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    <title>Galileo</title>
    <link>http://www.galileonet.it/fronts</link>
    <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:20:06 GMT</pubDate>
    <description>Giornale di Scienza</description>
    <item>
      <title>Digiuno pre-trattamento per migliorare la chemioterapia</title>
      <link>http://www.galileonet.it/blog_posts/4f32951872b7ab29f10000b6</link>
      <description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;restrizione calorica&lt;/strong&gt;, ovvero un breve &lt;strong&gt;digiuno&lt;/strong&gt;, pre trattamento, potenzia gli effetti della &lt;strong&gt;chemioterapia&lt;/strong&gt;, rendendo pi&amp;ugrave; vulnerabili le &lt;strong&gt;cellule tumorali&lt;/strong&gt;. A dirlo uno studio coordinato da &lt;strong&gt;Valter Longo&lt;/strong&gt;, direttore dell&amp;rsquo;Istituto di Longevit&amp;agrave; alla University of Southern California di Los Angeles, e realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Oncologia dell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Istituto Giannina Gaslini &lt;/strong&gt;di Genova, in corso di pubblicazione su &lt;strong&gt;Science Translational Medicine&lt;/strong&gt;. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo la ricerca, condotta su diversi modelli pre-clinici di tumori pediatrici e dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; adulta e ha dimostrato che 48 ore di digiuno pre-trattamento non solo sono efficaci nel rendere pi&amp;ugrave; vulnerabili le cellule tumorali agli effetti della chemioterapia, ma ritardano di per s&amp;egrave; la progressione del tumore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In uno studio preliminare, 10 pazienti sottoposti a digiuno prima di ricevere diversi farmaci anti-tumorali hanno riportato una netta riduzione di effetti collaterali associati alla &lt;strong&gt;chemioterapia&lt;/strong&gt;, e la sperimentazione clinica su pazienti &amp;egrave; gi&amp;agrave; stata avviata in alcuni centri statunitensi ed europei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riferimenti: Science Translational Medicine&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:20:06 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/blog_posts/4f32951872b7ab29f10000b6</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>I robot li programmano gli studenti</title>
      <link>http://www.galileonet.it/articles/4f33e85a72b7ab29f20000d6</link>
      <description>&lt;p&gt;A programmare i &lt;strong&gt;robot&lt;/strong&gt;, i nostri studenti se la cavano davvero bene. Meglio di tutti gli altri, a dir la verit&amp;agrave;. Tanto che in una importante gara internazionale di programmazione robotica spaziale &amp;ndash; &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.zerorobotics.org/web/zero-robotics/home-public" target="_blank"&gt;Zero Robotics&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &amp;ndash; hanno occupato tutti e tre i gradini del podio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Creato nel 2009 dal laboratorio di Sistemi Spaziali del &lt;strong&gt;&lt;a href="http://web.mit.edu/" target="_blank"&gt;Mit&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(Massachusetts of Technology), il concorso &lt;strong&gt;Zero Robotics&lt;/strong&gt; ha permesso a studenti americani ed europei di misurarsi con la programmazione degli &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/station/research/experiments/SPHERES.html" target="_blank"&gt;Spheres&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (Syncronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites): mini-satelliti della grandezza di una palla da bowling che la &lt;strong&gt;Nasa&lt;/strong&gt; utilizza all&amp;rsquo;interno della &lt;strong&gt;Stazione Spaziale Internazionale&lt;/strong&gt; (Iss) per il collaudo di manovre d&amp;rsquo;orbita, operazioni d&amp;rsquo;attracco, manutenzione e assemblaggio di satelliti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dedicato inizialmente solo alla scuole americane, nell'edizione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.zerorobotics.org/web/zero-robotics/tournament-details?tournamentId=1" target="_blank"&gt;Zero Robotics 2011&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, grazie al coordinamento del &lt;strong&gt;Politecnico di Torino&lt;/strong&gt;, il concorso si &amp;egrave; allargato anche a 20 istituti europei (undici italiani, otto tedeschi, uno inglese; quelli statunitensi sono stati 129). In particolare, ai duemila studenti partecipanti &amp;egrave; stato chiesto di immaginare una crisi energetica del pianeta, e di programmare gli Spheres affinch&amp;eacute; fossero in grado di prelevare Elio-3 da un &lt;strong&gt;asteroide&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La competizione si &amp;egrave; svolta in varie fasi durante le quali le squadre, scontrandosi in una serie di simulazioni di manovre, acquistavano un certo punteggio a seconda delle evoluzioni pi&amp;ugrave; o meno complesse che i satelliti riuscivano a compiere. Tre istituti italiani &amp;ndash; &lt;strong&gt;ITIS Avogardo di Torino&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ITIS Olivetti di Ivrea&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ITIS Pininfarina di Moncalieri&lt;/strong&gt; - accorpati in macro-team ad altre scuole europee, sono giunti in finale. Quest'ultima gara si &amp;egrave; tenuta il 23 gennaio a Noordwijk, in Olanda, alla sede dell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Agenzia Spaziale Europea&lt;/strong&gt; (Esa): qui i ragazzi hanno potuto vedere i loro programmi operare in diretta, eseguiti dalla Stazione Spaziale e con veri satelliti-robot. Qual &amp;egrave; stato l'ingrediente in pi&amp;ugrave; che ha aperto la strada al successo? Il gioco di squadra e la capacit&amp;agrave; di cooperare con le alleate europee.