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Cos’è Nutri-Score, il sistema di etichettatura che fa tanto discutere

In Italia Nutri-Score non convince affatto. Il sistema di etichettatura francese, infatti, viene accusato costantemente di penalizzare, in modo ingiusto, i prodotti alimentari made in Italy. Da Matteo Salvini, che lo reputa un vero e proprio complotto contro la dieta mediterranea, a Mariastella Gelmini, che ha recentemente pubblicato un post su Facebook nel quale critica questo sistema di etichettatura.“Il problema è che secondo questo semaforo prodotti come la Coca-cola zero sono considerati più salutari del parmigiano reggiano, dell’olio d’oliva e del prosciutto di Parma”, scrive Gelmini, definendo il Nutri-Score come “un’ingiustificata aggressione ai nostri prodotti e alle nostre eccellenze”.

Cos’è Nutri-Score

Ma le cose stanno davvero così? Ovviamente no. Ma prima di dare una risposta definitiva bisogna capire cosa sia e come funzioni esattamente il Nutri-Score. Sviluppato da ricercatori dell’università di Parigi e dell’Inserm, il Nutri-Score è un sistema informativo basato sulle etichette dei cibi, che ha lo scopo di aiutare il consumatore a seguire abitudini alimentari più salutari. In altre parole, posto sul lato frontale della confezione di un prodotto, indica i singoli valori nutrizionali con una scala di cinque coloriche vanno dal rosso al verde e a cui corrispondono le prime cinque letteredell’alfabeto, a-b-c-d-e.

Ma come si calcola il Nutri-Score? Considerati 100 grammi di prodotto, viene analizzato il contenuto di sostanze benefiche, come fibre, legumi, frutta e verdure, e quelle invece che devono essere limitate, come zuccheri, sale, acidi grassi saturi, noti per essere associati a problemi come obesità, diabete e malattie cardiache. Poi attraverso un complesso calcolo, si arriva a un punteggio finale, che permette di assegnare sia un colore che una lettera a uno specifico alimento. Per esempio, l’olio d’oliva viene classificato con il miglior punteggio possibile tra gli oli vegetali, (nella categoria C), ed è quindi migliore dell’olio di soia, girasole e mais, classificati in D, e dell’olio di cocco e di palma e burro, nella categoria E.

Un complotto contro il Made in Italy?

“Il punteggio Nutri-Score ha una base scientifica molto solida (oltre 40 studi pubblicati su riviste internazionali sottoposti a peer review, incentrati in particolare sulla prevenzione delle malattie croniche)”, ha spiegato un articolo pubblicato su Scienza in rete a firma di 5 professori universitari, tra cui Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto superiore di sanità italiano. “Il suo formato a 5 colori (dal verde al rosso) abbinato a 5 lettere (dalla A alla E) lo rende uno strumento semplice, intuitivo e comprensibile”. Nutri-score, si legge ancora nell’articolo, non è quindi un “complotto dell’Unione Europea” né un’arma contro la dieta mediterranea che, nella sua versione originale, è un modello alimentare condiviso dai nutrizionisti di tutto il mondo.

Coca-cola e olio d’oliva

“Nutri-Score non è assolutamente contrario alla dieta mediterranea”,spiegano gli sviluppatori del sistema sul blog di Nutri-Score. “Il confronto tra olio d’oliva e Coca Cola Light non ha alcun senso. La domanda non si pone per i consumatori al momento dell’acquisto, perché è molto improbabile che abbiano intenzione di condire l’insalata con la Coca-Cola o, viceversa, di rinfrescarsi con l’olio d’oliva”, spiegano i ricercatori. “In realtà, il consumatore deve essere in grado di confrontare la qualità nutrizionale degli alimenti equiparabili e sostituibili tra loro. Se si deve scegliere un olio, per esempio, grazie a Nutri-Score il consumatore vedrà che quello d’oliva è il migliore della classifica. E anche per una bevanda, vedrà che l’acqua è l’unica classificata in A e che le bibite zuccherate sono tutte nella classificazione E”.

A questo punto si può rispondere alla domanda iniziale e affermare che Nutri-Score non è un complotto contro la dieta mediterranea. “La pasta, i risotti, la polenta e persino alcuni tipi di pizza”, concludono gli ideatori del sistema, “ sono classificate nel gruppo A o B”.

Via: Wired.it

Leggi anche: Le etichette intelligenti per sapere quanto devi correre per smaltire una fetta di panettone

Marta Musso

Laureata in Scienze Naturali alla Sapienza di Roma con una tesi in biologia marina, ha sempre avuto il pallino della scrittura. Curiosa e armata del suo bagaglio di conoscenze, si è lanciata nel mondo del giornalismo e della divulgazione scientifica. “In fin dei conti giocare con le parole è un po' come giocare con gli elementi chimici”.

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