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Emergenza peste in Madagascar, cosa sta succedendo

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(Credit: Rocky Mountain Laboratories, NIAID, NIH via Wikimedia)

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha consegnato 1,2 milioni di dosi di antibiotici al Ministero della Salute del Madagascar, durante la scorsa settimana, ed erogato 1,5 milioni di dollari come fondi di emergenza per contrastare un’epidemia di peste che ha già causato 48 decessi. Sono 449 i casi riscontrati da agosto ad oggi, dei quali 322 riguardano la forma di peste più letale e contagiosa, quella polmonare. Un dato preoccupante e in veloce aumento, considerando che il numero delle persone infette è quasi raddoppiato dall’ultimo aggiornamento OMS datato 6 ottobre (allora si contavano 31 morti e 231 infetti).

La peste è una malattia infettiva causata dal batterio Yersinia pestis [2], riscontrabile soprattutto in condizioni di scarsa igiene, dove le abitazioni in genere, sono infestate da pulci e ratti.  A livello globale [3] tra il 2010 e il 2015 sono stati oltre tremila i casi riportati in tutto il mondo, con 584 vittime.

Il batterio è presente in piccoli mammiferi, come topi, e nelle loro pulci, che pungendo l’uomo possono trasmettere il microrganismo. La malattia però può diffondersi anche per contatto con fluidi infetti, materiale contaminato, o per via aerea da un paziente con peste polmonare. Quella che sta interessando ora proprio il Madagascar. Storicamente infatti il paese è stato spesso interessato da focolai di peste bubbonica. Quest’anno, tuttavia, a partire dal mese di agosto in Madagascar la gran parte dei casi e delle morti è associata alla peste polmonare, la forma ritenuta più pericolosa della malattia, per il potenziale epidemico che la caratterizza. Può infatti trasmettersi da persona a persona, con un semplice colpo di tosse, oppure derivare della bubbonica se non viene curata prontamente.

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(Credit: Who)

 

I farmaci inviati saranno utilizzati sia come cura che per la profilassi e consentiranno di curare fino a 5 mila pazienti e proteggere fino a 100 mila persone potenzialmente esposte alla malattia. Un altro compito importante affidato all’OMS e al Ministero della Sanità del Paese è quello di addestrare gli operatori sanitari locali a individuare e curare le persone infette. Sarà fondamentale anche rintracciare le persone che hanno avuto stretti contatti con i pazienti sintomatici, in modo da poterle sottoporre a un trattamento protettivo.

Le città più colpite, secondo i dati rilasciati dal Ministero della Sanità Pubblica del Madagascar [4], sono la capitale Antananarivo (239 casi) e Toamasina (147 casi). Il Governo per fronteggiare l’emergenza, trattandosi di insediamenti urbani, ha annullato tutti gli eventi pubblici e ordinato la chiusura delle istituzioni, scuole e università del Paese. Sono state inoltre piazzate trappole per topi e spruzzati insetticidi in diverse aree delle città per impedire il propagarsi della malattia.


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