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Sole: se non ti scotti è (anche) merito dei tuoi geni

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Come mai alcune persone, quando si espongono al sole per un lungo periodo di tempo, si bruciano mentre altre tendono solamente ad abbronzarsi? Secondo uno studio [2] pubblicato su Nature Communications, il motivo potrebbe essere, in parte, genetico. In particolare, potrebbe essere dovuto, nelle persone di origine europea, alla presenza di alcune variazioni in alcune specifiche aree del genoma (comunemente note come loci).

Per capire meglio come il genoma influenza la reazione della pelle di un certo individuo all’esposizione al sole [3], Mario Falchi e il suo team del King’s College London hanno analizzato le varianti genetiche di oltre 176mila partecipanti, suddivisi in due gruppi in base alle risposte che avevano dato ad un questionario. Nel primo gruppo erano compresi gli individui che sostenevano di non riuscire ad abbronzarsi, o che si abbronzavano raramente e tendevano a bruciarsi; il secondo gruppo comprendeva, invece, soggetti che riportavano di essere in grado di abbronzarsi senza bruciarsi.

Dall’analisi del genoma dei partecipanti, i ricercatori hanno individuato 14 nuove aree che non erano state finora mai collegate alla propensione ad abbronzarsi (6 loci erano già stati individuati in passato, portando il numero totale di quelli coinvolti nel processo a 20). In particolare, alcune di queste varianti, che si trovano in un locus che prende il nome di AGR3/AHR, potrebbero essere associate ad un maggior rischio di sviluppare tumori della pelle [4]– il tipo di cancro più diffuso in Europa.

“Questa ricerca è il più vasto studio genetico sulla capacità della pelle di abbronzarsi o bruciarsi condotto fino ad ora,” ha commentato Alessia Visconti, co-autrice dello studio, “Grazie ai dati raccolti abbiamo duplicato il numero di regioni del genoma che sono coinvolte in questa funzione.” Poiché i risultati ottenuti sono basati sull’auto-valutazione dei partecipanti tramite dei questionari, gli scienziati sottolineano come siano tuttavia necessari ulteriori studi per confermare il ruolo di queste varianti genetiche nella propensione o meno ad abbronzarsi e bruciarsi al sole. In ogni caso, le buone regole della corretta esposizione al sole – come non esporsi nelle ore più calde e fare sempre affidamento sulle creme protettive – rimangono valide, per tutti.

Riferimenti: Nature Communications [2]


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