Categorie: Salute

Vaccino Pfizer-BioNTech: negli Usa anche per gli adolescenti

È stato salutato come un passo per arrivare “più vicino a un senso di normalità e alla fine della pandemia”. Con queste parole Janet Woodcock, commissaria facente funzione della Food & Drug Administration (Fda) ha commentato la decisione dell’agenzia di espandere l’uso in emergenza del vaccino a mRna di Pfizer-BioNTech sin dai 12 anni. I benefici superano i rischi anche per gli adolescenti, sentenzia l’Fda, in quella che era una decisione attesa da tempo ed arrivata puntuale come da ultime previsioni.

Nella lotta alla pandemia la mancanza di un vaccino destinato ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni è stata più volte identificata come un ostacolo importante al raggiungimento di una significativa copertura della popolazione. Anche, ovviamente, in paesi molto avanti con le campagne vaccinali, come Israele e gli stessi Usa appunto.


Vaccini Covid, come e con cosa verranno vaccinati i più giovani e gli under 60?


La decisione di estendere l’uso in emergenza del vaccino Pfizer anche agli adolescenti è stata presa sulla base dei dati provenienti da una sperimentazione clinica ancor in corso condotta su oltre 2.200 ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni, metà dei quali hanno ricevuto il vaccino e metà un placebo. I risultati, in termini di risposta immunologica ed efficacia, così come effetti collaterali, sono stati paragonabili a quelli riscontrati nella popolazione adulta. Infatti, in termini di risposta immunologica, non si sono trovate sostanziali differenze in circa 200 adolescenti che avevano ricevuto il vaccino rispetto a quelle osservate in giovani adulti, e l’efficacia – misurata come numero di casi Covid-19 registrati nei sette giorni dopo la seconda dose del vaccino (somministrato allo stesso dosaggio e modo che negli adulti) – è stata del 100%. Nessun caso di malattia per i 1005 vaccinati e 16 nei 978 che avevano ricevuto il vaccino, riporta l’Fda, puntualizzando come, anche in questo caso, non si possa affermare con certezza la capacità del vaccino di bloccare la trasmissione del virus o stimare la durata dell’immunità.

Sul fronte degli effetti collaterali, più comuni pare dopo la seconda dose, la maggior parte rientrano nella categoria lievi e moderati, con febbre, dolore al sito di iniezione, brividi, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari e articolari come i più frequenti.

D’obbligo avvertenze e moniti generali: il vaccino non va somministrato in casi di allergia a qualcuno dei suoi componenti e un monitoraggio continuo della sicurezza deve essere sempre garantito. Dalle nostre parti la notizia è stata accolta con entusiasmo, con la speranza che presto possa accadere lo stesso anche in Europa.

Via: Wired.it

Credits immagine: Sam Moqadam on Unsplash

Anna Lisa Bonfranceschi

Giornalista scientifica, a Galileo Giornale di Scienza dal 2010. È laureata in Biologia Molecolare e Cellulare e oggi collabora principalmente con Wired e La Repubblica.

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