Salute

Perché ci piace correre con la musica

Correre è fatica. Se chiedeste a chi corre perché lo fa spesso la risposta è per le sensazioni che si provano dopo aver corso, quando la fatica è ormai per lo più accantonata, lasciando spazio al cosiddetto runner’s high. Uno stato di benessere legato storicamente alla produzione di endorfine, ma in tempi più recenti soprattutto a quella di endocannabinoidi. Il benessere che si prova correndo però non cancella la fatica, al punto che il solo pensiero di correre può scoraggiare molti, specialmente agli inizi. Provate però a distravi mentre lo fate: farete meno fatica e vi divertirete di più.

Le conclusioni sono quelle che arrivano da un piccolissimo studio condotto su alcune donne iraniane, runner amatoriali. Ma conferma, scrive il New York Times, sia osservazioni precedenti compiute in altri sport, sia dà ragione dell’esperienza comune: basta guardsi attorno, molti runner corrono ascoltando la musica, per esempio. Nello studio in questione, pubblicato su Journal of Motor Learning and Development, i ricercatori hanno invitato 12 giovani donne a correre su un tapis roulant in laboratorio, in condizioni controllate, ovvero al 70% della loro velocità massima e registrando parametri come consumo di ossigeno, battito cardiaco, frequenza respiratoria, e sforzo fisico percepito attraverso la scala di Borg. Le corse però avvenivano in condizioni diverse: i ricercatori li chiamano associative/dissociative, interne ed esterne e da quanto si legge sul Nyt (il paper non è accessibile) in sostanza alle partecipanti veniva chiesto di correre pensando a cose diverse. Potevano, per esempio, concentrarsi sui muscoli dei piedi, contare i loro passi, contare a mente o ancora guardare un video.

Quello che è emerso, mettendo insieme dati fisiologici e le risposte date dalle giovani, è che il pensiero dissociativo-esterno (corrispondere alla vista del video in questo caso) era quello meno faticoso per corpo e mente. Ovvero, le ragazze consumavano meno ossigeno, avevano meno lattato nel loro sangue, e sembravano sentire meno sforzo durante la corsa.

Lo studio, lo ribadiamo è piccolo, ha riguardato solo donne, in condizioni di laboratorio per lo più. Va da sé che ognuno abbia la sua ricetta per sentire meno la fatica e godersi di più la corsa (ma non mancano anche gli amanti della fatica tal quale). Ma questa ricerca aiuta a spiegare, forse, perché non di rado incrociamo un runner con le cuffie all’orecchio: forse si sta solo distraendo dalla fatica. Ma occhio a non distarsi dai pericoli della strada.

Credits immagine: Jozsef Hocza on Unsplash

Anna Lisa Bonfranceschi

Giornalista scientifica, a Galileo Giornale di Scienza dal 2010. È laureata in Biologia Molecolare e Cellulare e oggi collabora principalmente con Wired e La Repubblica.

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