Temi
Che giudichino gli altri?
Italians do it better?Un lettore mi ha fatto notare una notizia che mi sta facendo riflettere, ed intanto che rifletto lo ringrazio per la sua gentilezza.
L’articolo che mi ha segnalato, pubblicato nella sezione ‘Notizie’ della rivista Nature dela scorsa settimana1, annuncia che i National Institutes of Health (NIH) americani faranno da arbitri nella peer-review di circa un migliaio di progetti di ricerca per il ‘Governo Italiano’, un caso unico ed apparentemente senza precedenti. L’articolo non menziona esplicitamente di quale gara si tratti, ma indica che i vincitori di questa gara dovrebbero essere 50-60 giovani ricercatori che dovranno dividersi un budget di circa 29 milioni di Euro, il prossimo Gennaio 2010. Sulla base di questi elementi, potrebbe trattarsi, ma è solo un’ipotesi perché pare non sia facile reperire informazioni aggiornate dal portale del Ministero, della gara indetta dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, comunemente detto bando dei giovani ricercatori dello scorso Dicembre 2008, chiusosi nel Marzo 2009.
La notizia di Nature è focalizzata sull’unicità dell’iniziativa: un’agenzia di finanziamento governativa, nel nostro Paese, avrebbe scelto di rivolgersi ad un’agenzia di un paese estero, e dunque ai suoi arbitri, per assegnare fondi di ricerca a casa propria. Le ragioni addotte, come si può immaginare, sono legate alla nostra incapacità di condurre fino al termine un processo di peer review che sia onesto. In particolare, traduco:
[...] I tanti sistemi nazionali di peer review esistenti [in Italia, N.d.T], e che lavorono in risposta a bandi di finanziamento emessi con frequenza irregolare, sono macchiati da accuse di conflitto di interessi tra gruppi ristretti di revisori.
Un fatto gravissimo: non solo non siamo soliti assegnare i fondi tramite gare (con peer review), ma quando lo facciamo, in realtà stiamo solo facendo finta. L’unica soluzione, dunque, sarebbe fare giudicare ad altri, terzi ed imparziali.
La notizia che questo blog vorrebbe essere sicuro di poter dare, ma mi prometto di chiedere anche direttamente al Ministero, è che i progetti in ballo in questa gara sarebbero proprio quelli dei giovani ricercatori, ai quali sarebbe stato dato il privilegio, secondo quanto starebbe asserendo Nature, di partecipare ad una gara che si preannuncia reale. Sarebbe, scusatemi se lo ribadisco, un privilegio rarissimo. Una gara in cui i perdenti potranno complimentarsi con i vincitori.
1 ‘Italy outsources peer review to NIH’, Richard Van Noorden, Nature 17 June 2009 Nature 459, 900. E’ possibile anche effettuare commenti (non ce ne sono ancora mentre scrivo questo post)
Commenta
Chi sono
Mi chiamo Massimo Pinto e sono ricercatore a contratto al Centro "Enrico Fermi" di Roma, ospite presso l'Istituto Superiore di Sanità. Mi occupo di effetti biologici delle basse dosi di radiazioni ionizzanti. ![]()
In questa categoria
Gli ultimi post
Dialoghi
- maria grazia (Figliolo, prenditi una bella Laura...)
- Massiblog (Figliolo, prenditi una bella Laura...)
- maria grazia (Figliolo, prenditi una bella Laura...)
- Massiblog (Tutti al microscopio!)
- Elena (Tutti al microscopio!)
- Fra (Figliolo, prenditi una bella Laura...)
- Massiblog (I risultati della ricerca scientifica devono essere aperti?)
- Fra (I risultati della ricerca scientifica devono essere aperti?)
- Massiblog (Buon 2010!)
- theodoor Manson (Buon 2010!)
Archivio
Categorie
- Assaggi (12)
- Atipici (8)
- Bad Science (1)
- Big Pharma (1)
- Bottom up (1)
- Cancro (14)
- Carriere (25)
- Cose piu' grandi di noi (14)
- Ester Ofila (5)
- Eventi (7)
- Evoluzione (1)
- Fantafantastiche (8)
- Finanziamenti (11)
- Itaglia (3)
- Italians do it better? (17)
- Ma dai? (3)
- Merito (19)
- No Oil (6)
- Offtopics (2)
- Omics (1)
- Peer review (27)
- Radiobiologia (43)
- Recensioni (5)
- Segnalazioni (16)
Concordo che per i suddetti giovani sarebbe un privilegio, dati i noti problemi di cui soffre la peer review italiana. Volendo estendere il discorso pero’, i progetti e la loro valutazione dovrebbero essere strategici nella politica di ricerca di un paese. Siamo sicuri che e’ sempre consigliabile farli giudicare all’organo di un paese concorrente? In linea teorica potrebbero scegliere i progetti piu’ convenienti per l’NIH. Ripeto, e’ un discorso accademico che non si applica al caso particolare, pero’ sogno un giorno in cui gli scienziati italiani abbiano tutto l’interesse a scegliere i migliori progetti, e si avvalgano dell’autorevole parere di colleghi stranieri. Saro’ banale?
— nn79 · 25 giugno 2009, 13:35 · #
Non mi sembra che il suo commento sia banale. Anche l’articolo che lei ha segnalato mi sembrava manifestare una preoccupazione simile. Uno dei ricercatori intervistati segnalava che in futuro gli Italiani potrebbero (e dovrebbero) esser capaci di condurre le loro peer-review senza questo tipo di assistenza. Come lei, me lo auguro di cuore. Ma, per adesso, siamo un po’ come quei paesi in cui la società civile è stata distrutta da una guerra o da una dittatura; dobbiamo affidarci a chi può fare meglio di noi.
— Massiblog · 27 giugno 2009, 18:03 · #