- Galileo - https://www.galileonet.it -

Nel 2016 l’alcol ha causato quasi tre milioni di morti

Share this:
  • 52
  •  
  •  
  •  
  •  
  • [1] 

Circa tre milioni di persone [2] al mondo, nel 2016, sono morte per consumo di alcol [2]. Fra gli individui di sesso maschile di 15-49 anni, su 10 morti premature una è riconducibile al bere. E l’alcol è anche una delle principali cause – al settimo posto – di disabilità, dato che è associato a malattie trasmissibili e non trasmissibili, come tumori e problemi cardiovascolari. A svelare questi dati è uno studio [3] pubblicato su The Lancet, che conclude che non esiste una soglia sicura, ovvero una dose alla quale il rischio di un danno per la salute [4] dovuto all’alcol sia nullo.

Lo studio è parte di una vasta collaborazione, il Global Burden of Disease, che ha considerato i dati di 195 paesi dal 1990 al 2016. Gli autori hanno voluto approfondire il tema dato che, se da un lato era noto che l’alcol facesse male e fosse causa di morte e disabilità, dall’altro lato in specifiche condizioni di salute un consumo moderato era stato associato a possibili effetti protettivi [5] per la salute.

La stima attuale è statistica e si basa sull’analisi di quasi 700 set di dati e 592 studi prospettici e retrospettivi sul rischio dell’uso di alcol.

Attraverso l’analisi sulla prevalenza del consumo e sull’associazione con rischi per la salute, inclusa la mortalità, in diverse fasce d’età, questo studio conferma che l’alcol [6] fa male, anche se le dosi sono piccole. I risultati, infatti, parlano chiaro: non esiste una quantità sicura, se si vuole minimizzare la probabilità di incorrere in problemi di salute e gli autori hanno stimato che il rischio scende a 0 soltanto quando non si beve del tutto.

Nella popolazione di età fra i 15 e i 49 anni, la mortalità è dovuta soprattutto ad incidenti (fra cui soprattutto quelli stradali) e a tubercolosi. Ma non bisogna dimenticare che l’alcol è responsabile anche di numerose comuni malattie, soprattutto nella popolazione sopra i 50 anni: in particolare tumori, per cui il rischio di morte per cancro aumenta al crescere del consumo di alcolici. Ma anche malattie respiratorie e cardiovascolari, diabete, cirrosi, pancreatite, epilessia ed altro possono essere collegate a questa abitudine. È urgente agire, attraverso strategie e programmi politici, per ridurre o eliminare l’utilizzo dell’alcol, spiega Emmanuela Gakidou dell’Università di Washington, coautrice dello studio:“Il mito per cui uno o due drink al giorno ci farebbero bene è letteralmente un mito, lo studio ha distrutto questa favola”

Complessivamente, più di 2 miliardi di persone in tutto il mondo sono attuali consumatori di alcol. Statisticamente quasi i due terzi dei bevitori (il 63%) sono di sesso maschile. In generale la definizione di drink standard varia a seconda del paese: nel Regno Unito si tratta di una bevanda contenente 8 grammi di alcol, in Australia 10 grammi (l’equivalente di una birra in bottiglia), negli Stati Uniti 15 e in Giappone 20. Ma questa classificazione non indica che il Giappone o negli Stati Uniti si beva di più che negli altri paesi.

Il tasso di mortalità fra i 15 e i 49 anni associato al consumo di alcol è risultato maggiore in alcune nazioni dell’Europa orientale, del Mar Baltico e Asia Centrale, fra cui Russia, Ucraina, Lituania, Bielorussia, Mongolia, Lettonia e Kazakhstan. Mentre fra gli stati meno colpiti vi sono Kuwait, Iran, Palestina, Libia e Arabia Saudita.

Via Wired.it [7]


Share this:
  • 52
  •  
  •  
  •  
  •  
  • [1]