Esopianeti: una nuova Super Terra

Potrebbe presto allungarsi la breve lista di pianeti che, oltre al nostro, potrebbero ospitare la vita. L’ultimo arrivato è Hd 40307g e se la sua esistenza e le sue caratteristiche verranno confermate nel breve futuro, porterà a sette la lista di esopianeti potenzialmente abitabili da tenere d’occhio nella ricerca di  vita extraterrestre. Un numero molto piccolo se si pensa che in teoria potrebbero essere anche 10 miliardi solo nella nostra galassia

Secondo lo studio, coordinato da Mikko Tuomi dell’Università dell’Hertfordshire e Guillem Anglada-Escudé dell’ Università di Göttingen e in corso di pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, questo pianeta ha una massa sette volte superiore a quella della Terra, il che la rende una cosiddetta super Terra, e compie un’orbita completa intorno alla sua stella (HD 40307) in circa 200 giorni. La stella si trova nella costellazione del Pittore ( Pictor) a 42 anni luce da noi ed è una nana arancione, più piccola e luminosa del nostro Sole.

Hd 40307g è stato individuato dai ricercatori, insieme ad altri due esopianeti, analizzando con una nuova tecnica alcuni dati raccolti nel 2008 che avevano portato già alla scoperta di tre esopianeti. Questi però erano tutti troppo vicini alla stella per ospitare la vita (più vicini di quanto Mercurio non sia al Sole), racconta il New Scientist, e tutti e tre tidally locked: ovvero mostrano, come fa la Luna con la Terra, sempre la stessa faccia alla loro stella. Con il trio scoperto adesso il sistema arriva a sei pianeti, dei quali Hd 40307g è il più lontano dalla sua stella, a circa 56 milioni di miglia di distanza (la Terra dista dal Sole 93 milioni di miglia). Proprio questa caratteristica lo fa cadere nella zona abitabile, vale a dire a una distanza dalla sua stella compatibile con la presenza di acqua liquida in superficie. 

Altra caratteristica favorevole è la presenza di un’alternanza giorno/notte. Questa super Terra, inoltre, pur ricevendo solo due terzi della luce che riceve il nostro pianeta è ancora abbastanza calda da presentare, in teoria, oceani e un clima umido. Per ora, tuttavia, gli stessi autori mostrano di avere molta cautela rispetto alla sua potenziale abitabilità. Serviranno ulteriori analisi ed osservazioni, per esempio per stimare le sue dimensioni (non la massa), la densità della sua atmosfera e stabilire se si tratta di un grande pianeta roccioso (dello stesso tipo di Marte) o di un piccolo pianeta gassoso (come Nettuno o Giove). La sua massa infatti ha una misura intermedia, inedita nel nostro Sistema Solare. “Serve cautela”, specifica Anglada-Escudé. 

Se gli autori sono cauti, la comunità scientifica è addirittura molto dubbiosa. Ultimamente infatti gli astronomi sono molto sensibili quando si tratta di super Terre abitabili: diversi di quelli annunciati negli ultimi anni sono stati poi catalogati come “ in dubbio”. Proprio due dei coautori di questo ultimo studio – Steven Vogt dell’ Università della California di Santa Cruz e Paul Butler del Carnegie Institute di Washington – nel 2009 avevano annunciato due pianeti simili alla Terra la cui esistenza è stata poi messa in discussione dalla comunità astronomica. 

La loro presenza tra i firmatari dello studio potrebbe essere uno dei motivi, secondo quanto ha dichiarato  Eric Ford, astronomo dell’università della Florida di Gainsville al Los Angeles Times, per i quali la ricerca di Tuomi e Anglada-Escudé (disponibile su ArXiv) è stata freddamente accolta dai loro colleghi astronomi. Secondo Ford, però, i dati presentati oggi sono promettenti. “Io sono convinto che questi pianeti risulteranno esistere per davvero”. 

Via: Wired.it

Credits immagine: J. Pinfield, for the RoPACS network at the University of Hertfordshire

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