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02 Settembre 2010 | ultimo aggiornamento 37 minuti fa

Dossier

Temi salute

Harvard tira le somme

Pubblicato il 30 Dicembre 2009 10:05

La mancata pandemia di influenza, la riforma sanitaria Usa, gli studi sul cosiddetto grasso buono: ecco le tre questioni che hanno dominato il 2009 secondo la Harvard Health Letter della Harvard Medical School. Come ogni anno la rivista riassume in dieci posizioni "il meglio" dei passati dodici mesi ed è fuori discussione che il gradino più alto del podio spetta a H1N1.

Il virus si è sviluppato in Messico da due ceppi di influenza suina, uno di influenza umana e uno di influenza aviara, un pedigree piuttosto complesso. Dopo le prima settimane di incertezza (Influenza suina: monitoraggio 2.0, Influenza: poche difese contro i virus animali) l'allarme è lentamente rientrato (Pandemia, inutile corsa agli antivirali, Più protetti con il vaccino antipneumococco, Influenza vs Influenza). Motivo: la natura stessa del virus, che si è rivelato facile alla diffusione e all'infezione ma raramente letale (a oggi nel mondo le vittime sono 5.000). Si prospettano ancora molti mesi di freddo durante i quali i virus influenzali sono più contagiosi ed è giusto mettere in conto possibili mutazioni che potrebbero aggravare la situazione. Tuttavia secondo Harvard, la pandemia resterà gestibile.

Ovviamente l'università statunitense dedica molta attenzione - e la seconda posizione - alla riforma sanitaria voluta dal neopresidente Barack Obama. Lo scorso ottobre, proprio i ricercatori di Harvard, insieme ai colleghi della Cambridge Health Alliance, avevano pubblicato uno studio sulle conseguenze della mancanza di un'assicurazione per chi soffre di malattie croniche (Poche diagnosi? Colpa dell''assicurazione).

Sull'ultimo gradino del podio si trovano invece i numerosi studi sul cosiddetto “grasso buono” ovvero quello bruno, che brucia gli zuccheri per fornire calore al corpo (Gli interruttori del grasso buono).  Secondo uno studio della stessa Harvard, cinquanta grammi di grasso bruno possono bruciare circa cinquecento calorie. Quest'anno uno tris di studi pubblicati sul New England Journal of Medicine hanno mostrato che, pur essendo un tessuto adiposo caratteristico degli animali che vanno in letargo e dei neonati, si trova anche negli esseri umani adulti e che più grasso bruno si ha, più il metabolismo è attivo.

La classifica prosegue con il provvedimento preso quest'anno da diversi Stati di limitare la libertà delle aziende farmaceutiche "di far regali" al personale medico-sanitario, con l'obiettivo di ridurre i casi di conflitto di interesse. In quinta posizione ci sono le possibili alternative alla warfarina, un farmaco anticoagulante in grado di bloccare la vitamina K, utilizzato per il trattamento di emboli, trombosi, embolie polmonari e ischemie, ma che provoca emorragie; in sesta gli studi sui MicroRna come marker per le diagnosi di tumori e come strada terapeutica (MicroRna: verso una nuova terapia; Scacco ai microRna virali). Due ricerche nel corso del 2009 hanno mostrato, infatti, che particolari microRna sembrano agire sulle cellule cancerose facendole comportare come cellule normali o prevenendo le metastasi.

Il settimo posto è stato assegnato allo studio Nice-Sugar che ha mostrato un tasso di decessi più alto nei pazienti in terapia intensiva con un consumo di zucchero severamente controllato, portando la comunità medica a mettere in dubbio la validità delle tesi sull'aggressività e pericolosità degli alti livelli di zuccheri nel sangue, o per lo meno sui benefici di livelli molto bassi.

Lo studio Jupiter, che ha mostrato l'efficacia della rosuvastatina nel prevenire eventi cardiovascolari, sia abbassando il livello di colesterolo, ma soprattutto quello delle proteine C-reattive, si guadagna l'ottava posizione. Molti le questioni comunque in sospeso, in primis quella sugli effetti a lungo termine di una costante assunzione di dosi elevate del farmaco.

Penultimo posto per la polemica, sollevata dal Journal of the American Medical Association (Jama), riguardo la validità delle mammografie e degli screening per il cancro alla prostata nel ridurre l'incidenza dei casi più gravi (qui l'abstract dello studio). Ultima posizione per gli studi che indagano il ruolo dei social network nella diffusione di abitudini poco salutari, per esempio dal punto di vista alimentare.

Riferimento: Harvard Health Letter 2009

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