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Cannabis, l’età in cui si comincia a fumarla conta molto

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Dipendenze, molto dipende da quando inizi. Specie per quanto riguarda la cannabis [2]: per un ragazzo che comincia a fumare la sostanza nella prima adolescenza, dai 13 ai 15 anni, il rischio di sviluppare un abuso di sostanze [3] (generico, non solo marijuana [4]) entro i 28 anni è del 68%. Rischio che invece scende a 44% per i giovani che iniziano dai 15 ai 17 anni. A mostrarlo è uno studio guidato da un’équipe di ricercatori della Università di Montréalin Canada, che ha evidenziato come iniziare prima sia correlato a un maggior rischio di sviluppare una dipendenza, cosa d’altronde già empiricamente nota e ora dimostrata dai dati. Oltre ad analizzare i meccanismi che collegano un inizio precoce con l’aumento rilevante della probabilità di dipendenze, lo studio [5], pubblicato su The Canadian Journal of Psychiatry, punta l’attenzione sulla necessità di evitare o ritardare l’uso di cannabis [6] nei giovanissimi.

I ricercatori hanno analizzato le abitudini dell’uso della marijuana [7] in un campione di oltre 1000 ragazzi canadesi, a partire dall’ampia indagine Montreal Longitudinal and Experimental Study.

I dati si riferiscono agli anni dal 1991 al 1995, quando ai partecipanti di età dai 13 ai 17 anni veniva chiesto se avevano fatto uso di cannabis negli anni precedenti e quando avevano iniziato. Successivamente, dopo circa 15 anni (quando ne avevano 28), venivano poste altre domande sul loro attuale uso di cannabis e di altre droghe, inclusi allucinogeni, cocaina, amfetamine, barbiturici, eroina.

In base ai risultati, iniziare a 13 o 14 anni aumenta ampiamente il rischio di una successiva dipendenza da droghe. “La probabilità di sviluppare un abuso di questo tipo è risultata quasi raddoppiata se si inizia a usare la cannabis prima dei 15 anni”, spiegano i ricercatori. “Per ogni anno con cui si ritarda l’inizio dell’uso della cannabis negli adolescenti, si ha una riduzione del 31% del rischio di dipendenze successive”. Ma anche chi ha cominciato a fumare gli spinelli più tardi, a 17 anni, se ne fa uso regolarmente (20 o più volte l’anno) presenta un rischio doppio di abuso di sostanze rispetto ai consumatori occasionali. “Un aspetto importante, poi, considerando la crescita dell’intensità dei prodotti a base di cannabis negli ultimi 20 anni e il fatto che in questo studio sono stati valutati i dati del consumo da parte di adolescenti nel periodo 1991-1995”, sottolineano gli autori “è possibile che il maggiore contenuto di Thc nella cannabis disponibile oggi possa essere associato con percentuali più elevate di sintomi collegati all’abuso di sostanze”. Insomma, la situazione al giorno d’oggi in termini di dipendenzepotrebbe anche essere peggiore.

I ricercatori hanno analizzato anche altre abitudini non salutari se non addirittura illegali durante l’adolescenza: fra queste il consumo di alcol, essere parte di una banda e comportamenti antisociali, quali prendere parte a combattimenti, rubare o compiere atti vandalici. In base ai risultati, quando e quanto prima (a 13 o 14 anni) i ragazzi mettevano in atto questi comportamenti, tanto prima iniziavano a fumare la marijuana. Anche chi cominciava più tardi (a 17 anni), però, era a maggior rischio di avere problemi di alcol a 28 anni.

Tutti questi risultati indicano l’importanza di mettere in atto strategie per evitare che i ragazzi inizino a usare la cannabis, sottolineano gli autori, o che ne ritardino il consumo. “Potrebbe essere importante implementare questi programmi entro la fine delle scuole elementari, per prevenire l’inizio precoce del consumo di cannabis e l’abuso di sostanze da adulti”, spiega Charlie Rioux, dottorando all’Università di Montréal. “L’influenza degli amici e la delinquenza rappresentano dei fattori di rischio precoci rispetto al consumo precoce di cannabis e all’abuso di sostanze da adulti, andare ad agire su questi fattori di rischio può essere uno strumento importante, soprattutto perché le strategie preventive che lavorano su questi elementi si sono dimostrate efficaci”.

Il tutto ricordando che in Italia e in altri paesi l’uso ricreativo della cannabis non è legale. L’unica novità, in tema di marijuana, è rappresentata dalla nostra legge 242 del 2016, che consente l’uso per alimenti, cosmetici e altri prodotti, delle infiorescenze di cannabis light [8], quelle condelta-9-tetraidrocannabinolo (Thc) inferiore allo 0,6%.


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