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credit per l'immagine: Nasa&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:25:12 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/articles/4f33e85a72b7ab29f20000d6</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>Demografia: luoghi comuni e dati reali</title>
      <link>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c94372b7ab29f10000c2</link>
      <description>&lt;p&gt;ISTITUTO VENETO DI SCIENZE LETTERE ED ARTI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiaramente Scienza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Demografia&lt;/strong&gt;: luoghi comuni e dati reali&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marted&amp;igrave; 28 febbraio 2012&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 17:30&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intervengono&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gianpiero Dalla Zuanna, professore ordinario di Demografia, presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell'Universit&amp;agrave; di Padova&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Antonio Golini, professore ordinario dal 1976-77 al 2009-10 di Demografia presso la Facolt&amp;agrave; di Scienze statistiche dell'Universit&amp;agrave; "La Sapienza" di Roma, ora Professore emerito&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coordina Giovanni Spataro, giornalista scientifico. Redazione Le Scienze&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quali conseguenze avranno, nel prossimo futuro, la riduzione del tasso di natalit&amp;agrave;, l'incremento della longevit&amp;agrave; e la crescente urbanizzazione? La questione pi&amp;ugrave; controversa rimane comunque la stessa: esiste il rischio di sovrappopolamento del pianeta?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;&amp;laquo;popolazione mondiale&amp;raquo;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; una somma di realt&amp;agrave; estremamente differenti e rappresentarla con indicatori globali comporta l'occultamento delle dinamiche specifiche che le caratterizzano. Differenti i tassi di natalit&amp;agrave; e mortalit&amp;agrave;, differenti i modelli di popolamento e le densit&amp;agrave; abitative, differenti anche le ragioni che nei vari paesi hanno regolato e regolano questi fenomeni, ai quali si aggiungono le transizioni demografiche (migrazioni temporanee e permanenti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se l'elemento caratterizzante il XX secolo &amp;egrave; stato l'esplosione demografica (dagli 1,6 miliardi di persone del 1900 ai 6,1 del 2000), il XXI sar&amp;agrave; caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dal "paradosso" della concentrazione metropolitana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ingresso &amp;egrave; libero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; consigliato iscriversi attraverso la pagina web&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.istitutoveneto.it/chiaramentescienza-preiscrizione/" target="_blank"&gt;www.istitutoveneto.it/chiaramentescienza-preiscrizione/&lt;/a&gt;&amp;nbsp;oppure telefonando al numero 041 2407712.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall&amp;rsquo;indirizzo &lt;a href="http://www.istitutoveneto.it/chiaramentescienza/" target="_blank"&gt;www.istitutoveneto.it/chiaramentescienza/&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; possibile accedere a tutte le informazioni e consultare&amp;nbsp;articoli di approfondimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Largo spazio verr&amp;agrave; riservato al dibattito aperto al pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si ringrazia la Regione del Veneto.&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:25:23 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c94372b7ab29f10000c2</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>Gardenia dell&#8217;AISM</title>
      <link>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c79272b7ab29f20000d4</link>
