, Le Scienze, Mente&Cervello, Repubblica.it, La Macchina del Tempo, Ricerca e Futuro (Cnr), Campus Web, Liberazione, Il Mattino di Padova. Dal 2007 al 2009 ha curato l'agenda degli appuntamenti per il settimanale Vita non Profit.
Vai alla pagina dell'autore
Indice del dossier
-
Mine, un problema globale
22 Febbraio 1997 -
Piccole armi crescono
11 Marzo 2000 -
"Rispettate le leggi di guerra"
19 Marzo 2003 -
Mine, strage senza fine
15 Settembre 2006 -
Verso un mondo senza mine
23 Novembre 2005
Oggi su Galileo
-
Ma perché le zebre sono a strisce?
circa 13 ore fa -
Un farmaco anticancro contro l’Alzheimer
circa 17 ore fa -
Concordia: le immagini dello scafo in 3D
circa 17 ore fa
Sondaggio
Segui Galileo su
Galileo Servizi Editoriali
Parole per la scienza
Galileo servizi editoriali è un service giornalistico che realizza inchieste per le principali testate italiane, sviluppa progetti di comunicazione per le aziende e gli enti di ricerca, produce formazione universitaria, organizza mostre, eventi, conferenze, realizza pubblicazioni su carta e siti web. vai al sito di Galileo Servizi Editoriali-
Epatite C sei in trappola
L'ESPRESSO
Epatite C sei in trappola
Colpire il virus e impedire che si diffonda nell'organismo. Una nuova classe di farmaci cambia il destino di milioni di malati
vai al sito galileoedit.it -
Giochi da primate
NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS
Giochi da primate
I piccoli di scimpanzé giocano esattamente come i cuccioli di umani: fanno le lotte e si sfidano a ruba bandiera. E nessuno si fa mai male seriamente
(continua a leggere su National Geographic Kids n.17)
vai al sito galileoedit.it -
Quelli che il twist
L'ESPRESSO
Quelli che il twist
A Greifswald, in Germania, è stat completata la struttura base di Wendelstein 7-X: il reattore che potrebbe rappresentare il piano B nel caso in cui ITER - il più grande esperimento sulla fusione termonucleare in corso - dovesse deludere le aspettative
(continua a leggere su L'Espresso n.5)
vai al sito galileoedit.it -
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Raccontare il tempo e i tempi della scienza
Bruno Arpaia
Francesco Cavalli Sforza
Stefania Polvani
Moderatore Elisa Manacorda, Galileo
vai al sito galileoedit.it
Il tempo è una sfida per la comunicazione scientifica. Rendere conto di questa complessa variabile nel racconto della scienza è un compito che i comunicatori sono chiamati a svolgere con chiarezza e rigore, senza mancare però di affascinare e coinvolgere il pubblico. Grazie alla partecipazione di esperti di comunicazione, l’incontro punterà l’attenzione sui diversi modi in cui è possibile parlare del tempo nella scienza, a partire da tre particolari aree di interesse così da offrire il più ampio scenario possibile: la fisica, con la teoria del Big Bang; l’evoluzione, con la storia del viaggio attraverso il tempo dell’essere umano; la medicina narrativa, che usa i tempi del racconto della malattia per migliorare la condizione del paziente. -
Tempo e stress
FESTIVAL DELLE SCIENZE
Tempo e stress
Lectio Magistralis di Ronald D. Siegel
Introduce: Lorenzo Mannella, Galileo
Lo “stress” è legato alle fantasie sul futuro: anche se in un dato momento proviamo un grande disagio, non ci sentiamo molto stressati a meno di non immaginare che il disagio si protrarrà nel tempo. Tre milioni di anni fa, i nostri antenati erano in competizione con altri animali selvatici nella savana africana. Essi sopravvissero perché ereditarono una risposta di “combattimento o fuga” che li aiutava ad affrontare l’emergenza con azioni tempestive in caso di minaccia, e perché svilupparono la capacità di pensare al passato, immaginare il futuro e pianificare azioni di conseguenza. Mentre questi sistemi, presi singolarmente, contribuivano in maniera efficace al miglioramento della sopravvivenza, operando insieme sono diventati una fonte di stress continuo. Fortunatamente molte culture umane hanno finito col trovare dei modi per allenare la mente a sospendere questa costante pianificazione della sopravvivenza, astrarsi dal flusso di pensieri e assaporare il momento presente. Questa conferenza esplorerà i modi in cui la scienza moderna sta adattando queste tecniche antiche per alleviare lo stress del mondo moderno.vai al sito galileoedit.it -
La scienza fatta dal basso
LINX MAGAZINE
La scienza fatta dal basso
Dal videogioco per trovare la forma delle proteine a quello per classificare la morfologia delle galassie: con la citizen science, si gioca per contribuire alla ricerca.
(continua a leggere qui)
vai al sito galileoedit.it
