Se l’emicrania dipende dai batteri della bocca

(Credits: r. nial bradshaw/Flickr CC)

In Italia, 6.5 milioni di persone soffrono di emicrania mentre a livello mondiale sono circa un miliardo. Si tratta di una patologia la cui origine è ancora poco conosciuta; è ben noto, invece che ci sono alimenti o sostanze che sono in grado di scatenare un attacco di emicrania, come gli insaccati, il cioccolato o il vino. Uno studio dell’Università di San Diego in California, pubblicato su mSystems, ha indagato a fondo questo legame, scoprendo che la colpa per i terribili mal di testa potrebbe essere di alcuni batteri presenti nella bocca, specializzati nella riduzione dei nitrati, composti formati da un atomo di azoto e tre di ossigeno e sono usati come additivi in molti alimenti, tra i quali proprio gli insaccati, e nei farmaci cardiaci.

Lo studio è stato condotto sequenziando analizzando i batteri presenti in 172 campioni orali e 1996 campioni fecali presenti nel database del Knight Lab dell’ American Gut Project. I ricercatori hanno osservato che nei campioni appartenti a persone affette da emicrania era presente una grande quantità di batteri specializzati nella conversione dei nitrati in nitriti (formati da un atomo di azoto e 2 di ossigeno), soprattutto in quelli prelevati dalla bocca.

I nitriti prodotti dai batteri, una volta introdotti nell’organismo, sotto opportune condizioni, possono essere convertiti in monossido di azoto (ossido nitrico). L’ossido nitrico, a sua volta, aumenta il flusso di sangue al cuore e riduce la pressione sanguigna; è per questo che è presente in molti farmaci cardiaci; 4 pazienti su 5 che usano questi farmaci, sperimentano però severi episodi di emicrania come effetto collaterale della cura.

“L’ossido nitrico apporta certamente dei benefici alle patologie cardiovascolari ma potrebbe avere un legame diretto con l’insorgenza dell’emicrania”, ha commentato Embriette Hyde, project manager dell’AGP, “ Non sappiamo però ancora se la catena di reazioni nitrato-nitrito-ossido nitrico, attivato dai batteri presenti nella bocca, sia la conseguenza o la causa scatenante di questa patologia”.

“Il prossimo passo nella ricerca sarà selezionare un campione più definito di pazienti, con diversi tipi di emicrania, misurare il livello di ossido nitrico presente nel loro organismo ed eventualmente correrarlo all’emicrania” aggiunge Antonio Gonzales, coautore della ricerca. “Forse un giorno avremo un collutorio a base di batteri in grado di attivare la produzione di ossido nitrico, curando le malattie cardiovascolari senza provocare il mal di testa. Per il momento, nel caso si soffra di emicrania si dobrebbe provare a eliminare gli alimenti che contengono nitrati dalla dieta”.

Riferimenti: mSystems