      <description>&lt;p&gt;PER LA FESTA DELLA DONNA&amp;nbsp;Sabato 3 e domenica&amp;nbsp;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2276_com_zimbra_date" class="Object"&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2277_com_zimbra_date" class="Object"&gt;4 marzo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;REGALA LA GARDENIA DELL&amp;rsquo;AISM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOSTIENI LA RICERCA E AIUTA LE DONNE&amp;nbsp;A COMBATTERE LA &lt;strong&gt;SCLEROSI MULTIPLA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 3 e domenica&amp;nbsp;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2278_com_zimbra_date" class="Object"&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2279_com_zimbra_date" class="Object"&gt;4 marzo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;in occasione della Festa della Donna, torna in 3.000 piazze italiane la &amp;ldquo;Gardenia dell&amp;rsquo;AISM&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;appuntamento con la solidariet&amp;agrave; per la lotta alla sclerosi multipla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dal&amp;nbsp;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2280_com_zimbra_date" class="Object"&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2282_com_zimbra_date" class="Object"&gt;20 febbraio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;all&amp;rsquo;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2281_com_zimbra_date" class="Object"&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2283_com_zimbra_date" class="Object"&gt;11 marzo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;dona 1 euro con SMS 45599 da cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Noverca. La donazione sar&amp;agrave; di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TeleTu oppure di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. I fondi raccolti con sms solidale andranno a finanziare uno specifico progetto su Gravidanza e SM della Dottoressa Francesca Gilli dell' Unit&amp;agrave; di Neurobiologia Clinica, Istituto di Neuroscienze Cavalieri Ottolenghi, Ospedale Univeritario San Luigi Gonzaga di Orbassano (TO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testimonial dell'iniziativa &lt;strong&gt;Gardenia AISM&lt;/strong&gt; sono la coppia Natalia Titova e Massimiliano Rosolino e la madrina AISM Antonella Ferrari (attrice) insieme a Valentina Vezzali, Michela Andreozzi (attrice) e Noemi (cantante).&lt;br /&gt;Per sostenere la ricerca scientifica ed aiutare le donne le pi&amp;ugrave; colpite dalla malattia, in oltre 3.000 piazze italiane, dai volontari AISM, saranno distribuite oltre 240.000 PIANTE DI GARDENIA confezionate con il sacchettino rosso del colore AISM in cambio di una donazione di 13 euro. La manifestazione di solidariet&amp;agrave;, svolta sotto l&amp;rsquo;Alto Patronato del Presidente della Repubblica, &amp;egrave; promossa dall&amp;rsquo;Associazione Italiana Sclerosi Multipla - e dalla sua Fondazione &amp;ndash; FISM, unica organizzazione che in Italia interviene a 360&amp;deg; sulla sclerosi multipla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia sono 63 mila le persone colpite da sclerosi multipla di cui oltre la met&amp;agrave;, pi&amp;ugrave; di 40 mila, sono donne. La sclerosi multipla &amp;egrave; una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle pi&amp;ugrave; gravi del sistema nervoso centrale. Ogni 4 ore nel nostro Paese una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla che inizia perlopi&amp;ugrave; tra i 20 e i 30 anni, colpendo soprattutto le donne e i giovani nel momento della vita pi&amp;ugrave; ricco di progetti. Quelli in cui si desidera una casa e una famiglia propria, quando si pensa a un figlio e all&amp;rsquo;affermazione nel lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fondi raccolti nelle piazze con la Gardenia dell&amp;rsquo;AISM contribuiranno a potenziare l&amp;rsquo;impegno dell&amp;rsquo;Associazione negli ambiti di ricerca e una parte dei fondi andr&amp;agrave; anche ad incrementare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone con sclerosi multipla e a finanziare il progetto &amp;ldquo;Donne oltre la sclerosi multipla&amp;rdquo;. Un programma che prevede eventi e incontri a carattere nazionale e sul territorio, in grado di informare e coinvolgere le donne colpite dalla malattia nei diversi ambiti della vita lavorativa, sociale e familiare. Il Programma prevede anche la pubblicazione di libri specifici per le donne come la gravidanza, la sessualit&amp;agrave; e una guida per come affrontare la fatica considerato per l&amp;rsquo;85% dei casi il sintomo &amp;ldquo;invisibile&amp;rdquo; che contribuisce a rendere pi&amp;ugrave; difficile le azioni quotidiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni&amp;nbsp;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2284_com_zimbra_url" class="Object"&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2285_com_zimbra_url" class="Object"&gt;&lt;a href="http://www.aism.it" target="_blank"&gt;www.aism.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;Associazione Italiana Sclerosi Multipla, insieme con la sua Fondazione (FISM), &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica organizzazione che in Italia interviene a 360&amp;deg; sulla sclerosi multipla per promuovere, finanziare e indirizzare la ricerca scientifica, promuovere ed erogare servizi sanitari e sociali nazionali e locali, rappresentare e affermare i diritti dei 60 mila italiani colpiti dalla malattia affinch&amp;egrave; siano pienamente partecipi e autonome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:18:10 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c79272b7ab29f20000d4</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>Presentazioni al Museo Galileo di Firenze</title>
