Salviamo quei semi

Chi ricorda più il sapore della patata azzurra? Del melone a forma di banana? Del sedano violetto? Sono tutte varietà ormai estinte, soppiantate da standard sempre più uguali e spesso dai sapori appena distinguibili. E proprio il recupero di semi di ortaggi e frutti andati perduti è lo scopo dei Seed Saver, ovvero i salvatori di semi, presenti da alcuni decenni in molti Paesi e da quest’anno attivi anche in Italia. A guidare l’iniziativa di coordinamento italiana è l’associazione Civiltà Contadina, che ha come scopo proprio la salvaguardia della biodiversità degli ortaggi e degli alberi da frutto nostrani.

“Raccogliamo, coltiviamo e scambiamo i semi antichi contro il monopolio delle grandi multinazionali. Cinque aziende detengono il 75 per cento del mercato mondiale dei semi per verdure e una delle cinque ha annunciato di voler diminuire la propria varietà di semi”, racconta Michaela Arndorfer dell’associazione Civiltà Contadina. I Seed Saver, infatti, coltivano nei loro orti piante che rischiano la completa estinzione, conservandone i semi per ridistribuirli alle future generazioni.

Purtroppo nel mondo sono già decine di migliaia le varietà estinte. Basti pensare che delle 25 varietà di cocomero italiane coltivate all’inizio del secolo ne rimane in vita una sola. Chissà che fine ha fatto, per esempio, l’anguria Rossa di Cremona o la Gigante di Bagnacavallo o la Scorza nera di Brindisi. L’unica sopravvissuta è il cocomero Moscadello a pasta gialla d’origine toscana, i cui semi sono conservati gelosamente nell’orto botanico di Lucca. Stessa sorte è toccata alle varietà italiane di pomodoro scomparse senza essere state sottoposte ad alcuna forma di conservazione. Una volta non esistevano solo pomodori rossi, ma anche gialli, arancioni, rosa, violetti, neri, bianchi, verdi e zebrati; si potevano mangiare quelli piccoli come un ribes e quelli enormi del peso di 1 chilogrammo.

L’attuale situazione è dovuta certamente ai mutamenti sociali, economici e tecnologici avvenuti negli ultimi anni. Ma non solo. In Italia si iniziò a decretare l’ecatombe degli ortaggi nel 1974, quando in conformità ad una direttiva Cee il ministero dell’Agricoltura istituì il Registro italiano delle sementi ortive ammesse alla vendita. Da quel momento, le uniche varietà commerciabili sul territorio nazionale furono quelle riconosciute come tali dall’Ense, Ente nazionale sementi elette. Ciò determinò la messa al bando di tutte le varietà non rispondenti ai requisiti stabiliti dallo stesso ente. Perpetrando così una vera è propria “strage degli innocenti”, a cui i Seed Saver stanno cercando ora di mettere fine.

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