Cause, diffusione e prognosi della psoriasi

cause della psoriasi

Sappiamo che è una malattia infiammatoria della pelle, ma sulle cause della psoriasi c’è ancora molto da scoprire. Quel che è certo è che si tratta di un disturbo legato all’attività del sistema immunitario, in cui fattori genetici e ambientali concorrono a scatenare la comparsa dei sintomi. Alcune ricerche sembrano indicare che la componente genetica sia responsabile per il 50-90% del rischio totale di sviluppare la psoriasi. E non a caso, è una malattia che tende a ripresentarsi spesso all’interno di una stessa famiglia: la probabilità sembra maggiore anche del 19% per chi ha familiari di primo grado che ne soffrono. Come anticipato, però, è una patologia multifattoriale, in cui lo stress (fisico e psicologico), lesioni della cute, infezioni e altri fattori ambientali svolgono un ruolo importante nella comparsa dei sintomi. Vediamo meglio cosa sappiamo oggi delle cause della psoriasi.

I geni della psoriasi

Ad oggi si conoscono circa 70 geni che influenzano la predisposizione a sviluppare la psoriasi, quasi tutti coinvolti nel funzionamento del sistema immunitario. Circa il 10% delle persone possiede qualcuno dei geni collegati allo sviluppo della psoriasi, ma secondo gli esperti quelli attualmente noti rendono conto per non più del 30% dell’ereditabilità della malattia. Questo vuol dire che si tratta di una patologia pluri-genica, causata cioè dalla mutazione di molti geni, e in cui anche fattori ambientali giocano un ruolo importante. Uno su tutti, lo stress.

Stress, traumi e altri fattori scatenanti

Molti pazienti infatti lamentano il ripresentarsi o il peggioramento dei sintomi in periodi di forte stress psicologico: in corrispondenza di lutti, problemi economici o lavorativi. Anche lo stress fisico, specie a danno della cute, può rappresentare uno stimolo scatenante per i sintomi: danni o traumi come scottature, infezioni, e persino l’azione di alcuni farmaci (il litio usato contro la depressione, ad esempio, ma anche gli antimalarici, farmaci antiritmici come la chinidina, e antinfiammatori come la indometacina). È stato inoltre ipotizzato che la presenza di allergie, l’alimentazione e persino le condizioni climatiche potrebbero giocare un ruolo nell’insorgenza della malattia, ma per ora mancano dati conclusivi per dimostrarlo.

Tutta colpa dell’infiammazione

Parlando dei meccanismi che scatenano l’insorgenza della malattia, attualmente si ritiene che la psoriasi sia legata a processi infiammatori sistemici e un funzionamento anomalo del sistema immunitario. Per quel che si sa, la psoriasi è un disturbo che riguarda sia la cosiddetta immunità innata, la prima linea di difesa dell’organismo, sia quella adattativa, che nasce e si rafforza con l’esposizione ai patogeni. Nella genesi della psoriasi giocano quindi un ruolo sia le cellule dendritiche (parte fondamentale dell’immunità innata) che i linfociti T (immunità adattativa). I  processi patogenici della psoriasi però presentano delle importanti differenze rispetto a quelli di altre patologie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, e fino a poco tempo fa non erano mai stati identificati auto-anticorpi specifici per questa malattia (non si trovavano cioè le cellule del sistema immunitario impazzite responsabili degli attacchi all’organismo, utili come bio-marker su cui basare una diagnosi).

Epidemiologia

In tutto il mondo sono circa 125 milioni le persone che soffrono di questo disturbo. Colpisce con uguale frequenza entrambi i sessi, mentre a livello geografico esistono ampie differenze nella sua incidenza: si va da una prevalenza dello 0% a Taiwan, fino a all’8,5% registrato in Norvegia. In Italia la prevalenza è mediamente alta, e si attesta tra il 2,5 e il 3% della popolazione. L’incidenza della patologia inoltre sta aumentando ormai da diversi decenni: alcuni studi svolti negli ultimi anni parlano di un aumento che ha portato l’incidenza dai 50,8 casi per 100mila abitanti degli anni ’70 a oltre 100 casi per 100mila abitanti negli anni novanta. Simile il discorso anche per le forme pediatriche e giovanili, passate da 29,6 casi per 100mila abitanti degli anni ’70 a oltre 62 negli anni ’90.

La prognosi

Per quanto fastidiose, normalmente le placche psoriasiche non rappresentano un rischio concreto per la salute, almeno nelle forme lievi della malattia. Anche perché farmaci e terapie attualmente garantiscono un’ottima gestione dei sintomi. Esistono però diverse comorbidità potenzialmente pericolose associate con la patologia.

Tra le più diffuse vi è certamente l’artrite psoriasica, una malattia reumatica infiammatoria che colpisce tra il 10 e il 30% dei pazienti con psoriasi. Così come l’insorgenza di problemi cardiovascolari: i pazienti con psoriasi severa hanno infatti un rischio di infarto sette volte superiore a quello di un coetaneo sano, e un rischio di morte per cause cardiovascolari aumentato del 57%. È nota inoltre una maggiore incidenza di problemi psichiatri e psicologici per i pazienti affetti da psoriasi, la cui severità è legata in questo caso a diversi fattori, non ultimo ovviamente l’estensione delle lesioni cutanee. Altre patologie associate alla psoriasi sono l’obesità, la sindrome metabolica, le malattie autoimmuni, le apnee notturne, i disturbi epatici e la malattia polmonare ostruttiva cronica.

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