      <link>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c63b72b7ab29f50000e3</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2130_com_zimbra_date" class="Object"&gt;Sabato&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2129_com_zimbra_date" class="Object"&gt;&lt;span id="OBJ_PREFIX_DWT2131_com_zimbra_date" class="Object"&gt;11 Febbraio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;alle ore 16.30 &amp;nbsp;c/o il bookshop del Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1, Firenze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Prof. Bernardino Fantini presenta Storia della salute: da privilegio a diritto&amp;nbsp;(Giunti Editore)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Prof. &lt;strong&gt;Bernardino Fantini&lt;/strong&gt;, ordinario di storia della medicina e della salute all'Universit&amp;agrave; di&amp;nbsp;Ginevra, &amp;egrave; autore della prefazione del libro &lt;strong&gt;Storia della salute: da privilegio a diritto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(Giunti Editore) di &lt;strong&gt;Giovanni Berlinguer&lt;/strong&gt;. Questo saggio nasce da una collazione di brevi&amp;nbsp;scritti in cui Giovanni Berlinguer, protagonista dell'impegno bioetico e della politica della&amp;nbsp;salute in Italia e nel mondo, ha fermato le proprie riflessioni e idee, annotando fatti e&amp;nbsp;riferimenti raccolti nei suoi vasti studi e letture.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un mosaico di informazioni e di pensieri&amp;nbsp;che ci permette di approfondire un tema che tocca tutti: quello dei legami fra medicina e&amp;nbsp;societ&amp;agrave;, fra evoluzione scientifica e limiti etici. Sono tutti argomenti che vengono&amp;nbsp;affrontati mettendo in evidenza quanto anche lo sviluppo delle pi&amp;ugrave; moderne discipline - e&amp;nbsp;la medicina pi&amp;ugrave; di altre - sia strettamente ancorato al sociale, all'economia e alla&amp;nbsp;coscienza collettiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'incontro durer&amp;agrave; fino alle 17.30: &amp;egrave; il primo dei molti eventi che vedranno la&amp;nbsp;collaborazione fra la sezione scientifica di Giunti Editore, di lunga tradizione, e il Museo&amp;nbsp;Galileo che, grazie anche alla recente ristrutturazione, rappresenta il luogo ideale dove un&amp;nbsp;pubblico tanto interessato quanto non specializzato pu&amp;ograve; trovare stimoli, suggestioni e&amp;nbsp;informazioni rigorose sui pi&amp;ugrave; coinvolgenti aspetti delle scienze moderne.&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:12:27 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c63b72b7ab29f50000e3</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>Workshop sulla medicina traslazionale</title>
      <link>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c4af72b7ab5ba7000042</link>
      <description>&lt;p&gt;Lo sviluppo della &lt;strong&gt;medicina traslazionale&lt;/strong&gt; &amp;egrave; uno degli obiettivi prioritari della comunit&amp;agrave; scientifica e dei governi europei. &lt;strong&gt;EATRIS&lt;/strong&gt;, l&amp;rsquo;Infrastruttura Europea dedicata alla Medicina Traslazionale, sta entrando nella sua fase operativa e il nostro paese, attraverso l&amp;rsquo;azione concertata di varie istituzioni e reti di eccellenza coordinata dall&amp;rsquo;ISS, ha avviato una fase sperimentale di apertura agli utenti dell&amp;rsquo;Infrastruttura Nazionale &lt;strong&gt;IATRIS&lt;/strong&gt;. Il meeting ha l&amp;rsquo;obiettivo di illustrare tale iniziativa, offrendo anche una panoramica delle altre iniziative europee per le infrastrutture dedicate alle Biobanche (BBMRI) e agli Studi Clinici (ECRIN).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima parte della giornata sar&amp;agrave; dedicata a stimolare la discussione sulle infrastrutture di ricerca EATRIS, ECRIN e BBMRI tra i vari potenziali stakeholder e ad avviare una riflessione sulle prospettive di sviluppo delle rispettive reti nazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La seconda parte prevede la presentazione di alcuni Progetti Pilota proposti alla rete nazionale IATRIS nel 2011 da vari istituti ed enti nazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ulteriori informazioni visita il sito&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.iss.it/hibp/lhib/cont.php?id=101&amp;amp;lang=1&amp;amp;tipo=4" target="_blank"&gt;http://www.iss.it/hibp/lhib/cont.php?id=101&amp;amp;lang=1&amp;amp;tipo=4&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:05:51 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c4af72b7ab5ba7000042</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>X Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker</title>
      <link>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c11172b7ab29f50000e2</link>
