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Nelle vecchie carte nautiche le tracce delle barriere coralline scomparse

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coralli

(Foto: Loren McClenachan/Science Advances)

Le barriere coralline sono da secoli a rischio di scomparsa a causa degli insediamenti e delle attività umane lungo la costa, e di altri fenomeni naturali come uragani e variazioni del livello del mare. Oggi l’estensione delle barriere coralline è costantemente monitorata [2] attraverso missioni esplorative, immagini satellitari e fotografie aeree, ma è difficile stimare la velocità con cui questi ecosistemi si evolvono o scompaiono, poiché i dati a disposizione includono solo periodi di tempo relativamente recenti. Un aiuto inaspettato è giunto ai ricercatori, racconta uno studio [3] su Science Advances, da vecchie carte nautiche, da tempo sostituite e archiviate nelle biblioteche storiche.

Un team di ricercatori statunitensi ed australiani, coordinati dallo Scripps Institution of Oceanography e dal Colby College in Maine, ha confrontato moderne mappe marine e immagini satellitari dell’arcipelago delle Florida Keys (U.S.A.) con le antiche mappe di navigazione della stessa area create dall’Ammiragliato britannico tra il 1774 ed il 1790. Queste erano usate per segnalare eventuali pericoli ai navigatori delle colonie d’oltreoceano, ma la loro ricchezza di particolari permette oggi di determinare con relativa precisione sia la posizione che l’estensione della barriera corallina alla fine del 18° secolo.

mappe

(Credit: Loren McClenachan)

I ricercatori hanno suddiviso le acque dell’arcipelago in zone distinte, identificando dove storicamente erano presenti delle strutture coralline, e hanno quindi sovrapposto le immagini satellitari moderne alle mappe, verificando se la barriera corallina fosse ancora presente nelle vicinanze dei punti registrati dagli antichi cartografi. La scomparsa della barriera corallina è stata quantificata, in percentuale, in base al numero di siti non più presenti. In media il 52% dell’antica barriera corallina è oggi scomparso, lasciando il posto a fondali sabbiosi o letti di alghe. Le zone della baia di Florida e della costa sono state quelle in cui i coralli hanno sofferto di più i cambiamenti avvenuti in questi secoli, arrivando ad un ritiro di circa l’87,5% e il 68,8% rispettivamente, a differenza delle zone lontane dalla costa in cui la barriera si è mantenuta largamente intatta. Secondo i ricercatori questo ha significativamente cambiato l’ecosistema delle Florida Keys rispetto al 18° secolo, alterando la distribuzione delle specie marine che vivevano vicino alla costa e, di conseguenza, anche la pescabilità della stessa.

Secondo il team di ricerca questo risultato evidenzia come le stime attuali sullo stato di conservazione dell’ecosistema corallino e sulle operazioni necessarie a preservarlo sono fin troppo ottimistiche. Tuttavia lo studio dimostra anche l’utilità delle carte nautiche storiche nel ricostruire l’evoluzione di alcuni habitat marini come le barriere coralline, e potrebbe essere il primo di una serie dedicato a zone accuratamente mappate in passato, come ad esempio gli ex-porti coloniali giamaicani o di Hong Kong.

Riferimenti: Science Advances [3]


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