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5 febbraio 10Etica e politica | CACCIA

Cento incidenti in cinque mesi

Trenta morti e 87 feriti. Questo il bilancio delle vittime umane della stagione venatoria 2009-2010 secondo il dossier diffuso dall’Associazione Vittime della Caccia

 "M" sta per morti, "F" per feriti. Così la legenda del dossier 2009-2010 diffuso ieri dall’Associazione vittime della caccia (Avc) al Senato classifica gli incidenti avvenuti durante i cinque mesi di stagione venatoria (01 settembre- 31 gennaio). Ebbene scorrendolo tutto arriviamo a contare 87 "F" e 30 "M" .  In sostanza un incidente al giorno.

I primi a rischiare ovviamente sono proprio i cacciatori, ma le doppiette dovrebbero essere temute da tutti.  Perché si può essere colpiti in ogni luogo: affacciandosi al balcone di casa, camminando per strada, passeggiando nei parchi, andando a raccogliere funghi. Può capitare, come è accaduto a una donna di Ravenna, di venire sfigurati al volto dai colpi del fucile del marito cacciatore intento a scacciare gli uccelli dal proprio orto. Per Daniela Casprini, presidente dell’Associazione, tutto ciò accade per imperizia nel maneggiare le armi e per mancanza di rispetto delle regole, prima tra tutte il limite di distanza dalle abitazioni.

Andiamo nel dettaglio: in ambito venatorio ci sono stati 54 feriti e 22 morti tra i cacciatori, 18 feriti e 1 morto tra la gente comune; mentre in luoghi estranei alla caccia (ma sempre ad opera di armi da caccia), si sono contati 15 feriti e 7 morti. A ottobre e novembre, secondo il dossier, il maggior numero di vittime: rispettivamente 25 feriti e 6 morti, e 17 feriti e 4 morti. L’Emilia-Romagna ha il primato negativo di quest’anno con 9 morti e 4 feriti.

Quello delle vittime della caccia è un bilancio al quale siamo tristemente abituati (i bilanci delle passate stagioni venatorie non sono molte diversi) e che non sconvolge più di tanto l’opinione pubblica. Eppure Daniela Casprini, puntualmente ci informa che non esiste altra attività umana (guerre a parte) che provoca un così alto numero di vittime. Niente a che vedere con gli incidenti stradali o con gli infortuni sul lavoro. E le cose potrebbero peggiorare, temono in molti, se il calendario venatorio dovesse essere modificato come proposto dall’articolo 38 appena approvato al Senato (vedi Galileo). (g.d.o.)

Commenti

  1. Inserito il 8 febbraio 2010, 21:30 da Giannigradi

    Non che mi dispiaccia molto. Purtroppo ci vanno di mezzo innocenti. Alla faccia di tutte le normative di sicurezza si autorizza l’uso di armi in “spazi pubblici” e nelle proprietà private altrui, nonostante le innumerevoli raccolte di firme e nonostante che la maggioranza dell’opinione pubblica sia contraria. Come possiamo definire questa prevaricazione indegna di un paese civile ?
    In Toscana c‘è un proverbio che dice “Mal voluto non è mai troppo” ma questo purtroppo vale fino a che si sparano fra loro.

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