Dossier
Cure palliative, nuove regole in arrivo
È stato approvato all'unanimità dal Senato il Ddl sulle cure palliative e le terapie del dolore, anche se con qualche cambiamento rispetto al testo licenziato dalla Camera dei Deputati nel settembre scorso. Il disegno di legge AS7701 prevede la creazione di due reti nazionali – una per le cure palliative (quelle dedicate ai malati terminali) e una per le terapie del dolore (destinate a chi soffre di dolori cronici), distinte nel nuovo testo - costituite da strutture ospedaliere e dagli hospice già presenti sul territorio, ed elimina il ricettario speciale per oppiacei e cannabinoidi semplificando teoricamente l'accesso a questi farmaci. Del resto da tempo ormai questo passo era atteso anche dall'opinione pubblica (Giro di vite per le ure palliative; Non soffrire è un diritto), che considera il trattamento con questi farmaci un diritto per tutti i pazienti che soffrono. Secondo una ricerca dello scorso anno, infatti, ben l’80 per cento della popolazione approva l’uso degli oppiacei per il controllo del dolore (Oppiacei, l'Italia s'è desta).
La nuova legge, inoltre, istituisce specifici percorsi universitari e master per la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario specializzato, e da vita un osservatorio nazionale permanente. Novità anche per le regioni: l'unificazione delle tariffe per le cure palliative e l'esclusione dai finanziamenti nazionali se le risorse destinate alla terapia del dolore (50 milioni di euro già stanziati, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009) non saranno debitamente impiegate. Via libera, infine, a un ordine del giorno presentato dai radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, che prevede di verificare l'opportunità e la fattibilità tecnica e giuridica di una produzione in Italia di farmaci cannabinoidi. Attualmente questi medicinali possono essere prescritti, ma devono essere importati dall'estero. La produzione potrebbe avvenire eventualmente presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.
Secondo il farmacologo Silvio Garattini tuttavia, la proposta sarebbe ancora molto vaga e non ci sarebero certezze sulla reale utilità farmaci cannabinoidi nella terapia del dolore. Parere del tutto contrario rispetto a quello di Lester Grinspoon, professore all’Università di Harvard e psichiatra di fama mondiale, da anni impegnato nella lotta antiproibizionista. Attraverso un sito Internet (www.marijuana-uses.com) Grinspoon offre ai malati le informazioni che i loro medici curanti si rifiutano di fornire (La cannabis? Un'erba benefica)
L'ordine del giorno sulla produzione di farmaci a base di cannabis ha fatto discutere molto, ma non quanto le modificazioni apportate alle regole sulla prescrizione di farmaci oppiacei. In questo senso il disegno di Palazzo Madama è più restrittivo: la prescrizione non potrà avvenire attraverso la sola ricetta medica, anche bianca, ma soltanto con il ricettario rosso in uso solo tra i medici dipendenti del sistema sanitario nazionale. La manovra esclude di fatto i medici che lavorano in studi privati e molti specialisti, che invece hanno la possibilità di prescrivere farmaci antidolore in altri paesi come Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. Tra i più critici Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta sul Sistema sanitario nazionale, secondo il quale la distinzione è inaccettabile.
Il nuovo testo così modificato dovrà ora essere ridiscusso alla Camera dei Deputati per ottenere l'approvazione definitiva.
Indice del dossier
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La cannabis? Un'erba benefica
23 Nov 10:39 -
Oppiacei, l'Italia s'è desta
22 Ott 16:24 -
Giro di vite per le cure palliative?
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Autore
Caterina Visco
Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato come web content editor per il portale medico Yahoo!Salute. Nel 2009, dopo uno stage a Internazionale, approda a Galileo, dove, oltre contribuire alla produzione dei contenuti, è community manager e coordinatrice della redazione. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui L'espresso, Wired, Le Scienze, Mente e Cervello, Nova - Sole 24 ore, Il Venerdì di Repubblica.
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