      <description>&lt;div&gt;
&lt;p&gt;Molti i temi affrontati in occasione della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;X Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, organizzata a Roma nell&amp;rsquo;ambito della Campagna sociale &amp;ldquo;SOStienilo anche tu. Ha la distrofia muscolare di Duchenne&amp;rdquo; che si svolge a febbraio, sotto l&amp;rsquo;Alto Patronato del Presidente della Repubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; grande attesa nella Comunit&amp;agrave; Duchenne, per l&amp;rsquo;importante incontro che avr&amp;agrave; luogo dal 17 al 19 febbraio, presso l&amp;rsquo;Ergife Palace Hotel di Roma , e che vedr&amp;agrave; riuniti esperti provenienti da tutto il mondo per illustrare alle famiglie di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Parent Project Onlus&lt;/strong&gt;, e a tutti gli interessati, gli sviluppi della ricerca scientifica e dell&amp;rsquo;approccio clinico multidisciplinare. I lavori cominceranno nel pomeriggio di venerd&amp;igrave; 17 febbraio con alcune sessioni parallele dedicate in particolare alle famiglie con bambini piccoli, che affronteranno importanti temi proposti direttamente dai genitori, tra i quali la fisioterapia con prova pratica di stretching , l&amp;rsquo;integrazione scolastica e il Registro Pazienti DMD/BMD Italia .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella giornata di sabato 18 febbraio, si svolgeranno i lavori della Sessione Plenaria dedicata all&amp;rsquo;aggiornamento sulle ricerche in corso e alla gestione clinica dei pazienti DMD/BMD ; nel pomeriggio, in concomitanza con la Plenaria, nelle sessioni parallele si parler&amp;agrave; anche delle normative in ambito nazionale e regionale , dell&amp;rsquo;adolescenza e della sessualit&amp;agrave; negli adulti Duchenne, delle barriere architettoniche. Nella mattina di domenica 19 febbraio, saranno illustrati i risultati delle sperimentazioni sull&amp;rsquo;uomo che si stanno conducendo in Italia e all&amp;rsquo;estero e si parler&amp;agrave; dello sviluppo di nuovi trial clinici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i relatori sar&amp;agrave; presente Giulio Cossu , University College di Londra, che illustrer&amp;agrave; il lavoro che sta svolgendo con le cellule staminali; Irene Bozzoni , Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Sapienza di Roma, che illustrer&amp;agrave; i risultati degli studi che sta conducendo sui microRNA coinvolti nella DMD; Emilio Clementi , Farmacologia Clinica Ospedale Luigi Sacco di Milano, che presenter&amp;agrave; i risultati dello studio finanziato da Parent Project Onlus su una combinazione di farmaci; Fabrizio Racca , Struttura di Anestesia e Rianimazione Pediatrica dell&amp;rsquo;Ospedale di Alessandria, che spiegher&amp;agrave; come si interviene nelle emergenze respiratorie; Antonio Amodeo, UO Cardiochirurgia Ospedale Bambino Ges&amp;ugrave; Roma, che parler&amp;agrave; della gestione delle emergenze cardiache; Kanneboyina Nagaraju , Children's National Medical Center (CGMR) - Washington, che interviene su nuove potenziali terapie; Elena Mularoni , Ospedale Oftalmico di Torino, che interviene sugli aspetti endocrinologici e nutrizionali; Jes Rahbek, Rehabiliterings Center for Muskelsvind - Aarhus, Danimarca, che interviene sul monitoraggio dei trattamenti terapeutici; Douglas Biggar, University of Toronto, Holland Bloorview Kids Rehab. Hospital Toronto, Canada, che far&amp;agrave; il punto sull&amp;rsquo;utilizzo degli steroidi; Emanuela Giulitti , Psicologa responsabile Centro Ascolto Duchenne, che affronter&amp;agrave; gli aspetti psicologici e comportamentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;importante evento scientifico - organizzato in collaborazione con La Bussola &amp;amp; La Clessidra srl, con il contributo economico di Erydel SpA, company specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie innovative che sfruttano i globuli rossi autologhi come mezzi di veicolazione di farmaci, e la mediapartnership dell&amp;rsquo;Osservatorio Malattie Rare, CyberMed e M.D.webtv - si svolge con il Patrocinio dell&amp;rsquo;Ambasciata Australia, Accademia dei Lincei, Ministero Affari Esteri, Ministero Salute, ISS (Istituto Superiore di Sanit&amp;agrave;), Centro Studi Erickson, Cittadinanzattiva, AIM (Associazione Italiana di Miologia), EURORDIS Plateforme Maladies Rare, UPPMD (United Parent Projects for Muscular Dystrophies) , Universit&amp;agrave; degli Studi di Ferrara, Universit&amp;agrave; degli Studi Sapienza di Roma, Universit&amp;agrave; degli Studi di Messina, A.S.SO.FARM (Farmacie Comunali Aziende e Servizi Socio-Farmaceutici), Vita-Salute San Raffaele, FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia), Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La X Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker, si svolge nell&amp;rsquo;ambito della Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi &amp;ldquo;SOStienilo anche tu. Ha la distrofia di Duchenne&amp;rdquo; organizzata da Parent Project Onlus, per finanziare il primo Progetto di Audit Civico Nazionale per la distrofia muscolare Duchenne/Becker realizzato, in collaborazione con Cittadinanzattiva e l&amp;rsquo;Associazione Italiana di Miologia (AIM).