Psoriasi guttata, come affrontare la forma più comune nei bambini

psoriasi guttata

Si tratta della seconda forma più comune di psoriasi, dopo quella a placche. La psoriasi guttata colpisce soprattutto bambini e ragazzi e insorge in seguito a infezioni da streptococco. E può anche cronicizzarsi con la forma classica a placche. Ecco come compare e come trattarla

Mal di gola, tosse e all’improvviso una miriade di macchioline rosse sul corpo. In certi casi può trattarsi di psoriasi guttata, una delle più comuni forme di psoriasi, che rappresenta circa il 10% di tutte le diagnosi di questa patologia, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Una forma che presenta alcune particolarità rispetto alla psoriasi più diffusa, quella volgare o a placche. Intanto, la psoriasi guttata si manifesta, in soggetti predisposti, solitamente durante l’infanzia. La sua comparsa è scatenata soprattutto da infezioni causate dallo streptococco beta-emolitico. In secondo luogo, si distingue dalla psoriasi a placche per le differenti manifestazioni cutanee. Invece delle chiazze e delle squame di medie o ampie dimensioni, soprattutto su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, mani e piedi, la psoriasi guttata è caratterizzata da numerosissime piccole macchie rosa o rosse, in vari distretti corporei. Ecco come riconoscerla e come comportarsi.

Come evolve

La psoriasi guttata insorge spesso in seguito a faringiti e tonsilliti da streptococco, frequenti nei bambini, negli adolescenti o nei giovani adulti. Per questo tale forma colpisce soprattutto queste fasce d’età. Si osserva una rapida comparsa di moltissime macchie rosse, anche centinaia, a forma di goccia o lacrima – di qui il nome guttata, dal latino gutta, goccia. Le macchie possono attaccare sia il busto, schiena e torace, sia le gambe e le braccia.

Tali manifestazioni, inoltre, tendono a modificarsi leggermente nel tempo. “Prima appaiono papule di solito rossastre e pruriginose, di dimensioni piccole, che possono variare da 0,2 a un centimetro”, spiega Cesare Filippeschi, dermatologo presso l’Azienda ospedaliera-universitaria Meyer di Firenze, “poi queste gocce eritematose si desquamano e per fare un paragone iniziano a somigliare alle macchie di cera prodotte delle candele. Successivamente, tali macchie scompaiono per lasciare il posto a piccole zone bianche, che infine spariscono e la pelle sana riacquista il suo colore tipico”. Il tutto può avere durata variabile da settimane fino a diversi mesi, con sintomi fastidiosi e dolorosi e con un impatto importante sulla qualità di vita del paziente.

La diagnosi

Per riconoscerla tempestivamente e trattarla in maniera adeguata è necessario effettuare una diagnosi differenziale con la pitiriasi rosea di Gibert, prosegue il dermatologo, caratterizzata da una chiazza rosea principale, detta macchia madre, e da alcune chiazze più piccole. Questa patologia di solito si risolve spontaneamente in circa 3 settimane.

I trattamenti della psoriasi guttata

Come tutte le forme di psoriasi, anche quella guttata migliora con l’esposizione al sole. Dunque, l’inverno è la stagione più critica, anche per la maggiore incidenza di casi di infezione da streptococco che possono scatenare l’avvento della malattia. Ci sono diverse opzioni terapeutiche relative ai sintomi cutanei della psoriasi. “In primo luogo, si utilizzano trattamenti non farmacologici, come creme emollienti a base di urea – spiega Filippeschi – se questo intervento non è sufficiente è possibile affiancare a queste creme una terapia topica con pomate cortisoniche”. Tuttavia, se la psoriasi guttata è molto estesa o non si ottengono miglioramenti con i trattamenti locali si passa generalmente ad una terapia sistemica, come quella con immunosoppressori.

Dopo la psoriasi guttata

Una volta trattata, può scomparire e non ripresentarsi più, oppure cronicizzarsi, dando però vita ad una forma di psoriasi classica con le tipiche placche. Questo perché, in soggetti predisposti, la psoriasi guttata può dare il via al meccanismo di attivazione del sistema immunitario alla base della psoriasi. Non è escluso, infine, che la forma guttata possa ripresentarsi nuovamente, anche dopo anni, in presenza di infezioni streptococciche, anche se questa ricomparsa rimane piuttosto rara.

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