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Piccioni migratori, il Dna e l’uomo dietro la scomparsa

C’ERANO una volta i piccioni migratori, tanti. Nel Nord America si stima che un tempo, prima del XIX secolo, potessero arrivare a contare 5 miliardi di esemplari, posizionandoli tra le specie di vertebrati più abbondanti al mondo. Oggi di quella specie non rimangono che gli esemplari impagliati nelle stanze dei musei, perché Ectopistes migratorius è ormai un uccello estinto. Un caso divenuto negli anni oggetto di studio: come è possibile che una specie così abbondante sia, praticamente all’improvviso, scomparsa? Ad avanzare qualche risposta è oggi uno studio [1] pubblicato su Science che, a sorpresa, mostra che sotto certi aspetti proprio nella grandezza della popolazione dei piccioni migratori vada ricercata l’origine della loro scomparsa. E, neanche a dirlo, nelle pressioni umane che ne favorirono il tracollo.

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