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La distrofia Muscolare di Duchenne e Becker &amp;egrave; una malattia genetica degenerativa dovuta all&amp;rsquo;assenza di una proteina detta Distrofina. E&amp;rsquo; la forma pi&amp;ugrave; grave tra le distrofie muscolari diffusa nei bambini perch&amp;eacute; si manifesta gi&amp;agrave; intorno ai 2 - 3 anni di vita . La conseguenza clinica della distrofia di Duchenne/Becker &amp;egrave; una progressiva diminuzione della forza muscolare con conseguente perdita delle abilit&amp;agrave; motorie. E' una patologia rara che colpisce 1 neonato maschio su 3.500. Nel 70 per cento dei casi viene trasmessa da donne sane portatrici, nel restante 30 per cento, invece, &amp;egrave; frutto di una mutazione spontanea del gene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parent Project Onlus, attiva in Italia dal 1996, lavora per accelerare il raggiungimento di una terapia e garantire le migliori opportunit&amp;agrave; di trattamento necessarie a far crescere la qualit&amp;agrave; della vita di oltre 5000 pazienti che, in Italia, sono affetti dalla grave malattia rara. Per sostenere attivamente le famiglie ha organizzato il Centro Ascolto Duchenne , una rete di professionisti che dal 2002 segue circa seicento famiglie. L&amp;rsquo;associazione &amp;egrave; fondatrice della federazione internazionale UPPMD (United Parent Projects for Muscular Dystrophies) , un&amp;rsquo;organizzazione diffusa in tutto il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per maggiori informazioni su Parent Project Onlus, sulla Campagna &amp;ldquo;SOStienilo anche tu. Ha la distrofia di Duchenne&amp;rdquo;, sul Progetto di Audit Civico Nazionale, sul Programma della Conferenza e per essere aggiornati sulle iniziative organizzate in diverse citt&amp;agrave; italiane dalle famiglie e dai volontari, visitare il sito&lt;a href="http://www.parentproject.org/italia/" target="_blank"&gt;www.parentproject.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Per sostenere la Campagna &amp;ldquo;SOStienilo anche tu. Ha la distrofia di Duchenne&amp;rdquo;: C/C postale 94255007 &amp;ndash; Causale: Campagna febbraio 2012 C/C Banca Credito Cooperativo Ag.19 di Roma IBAN IT 38 V 08327 03219 000000005775 - Causale: Campagna Febbraio 2012&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:50:25 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/agendas/4f33c11172b7ab29f50000e2</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
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    <item>
      <title>Una nuova tecnica per ottenere biocarburanti dai batteri</title>
      <link>http://www.galileonet.it/blog_posts/4f32918a72b7ab29f10000a6</link>
      <description>&lt;p&gt;Per ottenere &lt;strong&gt;butanolo&lt;/strong&gt;, e quindi &lt;strong&gt;energia&lt;/strong&gt;, da un batterio, &amp;ldquo;basta&amp;rdquo; invertire il processo biochimico con il quale normalmente le cellule bruciano i grassi &amp;ndash; la beta ossidazione. Per lo meno questa &amp;egrave; la strada intrapresa dai ricercatori della &lt;a href="http://www.rice.edu/" target="_blank"&gt;Rice University&lt;/a&gt; di Houston, in Texas, che in uno studio pubblicato su &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v476/n7360/full/nature10333.html"&gt;Nature&amp;nbsp;&lt;/a&gt;ci sono riusciti modificando una dozzina di geni del &lt;strong&gt;Dna &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Escherichia coli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di solito i biotecnologi che lavorano per ottenere &lt;strong&gt;biocarburanti &lt;/strong&gt;cercano di copiare il processo con cui le cellule metabolizzano, ovvero costituiscono, le lunghe catene di acidi grassi. Tuttavia si tratta di un procedimento meno efficiente rispetto a quello di beta ossidazione che, al contrario, le spezzetta per ottenere molecole pi&amp;ugrave; semplici e utilizzabili dall&amp;rsquo;organismo. Questo il motivo per cui gli studiosi hanno deciso di provare questa strada, mettendo in pratica anni di studi di&lt;strong&gt; ingegneria genetica&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;Con risultati decisamente sorprendenti: il processo messo a punto dal team, di cui fa parte anche &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ruf.rice.edu/~metabol/Clementina_Dellomonaco.html" target="_blank"&gt;Clementina Dellomonaco&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (prima firma dello studio) &amp;egrave; dieci volte pi&amp;ugrave; veloce rispetto a quelli realizzati finora per scopi simili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riferimenti: Clementina Dellomonaco, James M. Clomburg, Elliot N. Miller e Ramon Gonzalez - Engineered reversal of the &amp;beta;-oxidation cycle for the synthesis of fuels and chemicals;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v476/n7360/full/nature10333.html" target="_blank"&gt;DOI: 10.1038/nature10333&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:53:49 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/blog_posts/4f32918a72b7ab29f10000a6</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
