Sex matters: il sesso dei ricercatori influenza gli esperimenti con le cavie

La ketamina, la cosiddetta ‘droga dei party’, risolleva il tono dell’umore dei topi, ma solo se è a somministrarla è un ricercatore maschio. È questo il curioso risultato di uno studio presentato nei giorni scorsi al meeting annuale della Society for Neuroscience (SfN) a Washington DC, da Polymnia Georgiou, neuroscienziata dell’University of Maryland di Baltimora. La notizia è stata riportata su Nature News & Comments.

La ketamina è un farmaco usato come anestetico, sia per uso umano che veterinario. Tale sostanza, in dosi sub-anestetiche, causa forti dissociazioni psichiche, con effetti allucinogeni paragonabili a quelli di altre droghe psichedeliche come l’LSD. Studi recenti hanno dimostrato che la ketamina può avere un effetto antidepressivo tanto da indurre un rapido miglioramento del tono dell’umore nei pazienti affetti da depressione grave che non rispondono alle cure standard, agendo nel giro di un paio d’ore (al contrario dei comuni antidepressivi che impiegano settimane). Tuttavia il meccanismo di azione e i processi cellulari coinvolti non sono ancora del tutto noti e la ketamina è tutt’altro che facile da maneggiare.

Polymnia Georgiou ed il suo gruppo di ricerca, diretto da Todd Gould, stanno cercando di chiarire i meccanismi alla base dell’azione antidepressiva della ketamina, attraverso studi sperimentali sui roditori. Nel 2015 un collega di Polymnia Georgiou le chiese di eseguire alcuni esperimenti al suo posto, mentre era fuori città. Uno degli esperimenti consisteva nell’esecuzione del test di Porsolt del nuoto forzato, uno dei metodi più frequentemente utilizzati per valutare l’efficacia degli antidepressivi nei topi. Questo test misura la durata di tempo per il quale il roditore, al quale è stato iniettato il farmaco, è disposto a nuotare prima di arrendersi, senza alcun evidente mezzo di fuga o gratificazione. Gli antidepressivi possono indurre i topi a nuotare per un tempo più lungo rispetto ai topi controllo non trattati. Questo è quello che accadeva negli esperimenti con la ketamina condotti dal collega di Polymnia Georgiou. Ma quando la ricercatrice cercò di replicare l’esperimento ottenne un risultato inatteso: i topi a cui aveva iniettato la ketamina non nuotavano più a lungo dei topi trattati con un placebo.

Per cercare di comprendere il motivo di questo risultato, Polymnia Georgiou decise di far ripetere l’esperimento ad altre tre ricercatrici e a quattro colleghi maschi. Il risultato fu sorprendente: la ketamina funzionava come antidepressivo per i topi solo se veniva iniettata loro da uomini. La ricercatrice, sospettando che in qualche modo l’odore del ricercatore potesse influenzare il risultato dell’esperimento, ripeté il test ponendo i topi all’interno di una cappa aspirante in modo che gli animali non potessero sentirlo. In questo caso, indipendentemente dal sesso dello sperimentatore, la ketamina non produceva nessun effetto. Tuttavia, se veniva messa all’interno della cappa aspirante una maglietta, precedentemente indossata da un uomo, ancora una volta i topi a cui era stata iniettata la ketamina nuotavano più a lungo di quelli trattati con il placebo. Polymnia Georgiou ed i suoi colleghi hanno ripetuto gli esperimenti con antidepressivi diversi dalla ketamina, ma in tutti i casi il sesso del ricercatore non sembrava avere nessuna influenza. “Molto probabilmente” sostiene Polymnia Georgiou, “l’effetto antidepressivo nei topi è dovuto ad un’interazione specifica tra la ketamina e qualche molecola presente nell’odore maschile”.

Questo non è l’unico studio che suggerisce che il sesso del ricercatore possa influire sul comportamento e sulle risposte agli esperimenti delle cavie murine. Risultati analoghi sono stati ottenuti da Ronald Duman della Yale University a New Haven nel Connecticut: i topi non rispondevano alla ketamina se questa veniva iniettata loro da donne. La neuroscienziata Silvana Chiavegatto dell’Università di San Paolo in Brasile, presente al meeting della SfN, sostiene di aver osservato lo stesso fenomeno nel suo laboratorio con antidepressivi diversi dalla ketamina. Ed ancora, uno studio, pubblicato su Nature Methods nel 2014, mostrava che i topi sottoposti ad esperimenti da parte di scienziati maschi presentavano una risposta al dolore molto più bassa rispetto agli esemplari dei gruppi di controllo. Secondo questa ricerca l’odore maschile scatenerebbe nei topi i meccanismi dello stress, riducendo così la risposta degli animali al dolore.

“Ci sono una serie di fattori che influenzano la replicabilità e non sono riconosciuti – il sesso dello sperimentatore è uno di questi. Questa informazione dovrebbe essere riportata negli studi che valutano l’effetto dei farmaci sul comportamento dei topi per consentire ad altri laboratori di replicare i risultati. Per noi è una verità scomoda”, conclude Todd Gould, sollevando nuovi dubbi sull’affidabilità dei risultati ottenuti dalla sperimentazione animale.

Riferimenti: Nature News & Comments