Galileo Community

Per commentare gli articoli, ricevere la newsletter e consultare l'archivio iscriviti alla community di Galileo

Iscriviti

Esegui il login



Partner

copertina Sapere feb10  Internet Book ShopSissa

News


17 ottobre 07Media | CALCOLO DISTRIBUITO

Acceleratore in Rete

Il Cern rilancia il progetto Lhc@home che consentirà a chiunque abbia un computer collegato a Internet di contribuire all'elaborazione dei dati sulle particelle subatomiche

 Sulla scia di Seti@home, il primo sistema di calcolo distribuito che consente a chiunque di partecipare alla ricerca di segnali extraterrestri raccolti dai radiotelescopi, mettendo a disposizione la capacità di calcolo non sfruttata del proprio computer connesso a Internet, il progetto Lhc@home darà la possibilità di collaborare allo studio delle particelle subatomiche.

L’acceleratore di particelle Lhc (Large Hadron Collider), che sarà messo in funzione nel maggio del 2008, produrrà 15 Petabyte (15 milioni di Gigabyte) di dati l’anno. L’elaborazione di una tale quantità di informazioni non è realizzabile con un singolo computer, per questo il Cern di Ginevra sta mettendo in piedi una rete di centri di calcolo sparsi in varie zone del mondo. Con l’avvio nel 2004 di Lhc@home e il suo definitivo rilancio annunciato in questi giorni, è possibile partecipare all’elaborazione dei dati visitando il sito web del progetto e installando un software sul proprio computer.

Il programma, chiamato SixTrack, simula il cammino delle particelle (fino a 60 simultaneamente) prodotte dalla collisione dei protoni all’interno dell’acceleratore, consentendo di valutare la stabilità delle loro orbite e osservare così il comportamento della materia ad alta energia. Il progetto, la cui sede è stata recentemente spostata da Ginevra a Londra, potrà per esempio permettere di stabilire le impostazioni ottimali per i magneti che guidano le particelle all’interno dell’acceleratore. “Il funzionamento dei magneti nella determinazione dell’esatto percorso delle particelle si basa sulla precisa combinazione dei parametri di voltaggio, corrente e temperatura”, afferma il coordinatore del progetto Alex Owen della Queen Mary University di Londra, per dare un’idea della complessità dei dati da analizzare.

Il programma, che ha funzionato finora solo in maniera sporadica, è utilizzato al momento da 40 mila persone e ha già dato risultati considerevoli sulla base dei dati forniti da altri acceleratori. L’uso di questo sistema di elaborazione a partecipazione globale, chiamato calcolo distribuito, rende possibile l'elaborazione di una grande quantità dati a basso costo e con un'alta efficienza. Il sistema servirà anche per gli studi sulla materia oscura e sulla massa delle particelle. (s.s.)

Commenti

Desideri lasciare un commento a questo articolo?

Registrati su galileonet.it! Oppure esegui il login