Una storia evolutiva nel pene dello struzzo

Non molti uccelli possono vantare un pene. Tra i fortunati (circa il 3%) ci sono anche gli struzzi, sul cui organo genitale si dibatteva da quasi 200 anni. Ora, grazie ai ricercatori dell’Università di Yale e dell’Università del Massachusetts Amherst, uno dei misteri principali è stato risolto: il meccanismo erettile è controllato dal sistema linfatico e non da quello vascolare, come invece avviene in rettili e mammiferi. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Zoology.

Per chiarire questa particolarità, gli studiosi hanno sezionato i genitali di uno struzzo e di tre emù (tutti morti per cause naturali). In entrambe le specie è stato trovato un tessuto spugnoso, chiamato corpo paralinfatico, adibito alla produzione di linfa. Questa scoperta smonta una volta per tutte l’ipotesi, formulata nel 1836 da alcuni scienziati tedeschi, che l’erezione dei ratiti – uccelli tra cui struzzi, emu e kiwi – fosse dovuta a un afflusso di sangue nel sistema vascolare, confermando invece che alla base del meccanismo c’è il sistema linfatico, come nelle anatre (e come suggerito per la prima volta da altri scienziati tedeschi già nel 1923).

Tuttavia, come spiega Patricia Brennan, biologa evolutiva tra gli autori dello studio, ci sono alcune somiglianze anatomiche tra gli organi genitali di uccelli e rettili: “Abbiamo trovato molte similitudini nella configurazione dei tessuti, probabilmente derivanti da uno stesso tessuto originario”. Tessuto forse presente in un antenato comune.  

Le cose non starebbero così per l’evoluzionista canadese Robert Montgomerie (Queen’s University), secondo il quale si tratta di un perfetto esempio di evoluzione divergente (l’evoluzione di due caratteri diversi in specie diverse a partire da un carattere comune), considerando anche che il meccanismo linfatico si è probabilmente evoluto più recentemente rispetto a quello vascolare degli altri vertebrati. Un uccello antenato di anatre e ratiti potrebbe aver sviluppato questa struttura.

Secondo Montgomerie, l’aspetto più curioso della ricerca non è tanto quello che dice rispetto all’esistenza del pene in questi uccelli, quanto più quello che implica rispetto all’assenza in tutti gli altri. “Darwin e altri naturalisti sostenevano che il pene fosse un carattere sessuale primario, implicando il fatto che fosse indispensabile per la riproduzione. Ma gli uccelli ci mostrano il contrario”,  ha spiegato l’evoluzionista, riferendosi all’uso da parte della maggior parte degli uccelli del “bacio cloacale”, una tecnica di accoppiamento grossolana, basata sul trasferimento dello sperma attraverso lo stesso canale usato per espellere gli escrementi.

Riferimento: Journal of Zoology 10.1111/j.1469-7998.2011.00858.x

Credits immagine: P. L. R. BRENNAN & R. O. PRUM/via Nature news

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here