Psoriasi e inverno, un binomio difficile

Freddo, pelle secca, influenza e infiammazioni delle vie respiratorie possono peggiorare la psoriasi. Ecco alcuni accorgimenti per gestire la patologia in inverno e ridurre il rischio di una riacutizzazione 


Psoriasi e inverno non vanno molto d’accordo. Freddo, minore esposizione al Sole, malanni di stagione, aria secca: questi ingredienti della stagione fredda possono aumentare il prurito e contribuire a una riacutizzazione della patologia. È risaputo, infatti, che l’inverno è un periodo che può essere associato a un peggioramento della psoriasi. Ma esistono diversi accorgimenti per non farsi trovare impreparati: ne abbiamo parlato con Piergiacomo Calzavara Pinton, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale “Spedali Civili” di Brescia.

La mancanza di Sole

Nel rapporto fra psoriasi e inverno una delle cause principali del peggioramento dei sintomi è l’accorciarsi delle giornate, e la mino esposizione alla luce del sole. La luce solare, infatti, apporta importanti benefici alla salute della pelle. “Il peggioramento della psoriasi è collegato alla minore esposizione al Sole – sottolinea Calzavara Pinton – perché i raggi sono meno intensi e le giornate più brevi. Anche per questa ragione, nei pazienti con una forma da moderata o severa che si manifesta soprattutto in inverno si può valutare l’opzione della fototerapia, se non è possibile effettuare il trattamento sistemico oppure se il paziente la preferisce a quest’ultimo”.

Influenza e infezioni

Ma la relazione difficile fra psoriasi e inverno è dovuta anche alla maggiore incidenza di forme infiammatorie delle alte vie respiratorie, come faringiti e tonsilliti. “In generale, la presenza di uno stato infiammatorio cronico peggiora una malattia infiammatoria cronica come la psoriasi”, spiega l’esperto. “Questo perché l’infiammazione produce alcune molecole, come l’interferone o il TNF-alfa, che mettono in comunicazione il sistema immunitario con altri tessuti e organi, e in questo caso agiscono aumentando la psoriasi”. Per questa ragione è importante curare tempestivamente i sintomi, come tosse, raffreddore, mal di gola, febbre. Per prevenire l’influenza, aggiunge Calzavara Pinton, anche nei pazienti con psoriasi è consigliato il vaccino.

Attenzione allo streptococco

Un caso a parte è rappresentato dalle infezioni da streptococco beta-emolitico. “Faringiti e tonsilliti da streptococco possono essere associate ad un peggioramento della psoriasi. Ma possono anche causare l’insorgenza della psoriasi guttata, soprattutto nei bambini – sottolinea Calzavara Pinton – il tutto in soggetti predisposti. Questa forma può scomparire e non tornare più oppure cronicizzarsi, dando luogo a una forma classica di psoriasi, con le tipiche manifestazioni cutanee”.

Il problema, aggiunge l’esperto, è che quando nel bambino appare una psoriasi guttata dovuta a un’infezione da streptococco, i genitori tendono a pensare che sia colpa delle terapie – ad esempio dell’antibiotico assunto – piuttosto che dell’infiammazione stessa. Il meccanismo, invece, è associato ai superantigeni prodotti dallo streptococco. Questi si legano ad alcune cellule immunitarie della cute, che attivano una risposta infiammatoria. Tale risposta a sua volta genera una sequenza di eventi molecolari a livello dei tessuti. Questo processo porta alla crescita delle lesioni sulla pelle proprie della psoriasi.

Prendersi cura della pelle 

Anche il freddo può dar fastidio alla pelle. All’esterno le temperature sono rigide, mentre negli ambienti interni il caldo è spesso eccessivo e l’umidità scarsa. Questi elementi contribuiscono a rendere la pelle secca. “Invece è bene invece mantenerla sempre idratata – spiega Calzavara Pinton – e applicare creme su mani, piedi e busto, nelle zone in cui non ci sono lesioni. In questo modo, si riduce il rischio di prurito e la comparsa di nuove lesioni psoriasiche nelle aree in cui la pelle è meno idratata”.

Un altro consiglio consiste nel regolare le temperature dei termosifoni in modo che non siano troppo alte e utilizzare un umidificatore per rendere l’aria meno secca. Ma a dare fastidio alla pelle, in inverno,sono anche i tessuti pesanti indossati. “La lana può irritare la pelle – continua l’esperto – per questo è sempre meglio porre il cotone a contatto con la cute e sopra la lana”.

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