Traffico e inquinamento aumentano il rischio di pressione alta

(Credits: Oran Viriyincy/Flickr CC)

Vivere in una città con traffico intenso e alti livelli di inquinamento atmosferico fa aumentare il rischio di ipertensione. Sebbene questo legame fosse già stato ipotizzato in passato, si tratta della prima volta che uno studio viene allestito per analizzare proprio gli effetti congiunti dello smog e del rumore delle auto sulla salute dei cittadini. A farlo sono stati i ricercatori del progetto ESCAPE (European study of cohorts for Air Pollution Effects ) che analizza gli effetti a lungo termine dell’inquinamento e che ha monitorato un campione di più di 41000 cittadini residenti, dai cinque ai nove anni consecutivi, in 5 paesi europei (Spagna, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca), inizialmente non affetti da ipertensione. I risultati, pubblicati su European Heart Journal, mostrano che il 15% dei cittadini monitorati dal progetto ESCAPE negli anni hanno iniziato a prendere farmaci per abbassare la pressione del sangue o hanno sofferto di ipertensione.

Tra il 2008 e il 2011, i ricercatori di ESCAPE hanno analizzato l’inquinamento atmosferico delle città coinvolte nello studio, raccogliendo e analizzando campioni di particolato presenti nell’aria, e il livello di inquinamento acustico provocato dal traffico. Il particolato, polveri sottili prodotte dalla combustione di materiale organico, è uno dei residui dei gas di scarico delle auto ed è formato da particelle di diverse dimensioni. La ricerca ha monitorato, in particolare, la quantità di quelle con dimensioni minori o uguali a 10 micron (PM10) e 2.5 micron (PM2.5). Le particelle più pericolose per la pressione sanguigna sono risultate essere le più piccole, le PM2.5, le cosiddette polveri respirabili perché possono facilmente raggiungere la trachea e i polmoni. La ricerca ha stabilito che per ogni 5 microgrammi di PM2.5 per metro cubo il rischio di ipertensione aumenta del 22% ed è maggiore se la concentrazione sale. L’analisi dei dati dell’inquinamento acustico prodotto dalle auto ha, inoltre, dimostrato che chi vive in zone con molto traffico vede crescere del 6% il rischio di ipertensione, rispetto a chi vive in zone più tranquille.

Lo studio ha messo in evidenza che le zone del centro e sud Europa analizzate, la Spagna e la Germania risultano più inquinate dal punto di vista atmosferico rispetto ai paesi scandinavi. L’inquinamento acustico provocato dal traffico infine è più alto in Spagna e in Svezia che negli altri paesi della ricerca.

Ma in che modo questi fattori potrebbero influenzare i valori di pressione? Il particolato e il rumore del traffico potrebbero agire con meccanismi diversi sul nostro organismo ma in alcuni casi potrebbero avere un effetto sinergico. Mentre le polveri respirabili provocano danni al cuore, ai circoli venosi e al sistema nervoso, l’inquinamento acustico colpisce sia il sistema nervoso che quello ormonale. “Quello che è sorprendente è che questa ricerca è stata effettuata in paesi in cui i livelli di inquinamento sono al di sotto degli standard. E ci si aspetta che la legislazione in materia di inquinamento possa essere sufficiente per proteggere i cittadini in questi paesi. Ma i dati dimostrano che non è cosi. La legislazione deve essere chiaramente modificata per tutelare la salute pubblica con limiti più stringenti” ha commentato Barbara Hoffmann dell’Università di Dusseldorf ,che ha diretto l’analisi dei dati del progetto ESCAPE.

Riferimenti: European Heart Journal