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08 Febbraio 2012 | ultimo aggiornamento circa 7 ore fa

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Una spinta alla salute globale

di Caterina Visco | Pubblicato il 10 Novembre 2009 11:42

Piccole industrie farmaceutiche di India, Cina, Brasile e Sud-Africa potrebbero conservare nei loro magazzini le chiavi della sopravvivenza di milioni di persone: i medicinali contro le malattie neglette (Ntd, neglected tropical disease). A rivelare questo patrimonio nascosto e la difficoltà delle aziende a distribuirlo è una ricerca canadese pubblicata sulla rivista “Health Affairs”. Secondo lo studio, che ha preso in considerazione 78 imprese, sarebbero almeno 123 i prodotti – tra vaccini, farmaci, test diagnostici – disponibili o in fase di sviluppo che hanno come target una o più Ntd, comprese tubercolosi, Aids e malaria. Di questi circa 69 sono già pronti per essere distribuiti sul mercato, ma non riescono a raggiungerlo.

La proposta dei ricercatori canadesi è di istituire un servizio no-profit, chiamato “Global Health Accelerator”, che si preoccupi di fornire a queste aziende l’expertise necessaria per distribuire i loro prodotti e  raggiungere mercati in tutto il mondo. Secondo i ricercatori questo servizio, oltre a far giungere sul mercato nuovi farmaci contribuendo così a diminuire l’incidenza di queste malattie, potrebbe agire da intermediario indipendente tra compagnie, investitori e parti interessate e favorire la formazione di partnership pubblico-private. La proposta include anche un premio annuale “Global Health EnterPrize”, destinato a prodotti (strumenti e test diagnostici, farmaci, vaccini) realizzati da imprese che lavorano in paesi in via di sviluppo.

Le malattie tropicali neglette colpiscono cinquecento milioni di persone soltanto nell’Africa sub-sahariana. Sono malattie debilitanti e spesso mortali di cui fanno parte Aids, tubercolosi e malaria, ma anche infezioni provocate da vermi, come nematodi, trematodi e cestodi (vermi ad anello, piatti e a nastro), che colpiscono soprattutto i bambini in età scolare e le donne in stato interessante, causando spesso gravi deficit fisici e mentali. Per molte di queste esistono dei trattamenti che però non sono sufficientemente distribuiti (Quelle infezioni evitabili). Molte altre invece sono semplicemente ignorate dalla ricerca farmaceutica: su oltre 1500 nuovi composti chimici immessi sul mercato mondiale tra il 1975 e il 2004, solo 20 nuovi farmaci (1,3 per cento) sono diretti alla lotta di queste malattie (Le cure che restano un miraggio).

Non è la prima volta che vengono avanzate proposte per rafforzare la lotta alle malattie neglette. Nel 2003 l’associazione Medici Senza Frontiere (Msf) ha presentato una rete globale per lo sviluppo dei farmaci dimenticati, Drugs for Neglected Diseases Iniziative (DNDi), che a oggi ha avviato una ventina di progetti di ricerca. Oltre a Msf ne fanno parte l'Istituto Pasteur (Parigi), l'Indian Council of Medical Research , il Ministero della salute della Malesia, il Medical Research Institute del Kenya e la Fondazione pubblica brasiliana “Oswaldo Cruz” (Dall’ospedale al laboratorio).

Risale allo scorso anno, invece, la pubblicazione di alcuni suggerimenti del direttore della rivista “PLoS Neglected Tropical Diseases”, Peter Hotez. Il primo è trasformare la base navale statunitense di Guantanamo, a Cuba, da prigione militare a centro di ricerca per le malattie neglette (Riconvertire Guantanamo); il secondo, invece, è di far pagare ai turisti che arrivano ai Caraibi, una piccola tassa di un dollaro per aiutare la lotta alla povertà e alle malattie del paese che si visita (Una tassa solidale). 

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Caterina Visco

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Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato come web content editor per il portale medico Yahoo!Salute. Nel 2009, dopo uno stage a Internazionale, approda a Galileo, dove, oltre contribuire alla produzione dei contenuti, è community manager e coordinatrice della redazione. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui L'espresso, Wired, Le Scienze, Mente e Cervello, Nova - Sole 24 ore, Il Venerdì di Repubblica.


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