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Pseudomonas: un mix di antibiotici contro il superbatterio

pseudomonas

(Credits: CDC/ Janice Haney Carr via Wikipedia)

La resistenza agli antibiotici [1] sviluppata dai batteri è uno dei problemi più seri che la medicina si trova ad affrontare. La causa è l’uso improprio di queste sostanze, naturali o sintetiche, che spesso vengono usate per curare malattie non batteriche o utilizzate in zootecnia per l’allevamento intensivo di bestiame.

Pseudomonas aeruginosa è diventato uno dei batteri più pericolosi per l’essere umano: il suo grande genoma gli permette di adattarsi a diversi ambienti e ha sviluppato resistenza a tutti gli antibiotici noti, provocando infezioni delle vie aeree ed urinarie.

L’Università di Lund ha studiato i meccanismi attraverso i quali P. aeruginosa riesce ad insediarsi nell’essere umano. La sua strategia si basa sull’aver evoluto una difesa sia nei confronti del nostro sistema immunitario, sia nel rendere innocuo l’antibiotico somministrato. È infatti in grado di inibire la reazione immunitaria neutralizzando le specifiche molecole spia prodotte per rilevarne la presenza; contemporaneamente, la produzione di enzimi batterici è in grado di degradare l’antibiotico. L’esito è mortale perché il superbatterio si riproduce incontrollato ed è capace di diffondere nell’ambiente le proprie armi, che condivide con eventuali altri batteri presenti.

Uno studio [2] condotto dall’università svedese ha testato anche quale sia l’associazione antibiotica più efficace per combattere l’infezione provocata dal superbatterio Pseudomonas aeruginosa [3] attraverso analisi di laboratorio e test clinici su pazienti. I risultati hanno confermato l’efficacia dell’associazione quando uno dei due antibiotici è la ciprofloxacina ed il batterio ne è suscettibile. La ciprofloxacina è in grado di bloccare la replicazione del DNA batterico e dunque ne impedisce la duplicazione cellulare, portando alla guarigione del paziente.

Esistono però altri antibiotici che vengono utilizzati nelle cure e hanno diverso spettro d’azione: interferiscono col funzionamento della parete cellulare, oppure bloccano la sintesi delle proteine. Di solito, nelle terapie contro batteri resistenti vengono associati due o più antibiotici a diverso spettro, così da potenziarne l’azione ed evitare superinfezioni. Fino ad oggi non esistevano studi che testassero quali associazioni fossero effettivamente efficaci.

Gli ospedali svedesi stanno per applicare alle terapie i risultati della ricerca. Ulteriori studi sono necessari per approfondire come i batteri evolvono strategie che rendono inefficaci le cure mediche e contrastano il sistema immunitario umano per riuscire così ad ottenere un vaccino efficace.

Riferimenti: Host-Pathogen Interactions in Pseudomonas aeruginosa Invasive and Respiratory Tract Infection [4]

Articolo prodotto in collaborazione con il Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza [5] dell’Università di Ferrara