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Il pianeta 9 esiste, non ci rimane che vederlo

Credit: ESO/Tom Ruen/nagualdesign

C’è uno sconosciuto nel nostro Sistema Solare, di cui si fa un gran chiacchierare. Si tratta del pianeta 9, rimasto finora ai bordi più estremi del nostro Sistema solare, e soprattutto senza indizi certi della sua presenza. Oggi però a fornire alcune prove della sua esistenza, ipotizzata dagli scienziati già alcuni anni fa, è l’agenzia spaziale della Nasa negli Stati Uniti in un comunicato ufficiale [1]. Si tratta di tracce ancora indirette, anche se molto precise, che prenderanno corpo nel momento in cui gli scienziati riusciranno a osservare il pianeta tramite telescopi potentissimi.

Altro aspetto importante: la Nasa sottolinea con forza che questo pianeta non rappresenta alcuna minaccia per il nostro Sistema Solare e per la Terra. Una preoccupazione nata da alcune ipotesi circolate in giro, ma mai provate scientificamente, riguardo all’idea che questo pianeta coincida con un fantomatico corpo celeste chiamato Nibiru, in grado di distruggere la Terra. Secondo alcuni, Nibiru avrebbe già dovuto collidere [2] con il nostro pianeta, e questo in più di un’occasione, anche meno recentemente [3]: uno scenario che, oltre a non essere avvenuto, è stato più volte smentito categoricamente dalla Nasa e da altre importanti istituzioni scientifiche. Tuttavia, anche se spesso si è attratti dalle notizie di potenziali minacce catastrofiche, in questo caso il fascino della scoperta risiede nelle caratteristiche di questo pianeta così misterioso.

Dieci volte più pesante della Terra, 20 volte più lontano di Nettuno – il più lontano pianeta che ruota intorno al Sole –, nascosto nell’oscurità e in grado di far inclinare, tramite effetti gravitazionali, dovuti cioè alla sua grande massa, il piano dell’orbita del nostro Sistema Solare: queste sono alcune caratteristiche del pianeta 9, un gigante lontano e scuro che influenzerebbe i movimenti delle orbite degli altri pianeti. E questo gigante, come accennato, non è stato visto in maniera diretta, ma attraverso misure indirette legate appunto agli effetti gravitazionali. Tuttavia, la sua esistenza sembra essere quasi certa: è infatti più probabile che nel Sistema solare vi sia un nono pianeta piuttosto che questo corpo celeste non esista. “Ci sono cinque diverse linee di pensiero scientifiche che mostrano l’evidenza che il pianeta nove esista”, ha spiegato Konstantin Batygin, astrofisico planetario di Caltech a Pasadena, che sottolinea che pensando un mondo senza questo pianeta si creerebbero più problemi, in termini di fisica, di quanti ne sono stati risolti.

La storia di questo corpo celeste non è iniziata oggi. Le prime ricerche importanti sono state condotte da Marc Brown, astronomo a Caltech, che ne ha pubblicato i risultati sull’Astronomical Journal. Quasi come in un thriller, gli scienziati sono arrivati ad ipotizzare l’esistenza del pianeta 9 mettendo insieme una serie di indizi scientifici sul Sistema solare. Ad esempio, già nel 2016 era stata rilevata un’anomalia in alcuni oggetti celesti, nella lontana fascia di Kuiper, una regione che comprende corpi celesti più piccoli (ad esempio asteroidi) e si estende a partire dall’ultimo pianeta del Sistema solare, Nettuno. Proprio qui, ben sei oggetti celesti noti si muovono lungo orbite ellittiche che seguono tutte la stessa direzione: si tratta di un primo elemento di mistero, che spinge gli esperti a pensare all’esistenza di un’altra massa importante.

Oltre a seguire la stessa direzione, queste orbite sono anche inclinate tutte di 30 gradi verso il basso, rispetto al piano nel quale orbitano i pianeti del Sistema solare, a forma stilizzata di frittella. E questo è il secondo elemento misterioso. Ma non è tutto: secondo le simulazioni computazionali svolte dagli scienziati, dovrebbero esserci altri oggetti celesti inclinati, oltre a questi sei già identificati, e gli esperti ne hanno individuati alcuni che potrebbero dare spiegazione di quanto messo in luce dalla simulazione al computer, la terza chiave del mistero.

Un altro elemento intrigante, scoperto in uno studio guidato da Elizabeth Bailey, riguarda il fatto che il nono pianeta avrebbe inclinato le orbite di tutti gli altri per 4miliardi e mezzo di anni, circa la durata della vita del pianeta Terra: e questo elemento spiegherebbe l’inclinazione di 6 gradi dell’orbita dei pianeti del Sistema solare rispetto al piano orizzontale che taglia l’Equatore del Sole. Insomma, per miliardi di anni il pianeta 9 sembra aver agito indisturbato modificando in maniera silenziosa l’assetto dei suoi compagni di rivoluzione intorno al Sole.

Il prossimo step è quello di trovare il pianeta, identificandolo visivamente, in maniera diretta. Gli scienziati utilizzeranno il telescopio Subaru all’Osservatorio Mauna Kea alle Hawaii, il “miglior strumento” secondo Batying per rilevare oggetti lontanissimi all’interno di specifiche regioni del cielo. Staremo a vedere.