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Il servizio sanitario inglese dice basta all’omeopatia

Rimedi omeopatici verso la messa al bando nel Regno Unito. Un documento [1] emanato dal Servizio sanitario inglese invita [2] a non prescrivere trattamenti che mancano di robuste prove di efficacia clinica e che pertanto sono uno spreco di fondi già scarsi. E l’omeopatia [3] – come pratica basata sull’utilizzo di preparati in dosi diluitissime, per la quale non esistono evidenze di efficacia al di là dell’effetto placebo – rientra tra questi, costuendo un’inutile spesa.

Il documento, aperto ora per consultazioni pubbliche [4], contiene linee guida destinate ad ottimizzare la spesa sanitaria, puntando a limitare il consumo di prodotti con limitata efficacia clinica o con un basso profilo di costo-efficacia, riferisce il Guardian [5]. I trattamenti oggetto della revisione sono 18 in tutto, riferisce [6] anche la Bbc, tra rimedi omeopatici, prodotti a base di erbe, integratori, creme solari, rimedi contro la tosse. Il documento nel suo intento mira soprattutto a razionalizzare l’utilizzo dei fondi, con un piano che secondo gli esperti potrebbe far risparmiare una cifra annua che si aggira attorno ai 200 milioni di sterline.

Una decisione che non ha mancato di sollevare diverse polemiche, poiché permetterebbe solo alle fasce più benestanti della popolazione l’acquisto di molti dei farmaci non più garantiti dal Servizio sanitario nazionale. Anche perché – al di là dell’omeopatia – tra i trattamenti inclusi nelle linee guida figurano anche prodotti per celiaci, antidepressivi e antidolorifici.

 

Riferimenti: Nhs [1]