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La vitamina C protegge il cervello dall’infiammazione

Limoni e broccoli, ma in generale frutta e verdura, per una scorta di vitamina C. Rimedi della nonna alle infreddature da cambio di stagione? Sì, anche. Ma da oggi potremmo avere un motivo in più per non trascurare l’apporto vitaminico nella nostra dieta. I ricercatori della Universitade do Porto, in Portogallo, hanno infatti scoperto un possibile ruolo della vitamina C nel prevenire l’infiammazione nel cervello, e su queste basi pensano a un trattamento per alcune malattie neurologiche come Alzheimer e Huntington.

In particolare, lo studio [1] – pubblicato sulla rivista Science Signaling – dimostra che una carenza di vitamina C nel sistema nervoso centrale provoca l’attivazione della microglia, ossia delle cellule che difendono il tessuto nervoso da eventuali attacchi di agenti esterni (accorrono nel sito del danno, si moltiplicano e fagocitano i detriti cellulari) e partecipano alle reazioni infiammatorie (producono molecole come citochine e chemochine che alimentano l’infiammazione).

La vitamina C, o acido ascorbico, è una piccola molecola importantissima per molti esseri viventi, compreso l’essere umano, perché contribuisce a numerosi processi fisiologici. La nostra specie, tra l’altro, non è in grado di produrre vitamina C, ma deve per forza assumerla con l’alimentazione. Questa sostanza è presente in abbondanza nel sistema nervoso centrale, dove contribuisce alla maturazione di diverse strutture nervose (come l’ippocampo) e alla trasmissione del segnale tra i neuroni (permette per esempio la conversione della dopamina in norepinefrina, che sono due neurotrasmettitori). Per questo motivo una carenza di acido ascorbico nel cervello può provocare diversi problemi, come lo scorbuto neuropsichiatrico, un disordine caratterizzato da depressione, sbalzi d’umore, anomalie comportamentali e difficoltà nella coordinazione dei movimenti. Uno squilibrio nei livelli di vitamina C, poi, è noto anche in alcune malattie neurologiche degenerative.

La vitamina C arriva fin dentro alle cellule nervose, in particolare alla microglia, grazie a specifiche proteine presenti sulla loro membrana: queste strutture consentono lo spostamento di vitamina C e sodio dentro e fuori dalle cellule, e prendono il nome di trasportatori SVCT2.

Gli esperimenti condotti dai ricercatori portoghesi hanno dimostrato che quando l’espressione di trasportatori SVCT2 diminuisce – cosa che fa calare l’apporto di vitamina C – le cellule della microglia si attivano, con conseguente innesco di reazioni infiammatorie. Se, invece, la concentrazione di acido ascorbico nella coltura cellulare aumenta, l’attivazione della microglia viene bloccata.

Per gli esperti queste sono le prove del fatto che la vitamina C svolge un ruolo importante nell’equilibrio fisiologico della microglia, e potrebbe costituire una strategia terapeutica del domani: se infatti venisse fatta luce sui dettagli del meccanismo di regolazione, sarebbe possibile prevenire quei fenomeni di infiammazione deleteri – quelli che determinano danni irreversibili al cervello – in cui la microglia è coinvolta.

Riferimenti: Science Signaling [1]