Quanto si risparmia condividendo una corsa in taxi?

Condividere un taxi tra amici è da sempre un buon sistema per risparmiare sul costo della corsa. Cosa succederebbe però se potessimo farlo anche quando siamo da soli? L’ipotesi in effetti non è poi così remota, visto che spesso in passato abbiamo visto idee tutto sommato banali trasformarsi in app di successo (e non a caso, Uber sta pensando proprio a qualcosa di simile con il suo UberPool). Che effetto avrebbe dunque sul traffico e l’inquinamento delle grandi città un servizio per smartphone che permetta di condividere il proprio taxi con perfetti sconosciuti? La risposta arriva da uno studio realizzato da un team di ricercatori dell’Mit, della Cornell University e dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, e apparso sulle pagine dei Proceedings of the National Academies of Sciences: se i passeggeri fossero disposti a tollerare un ritardo di non più di cinque minuti per viaggio, il 95% delle corse potrebbero venire condivise, con una riduzione di oltre il 30% della durata dei viaggi, e risparmi corrispondenti sia in termini di spese che di inquinamento.

“Ovviamente, nessuno potrà mai essere obbligato a condividere con qualcun altro una corsa in taxi”, spiega Carlo Ratti, docente del Mit che ha partecipato allo studio. “Il nostro lavoro però mostra cosa succederebbe nel caso in cui gli utenti fosse offerta la possibilità di scegliere questa opzione”.

Se l’idea di partenza è piuttosto semplice (combina semplicemente servizi come Uber con quelli offerti dalle tante app di car pooling esistenti, come per esempio BlaBlaCar) comprenderne gli effetti non è stato però altrettanto facile. Da un punto di vista matematico infatti, calcolare come ottimizzare i percorsi dei taxi di una città è un caso particolare di un tipo di quesito noto come “problema del commesso viaggiatore”, un celebre problema matematico in cui dato un certo numero di città, e stabilito il tempo che si impiega ad andare da l’una all’altra, si chiede se esiste un tragitto che permetterebbe ad un commesso viaggiatore di visitarle tutte entro un certo limite di tempo. Sfortunatamente per i ricercatori, si tratta di uno degli esempi più celebri dei cosiddetti “problemi Np-completi”, cioè problemi pressoché impossibili da risolvere in un arco di tempo ragionevole.

Per superare queste difficoltà, nel nuovo studio i ricercatori hanno utilizzato un approccio differente, identificando ogni viaggio in taxi attraverso l’orario e le coordinate Gps della partenza e dell’arrivo, e realizzando quindi un algoritmo capace di identificare tutte le corse in taxi il cui tragitto si sovrappone, e i cui percorsi possono essere combinati senza che il viaggio ecceda un certo limite di durata.

I ricercatori hanno quindi utilizzato il loro algoritmo per analizzare una delle più caotiche città del mondo: New York, un’area urbana dove operano 13mila tassisti, e in cui ogni anno vengono fatte circa 150 milioni di corse in taxi. Risultato: con una tolleranza di 5 minuti in più per viaggio, ogni corsa potrebbe essere combinata almeno con altre cento, e si arriverebbe a ridurre di quasi il 40% la durata dei viaggi in taxi. Cinque minuti vi sembrano troppi? Non importa, perché secondo i calcoli dei ricercatori anche allungando di solo un minuto il viaggio per condividere il proprio taxi con un altro passeggero, la durata totale degli spostamenti in taxi diminuirebbe comunque in un anno del 32%, ovviamente con risparmi equivalenti in termini di spese per le compagnie di taxi, tariffe per gli utenti ed emissioni di gas inquinanti.

Via: Wired.it

Credits immagine: Nathan Congleton/Flickr

1 commento

  1. Volevo informarVi che nella città di Genova è da vent anni che esiste il taxi collettivo,ora chiamato Multitaxi.
    Il progetto nasce da un idea di un taxista ancora in attività, Giorgio Riva, in collaborazione con il Comune di Genova e l’Università di Ingegneria.
    E solo a Genova esiste il Tassametro dedicato con un software ad hoc che scorpora per ognuno dei clienti l importo dovuto al taxista,
    Pertanto non occorre andare negli Usa a scoprire l acqua calda!
    Tale sistema ha un grosso limite:
    la condivisione del viaggio con uno sconosciuto e la poca pubblicità da parte del Comune di Genova.
    Saluti

    Leo alfa96

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