Verso una terapia genica per la psoriasi

Un team di ricercatori inglesi ha scoperto una proteina coinvolta nel rinnovo troppo rapido delle cellule della pelle. Un processo che è alla base della psoriasi


Quali sono le cause della psoriasi? Alcuni fattori sono noti, anche se c’è ancora molto da scoprire. A livello pratico, la psoriasi è dovuta a un troppo rapido ricambio delle cellule della pelle, anche se le ragioni per cui avviene questo fenomeno sono ancora da chiarire. Oggi, un gruppo di ricerca ha identificato una nuova proteina, nella pelle, coinvolta proprio nel processo di rinnovo degli strati della cute. Un ingranaggio biologico che potrebbe rivelarsi fondamentale nello sviluppo della psoriasi. E che potrebbe quindi rappresentare un nuovo bersaglio molecolare per terapie geniche. I risultati dello studio, condotto dall’Università di Biringham, sono pubblicati su The Embo Journal.

Le cause della psoriasi

Ciò che è noto attualmente è che a livello pratico la patologia è determinata da un ricambio troppo veloce delle cellule della pelle. Questa riproduzione cellulare accelerata ha come esito quello della formazione, sulla superficie della cute, di cellule che non sono ancora mature e differenziate. Questo fenomeno causa la comparsa delle chiazze rosse con le croste ricoperte dalle squame grigiastre.

Studiare i geni


Così i ricercatori hanno studiato i meccanismi alla base di questa proliferazione eccessiva di tessuto. Capire quali componenti molecolari regolano una differenziazione che non procede in maniera corretta, come accade nella psoriasi, può essere importante anche per comprendere come intervenire. E per trovare nuovi trattamenti: ad esempio terapie che vanno a colpire i geni coinvolti (a ciascun gene corrisponde una sua proteina) per bloccare la malattia.

Analizzando le cellule della pelle, i ricercatori hanno inizialmente messo a fuoco una proteina già nota, chiamata JARID2 coinvolta nella differenziazione cellulare durante lo sviluppo embrionale. Finora si pensava che questa proteina fosse presente soltanto nella fase embrionale, in cui la molecola coordina la formazione dei tessuti e degli organi.

La nuova proteina

Al contrario, nella ricerca, gli scienziati hanno scoperto che questa proteina esiste anche nelle cellule adulte della pelle, anche se in una forma più corta, che è stata rinominata con la sigla ?N-JARID2. Anche nella pelle adulta, tale componente è responsabile della corretta differenziazione delle cellule. In pratica, controlla che si modifichino e si specializzino in maniera normale, generando un tessuto sano. In particolare, in alcune patologie, invece, le cellule perdono la loro capacità di differenziarsi e riprodursi rapidamente, come sottolinea l’autore Aditi Kanhere della Scuola di bioscienze dell’Università di Birmingham. E questo accade ad esempio nella psoriasi.

“Essere in grado di re-indirizzare le cellule riportandole al loro normale ciclo vitale – sottolinea Kanhere – potrebbe alleviare i processi alla base di queste patologie”. Così, la proteina individuata oggi potrebbe essere un candidato per terapie geniche mirate.

Capire come si forma questa proteina

Ora i ricercatori di Birmingham stanno studiando in che modo si genera questa proteina nelle cellule adulte della pelle. Secondo gli autori, infatti, un elemento chiave da scoprire riguarda come si passa dall’espressione estesa della proteina (nello sviluppo embrionale) a quella più breve delle cellule adulte. Potrebbe essere proprio questo, infatti, lo scatto molecolare alla base del processo che porta alla up-regulation (ultra regolazione) delle cellule. Un meccanismo che a sua volta porta alla proliferazione eccessiva ed alterata del tessuto della pelle.

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