Il cancro è una battaglia e i pazienti dei guerrieri?

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Non ci sono guerrieri né battaglie. Solo persone con un cancro che cercano di vivere al meglio il resto della loro vita, senza per forza essere un esempio per gli altri. Basta questo per sintetizzare il senso dell’indagine realizzata dall’associazione inglese Macmillan Cancer Support sulla percezione che i malati hanno del racconto del cancro, sui media come nella vita. Due mila persone con un tumore hanno in maggioranza dichiarato di averne abbastanza delle metafore militari usate per descrivere la loro condizione, stufe soprattutto di quel senso di colpevolezza o inadeguatezza che sembra aleggiare intorno a chi “ha perso la battaglia”. Parole che pesano, che dividono la stessa comunità di malati. E delle quali, in fondo, potremmo fare a meno.

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