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      <title>Primo lancio per Vega</title>
      <link>http://www.galileonet.it/articles/4f3157c472b7ab29f100008f</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.esa.int/SPECIALS/Launchers_Access_to_Space/ASEKMU0TCNC_0.html" target="_blank"&gt;Vega&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, l'innovativo vettore di satelliti di piccola taglia tutto europeo (e molto italiano, per circa il 65%) sta per compiere il suo lancio inaugurale dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese. L'evento &amp;egrave; atteso per luned&amp;igrave; prossimo, 13 febbraio, in una finestra che va dalle 11,00 alle 13,00, ora italiana.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Agile &amp;ndash; tre metri per trenta &amp;ndash; ed economico, &lt;strong&gt;Vega &lt;/strong&gt;&amp;egrave; pensato per traghettare nell'orbita bassa (a 700 chilometri) pi&amp;ugrave; sonde contemporaneamente, dai 300 ai 2.500 chili circa (si tratter&amp;agrave; soprattutto di satelliti scientifici per il monitoraggio ambientale). Ci sono, poi, delle caratteristiche che rendono unico nel suo genere questo lanciatore: come spiega uno dei partner costruttori, &lt;a href="http://www.aviogroup.com/it/" target="_blank"&gt;Aviogroup&lt;/a&gt;, &amp;egrave; interamente in fibra di carbonio, &amp;egrave; stato pensato per essere pi&amp;ugrave; ecologico dei suoi predecessori e il modulo che accompagner&amp;agrave; i satelli a destinazione non diventer&amp;agrave; un altro rottame spaziale, ma &amp;egrave; programmato per tornare sulla Terra.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo primo lancio di prova verranno trasportati due satelliti italiani &amp;ndash;&lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.asi.it/it/attivita/cosmologia/lares" target="_blank"&gt;Lares &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;(laser relativity satellite) dell'&lt;strong&gt;Asi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.almasat.unibo.it/02_projects/almasat-1/almasat1.htm" target="_blank"&gt;AlmaSat-1&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; dell&lt;strong&gt;'Universit&amp;agrave; di Bologna&lt;/strong&gt;, insieme ad altri sette nano-satelliti di varie universit&amp;agrave; europee:&lt;strong&gt;&lt;a href="http://areeweb.polito.it/ricerca/E-STAR/" target="_blank"&gt; e-St@r&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (del Politecnico di Torino),&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://directory.eoportal.org/get_announce.php?an_id=10002455" target="_blank"&gt;UniCubeSat GG&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(dell'Universit&amp;agrave; Sapienza di Roma), &lt;strong&gt;Golia &lt;/strong&gt;(Romania), &lt;strong&gt;MaSat-1&lt;/strong&gt; (Ungheria),&lt;strong&gt; PW-Sat&lt;/strong&gt; (Polonia), &lt;strong&gt;Robusta&lt;/strong&gt; (France)&amp;nbsp;e &lt;strong&gt;Xatcobeo &lt;/strong&gt;(Spagna).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La societ&amp;agrave; &lt;a href="http://www.arianespace.com/index/index.asp" target="_blank"&gt;Arianespace&lt;/a&gt; operer&amp;agrave; tutti i lanci futuri. Ne sono previsti almeno due l'anno: l'&lt;strong&gt;Esa&lt;/strong&gt; &amp;egrave; uno dei primi clienti, con una commessa di cinque missioni (vedi Galileo, &amp;ldquo;&lt;a href="../../articles/4f0fee5972b7ab66ee000034" target="_blank"&gt;Europa, stella dello Spazio&lt;/a&gt;&amp;rdquo;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credit per l'immgine:&amp;nbsp;ESA - J. Huart, 2012&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:58:04 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/articles/4f3157c472b7ab29f100008f</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
    </item>
    <item>
      <title>Amasia, il supercontinente del futuro</title>
      <link>http://www.galileonet.it/articles/4f33720172b7ab5ba7000031</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Un giorno,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Stati Uniti&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;saranno molto vicini, e non &amp;egrave; una metafora geopolitica. Avverr&amp;agrave; tra qualche centinaio di milioni di anni, ma l'America e l'Asia sono destinate a fondersi in un nuovo supercontinente: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Amasia&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;. E questa aggregazione si concentrer&amp;agrave;, secondo ricercatori dell&amp;rsquo;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.yale.edu/" target="_blank"&gt;Universit&amp;agrave; di Yale&lt;/a&gt;&lt;span&gt;, attorno all&amp;rsquo;attuale Mar Glaciale Artico. