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Un nuovo farmaco contro l’Hiv?

Nuove speranze nella lotta contro l’hiv [1]. Arrivano direttamente dagli scienziati dello Scripps Research Institute [2], che, come scrivono su  [3]Nature [3], hanno appena messo a punto un nuovo farmaco che promette di essere così potente ed efficace da entrare a far parte della ricetta di un eventuale “vaccino anticonvenzionale” che protegga dal virus. Secondo gli autori della ricerca, il farmaco riuscirebbe a bloccare diversi ceppi del virus (Hiv-1, Hiv-2 e Siv, quello che colpisce le scimmie), comprese le sue varianti finora ritenute più difficili da trattare.

“Il composto che abbiamo sviluppato”, racconta Michael Farzan [4], uno degli autori dello studio, “è l’inibitore più potente e ad ampio spettro mai scoperto. A differenza degli anticorpi, che falliscono nella neutralizzazione di una grande porzione dei ceppi di Hiv-1, la nostra proteina si è mostrata efficace contro tutti i ceppi sui quali abbiamo eseguito test in laboratorio, il che apre lo spiraglio al suo possibile uso come ingrediente per un vaccino anti-hiv”. Ecco come funziona: quando il virus infetta una cellula, va a colpire i linfociti Cd4, componenti del sistema immunitario. L’hiv si fonde con la cellula ospite e vi inserisce il proprio materiale genetico, trasformando la cellula stessa in un’incubatrice di altri virus. Il farmaco sviluppato da Farzan e colleghi si lega simultaneamente a due siti sulla superficie esterna del virus, impedendogli di entrare nella cellula ospite e dare il via alla replicazione.

Secondo i dati raccolti dagli scienziati, che hanno testato la molecola su dei macachi, il farmaco sarebbe in grado di legarsi all’hiv più potentemente degli anticorpi: “È il risultato di oltre dieci anni di lavoro sui meccanismi biochimici dell’ingresso dell’hiv nelle cellule”, spiega ancora Farzan. La strada da percorrere prima che il farmaco sia effettivamente sul mercato, comunque, è ancora lunga. Serviranno ulteriori ricerche, tra cui esperimenti su primati non umani, per testarne efficacia e sicurezza. Staremo a vedere, incrociando le dita.

Via: Wired.it [5]

Credits immagine: Jeffrey Knipe [6]/Flickr CC