Categorie: Vita

Tutte le specie del mondo, in un’unica lista

Quanti siamo al mondo? Non come numero, né come esseri umani: abbiamo un’idea di quante siano le specie? Sul tema ci interroghiamo da tempo, snocciolando stime che oscillano tra pochi milioni a mille miliardi includendo anche quelle microbiche. Esattamente, o quanto meno un’idea non ne abbiamo, perché di fatto manca una lista degli org. Fare una lista di tutte le specie del pianeta, dai mammiferi agli uccelli, dalle piante ai funghi, fino ai microbi è di certo un incarico noioso, ripetitivo ed estremamente complesso. Ma non impossibile. E c’è chi ha addirittura stilato una serie di regole che potrebbero essere utilizzate per stilare un elenco del genere. Se ne parla su Plos Biology.

Tante liste, nessuna lista

“Al momento, non esiste una singola lista di specie con cui tutti concordano,” ha spiegato Stephen Garnett, autore principale della ricerca, “Esistono tuttavia diverse liste in cui gruppi di organismi sono classificati in modi diversi, ed alcuni non sono presenti per niente”. Eppure avere uno strumento del genere (realisticamente più liste per sottodomini) servirebbe a ben più che a soddisfare una mera curiosità. Questo elenco, spiegano gli scienziati, sarebbe estremamente utile per organizzazioni e governi, che potrebbero utilizzarlo per promuovere iniziative per supportare la conservazione di specie in via di estinzione, per concordare trattati internazionali, per regolare il commercio di alcuni prodotti o per stipulare norme di bio-sicurezza. Ovvero regole che impediscono la diffusione e l’introduzione di organismi dannosi, per minimizzare il rischio di diffondere malattie infettive a persone, animali e piante: un pericolo quanto mai attuale, in piena emergenza Covid-19. Non da ultimo compilare una lista di tutte le specie servirebbe ad avere uno sguardo più chiaro sulla biodiversità del nostro pianeta.

Le regole per catalogare le specie

Come fare allora? Il tema di Garnett propone una serie di dieci principi per compilare le liste di tutte le specie del mondo e regole per controllare e aggiornare le liste.

  1. Le liste devono basarsi sulla scienza e non su considerazioni ed interferenze non tassonomiche;
  2. La gestione delle liste deve avere lo scopo di supportare ed essere utilizzata dalla comunità;
  3. Tutte le decisioni che riguardano le liste devono essere trasparenti;
  4. La gestione delle liste approvate è diversa dalla gestione dei nomi delle unità tassonomiche (taxon);
  5. La gestione delle liste delle specie approvate non deve impedire la libertà accademica;
  6. I criteri considerati sufficienti per riconoscere i limiti delle specie possono variare tra gruppi tassonomici ma dovrebbero se possibile essere consistenti;
  7. Una lista globale deve avere versioni archiviate in modo da permettere aggiornamenti;
  8. I contributori devono essere identificati in modo appropriato;
  9. Il contenuto delle liste deve essere attribuibile;
  10. La lista deve coprire la diversità delle specie a livello globale e locale.

Fondamentale nello stilare queste liste è dunque il lavoro dei tassonomisti, gli scienziati che scoprono e danno il nome a nuove specie, oltre a stakeholders come gruppi conservazionisti, governi e agenzie internazionali, aggiunge Kevin Thiele, tra gli autori del paper.

Secondo il team, la lista potrebbe aiutare a combattere i vari pericoli che minacciano le specie che vivono sul nostro pianeta e che stanno contribuendo e accelerando la loro estinzione, come il riscaldamento globale, linquinamento, le malattie ed il disboscamento. “Creare una singola lista su cui tutti concordano non può fermare l’estinzione di queste specie,” ha concluso Garnett: “Ma è un passo fondamentale nel controllare e conservare tutte le specie del mondo per le generazioni future.”

Riferimenti: PLOS Biology

Credits immagine di copertina: S N Pattenden on Unsplash

Claudia De Luca

Dopo la laurea triennale in Fisica e Astrofisica alla Sapienza capisce che la vita da ricercatrice non fa per lei e decide di frequentare il Master in Giornalismo e Comunicazione della Scienza all'Università di Ferrara, per imparare a conciliare il suo amore per la scienza e la sua passione per la scrittura.

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