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Hello, è l’orca Wikie che vi parla

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Si chiama Wikie e a 14 anni ha pronunciato la sua prima parola: “Hello”. Ma non stiamo parlando di una bambina, bensì di un’orca che vive in cattività nel parco Marineland Aquarium di Antibes, in Francia. A raccontarlo in uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B [2] è stato un team di scienziati dell’Università di St Andrews, con una nuova ricerca che conferma le sorprendenti capacità di apprendimento e di imitazione delle orche [3]. Nelle registrazioni audio, infatti, Wikie è riuscita a replicare le parole pronunciate dai ricercatori emettendo attraverso il suo sfiatatoio dei suoni molto simili alla voce umana, tra cui “hello”, “bye bye” e i nomi di alcuni numeri, semplicemente ascoltando, e imitando, i suoi emessi dagli addestratori.

Gli scienziati sapevano già che le orche hanno un loro “linguaggio”, elaborato e fornito anche di dialetti, che svolge un ruolo cruciale per la comunicazione all’interno dei vari gruppi. Vocalizzazioni sonore talmente raffinate che permettono di riconoscere i diversi branchi di questi animali anche solo ascoltando i loro richiami. Anche da adulte, inoltre, le orche inoltre le orche sono in grado di apprendere nuovi “dialetti”: sebbene non ci siano ovviamente prove che Wikie abbia capito i suoni che produceva, la ricerca dimostra comunque, e per la prima volta, che le orche possono essere addestrate a riconoscere, e riprodurre, i suoni delle lingue umane. Un risultato che va ad aggiungersi al crescente numero di ricerche che dimostrano come i cetacei, in particolare le orche, siano in grado di cambiare le loro vocalizzazioni in risposta all’ascolto di nuovi suoni nel loro ambiente.

“Le parole emesse da Wikie sono frutto di una lunga fase di tentativi e insegnamento da parte degli addestratori che la seguono quotidianamente”, precisa l’autore della ricerca, Josep Call. “L’orca che abbiamo studiato in cattività era in grado di imparare le vocalizzazioni sia di altre orche che degli umani, semplicemente imitandole. Ciò suggerisce anche una spiegazione plausibile per come le orche in natura apprendano le vocalizzazioni e sviluppino i loro dialetti”.


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