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;ultima previsione sul fenomeno, ciclico, di addensamento e frammentazione delle terre emerse. Nel suo studio&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nature.com/" target="_blank"&gt;pubblicato su&amp;nbsp;&lt;em&gt;Nature&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://people.earth.yale.edu/profile/rnm25" target="_blank"&gt;Ross Mitchell&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;propone un suo modello per descrivere le posizioni sul globo dei&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;supercontinenti&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Per i geologi, prevedere il destino dei continenti a seguito dello smembramento di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pangea" target="_blank"&gt;Pangea&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;ndash;&amp;nbsp; supercontinente frammentatosi circa 250 milioni di anni fa &amp;ndash; &amp;egrave; come per gli astrofisici descrivere l&amp;rsquo;evoluzione dell&amp;rsquo;Universo dopo il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Big Bang&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;. La sostanziale differenza, che va a favore dei primi, riguarda l'esistenza di dati anche sui tempi precedenti all&amp;rsquo;evento di deriva. &amp;Egrave; grazie a questa documentazione che, gi&amp;agrave; dagli anni Sessanta, si &amp;egrave; scoperto che &lt;strong&gt;Pangea&lt;/strong&gt; &amp;egrave; solo l&amp;rsquo;ultimo di una serie di supercontinenti, formati e disgregati a un ritmo regolare da quando &amp;egrave; attiva la&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tettonica_delle_placche" target="_blank"&gt;tettonica delle placche&lt;/a&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Fino ad oggi, riguardo alle modalit&amp;agrave; di formazione dei&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;supercontinenti&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, e in particolare di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Amasia&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, si sono scontrati due modelli tradizionali. Secondo il primo, chiamato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;dell&amp;rsquo;introversione&lt;/em&gt;&lt;span&gt;, la saldatura tra le terre avverr&amp;agrave; grazie alla chiusura dell&amp;rsquo;Oceano Atlantico. Al contrario, i sostenitori del&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;modello dell&amp;rsquo;estroversione&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;ritengono che la chiusura coinvolger&amp;agrave; il Pacifico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Ma per Mitchell, la risposta si trova altrove. Chiedendosi se la posizione degli aggregati continentali fosse casuale o meno, il team di Yale ha analizzato il magnetismo fossile in diverse localit&amp;agrave; del pianeta, al fine di ricostruire le coordinate geografiche dei vari&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;centri di riunione&lt;/em&gt;&lt;span&gt;. Indagando il fenomeno del&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/True_polar_wander" target="_blank"&gt;True Polar Wander&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;(Tpw), ovvero la migrazione dell&amp;rsquo;asse di rotazione terrestre, i ricercatori hanno dimostrato che la distanza angolare tra i centri di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;supercontinenti&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;successivi si &amp;egrave; mantenuta sempre intorno a 90 gradi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;In particolare, si &amp;egrave; visto che &lt;strong&gt;Rodinia&lt;/strong&gt;, il super-continente risalente a 750 milioni di anni fa, si era formato a una distanza di 87 gradi da Pangea, suo successore; lo stesso aveva fatto Nuna (o Columbia), predecessore di Rodinia. La tendenza emersa nello studio mette in discussione, secondo Mitchell, i precedenti modelli dell&amp;rsquo;introversione e dell&amp;rsquo;estroversione, aprendo a una terza alternativa: il modello dell&amp;rsquo; ortoversione.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Questo modello, oltre a gettar luce sulla&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;tettonica delle placche&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;primordiale, potrebbe svelarci parte del futuro geologico del nostro pianeta. Per esempio il luogo in cui, tra decine di milioni di anni, si former&amp;agrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Amasia&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;. Considerando infatti che molte placche continentali stanno attualmente migrando a latitudini settentrionali, seguendo un trend registrato fin dal Paleozoico, il centro di Amasia potrebbe trovarsi a 90 gradi Nord da quello di Pangea, cio&amp;egrave; negli attuali mari boreali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;via &lt;a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/02/09/amasia-nuovo-continente-19863.html" target="_blank"&gt;wired.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Credits immagine:&amp;nbsp;Mitchell et al. Nature&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:31:13 GMT</pubDate>
      <guid>http://www.galileonet.it/articles/4f33720172b7ab5ba7000031</guid>
      <author>Galileo (Giornale di Scienza)</author>
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