Workshop LAV alla Conferenza internazionale sulla decrescita

    Conferenza internazionale sulla Decrescita (Venezia, 19-23 settembre), il 20/9 workshop LAV: sostituire la carne con proteine vegetali per dare una svolta sostenibile ed etica all’emergenza ecologica del Pianeta

    Sostituire il consumo di carne con proteine vegetali, come punto nevralgico della sostenibilità etica ed ecologica del pianeta: è questo il tema del workshop che si svolgerà, con il contributo della LAV, il prossimo 20 settembre alla terza Conferenza internazionale sulla decrescita in programma dal 19 al 23 settembre a Venezia, presso l’ex Cotonificio Veneziano.

    La LAV porterà all’importante evento di analisi e progettazione di stili di vita sostenibili la sua esperienza di grande associazione animalista, unica presente e selezionata per l’appuntamento lagunare. Interverranno  Roberto Bennati,  vicepresidente LAV, Paola Segurini, responsabile LAV settore Veg, Enrico Moriconi, presidente dell’associazione Veterinari per i diritti animali e Gaia Angelini, curatrice del Dossier LAV sui Costi reali di produzione della carn, il primo compendio che raccoglie tutti i più importanti studi internazionali sul tema.

    “Sovrasfruttamento delle risorse, uso di pesticidi e antibiotici, crudeltà verso gli animali, emissione di gas serra, spreco di acqua sono solo alcuni dei motivi che porteremo all’attenzione nel nostro intervento – spiega Paola Segurini, responsabile LAV settore Veg – Non possiamo infatti ignorare che il consumo di carne e gli allevamenti intensivi stanno erodendo il patrimonio dell’umanità in termini etici, sociali, di salute ed ecologici”.

    Nel workshop si parlerà della necessità di cambiare abitudini e stili di vita in favore di una nutrizione sana ed equilibrata, per tornare a riflettere sull’importanza della sostenibilità della filiera alimentare. Spazio sarà dato anche ad aspetti pratici: si discuterà di come convincere i cosiddetti paesi in via di sviluppo che abbandonare il consumo di carne è cruciale per un sereno sviluppo in termini di redistribuzione delle risorse alimentari, ecologici e di salubrità e per una pacifica convivenza fra popoli e animali, e di come poter mettere in pratica, subito, politiche responsabili adottando una più consapevole strategia alimentare a partire dalle mense pubbliche o private e sensibilizzando istituzioni e famiglie.

    La produzione di carne, fa notare inoltre la LAV, è aumentata in modo esponenziale dagli anni ’70 ad oggi, con gravi ripercussioni sul benessere animale, sull’ambiente e sulla salute: basti pensare che circa 56 miliardi di animali nel mondo sono annualmente destinati al consumo per una popolazione umana di circa 6.8 miliardi. Non solo, il numero di animali allevati e uccisi per il consumo umano potrebbe aumentare del 75% entro il 2050.

    “Le statistiche sul numero degli animali da allevamento sono spesso frammentarie, e questo induce a pensare che i dati esistenti siano riduttivi – prosegue Paola Segurini – e bisogna anche considerare che il business degli allevamenti intensivi non fa vittime solo fra gli animali: il ciclo di produzione della carne si distingue infatti come la terza fonte di emissioni inquinanti (CO2) dopo le installazioni industriali/energetiche e i trasporti, e non solo, la FAO stima che ci sono un miliardo di persone affamate e due miliardi di persone che non mangiano abbastanza. Uno dei motivi di questa disuguaglianza è il nostro stile di vita occidentale che favorisce il consumo di carne, e quindi supporta allevamenti intensivi, utilizzando in questo modo circa la metà del grano coltivato in tutto il mondo, un importo che basterebbe a sfamare 9 miliardi di persone. Sono condizioni che dovrebbero essere sufficienti per convincerci a cambiare menu”.

    In gioco anche interessi economici spesso confliggenti con l’idea di benessere e di sostenibilità che il Pianeta ci chiede: “Non è più ammissibile  che la politica agricola europea, che pesa per circa il 40% sul bilancio annuale dell’UE, continui a premiare produzioni ad alti impatti globali invece di promuovere un modello produttivo orientato alla sostenibilità, che contempli anche la promozione di proteine vegetali come sostitutive a quelle animali – afferma infatti Roberto Bennati, vicepresidente LAV – Il cambiamento nelle scelte alimentare ci coinvolge tutti, dai Governi alle singole famiglie, perché tutti noi ogni giorno portiamo in tavola alimenti che incidono sulla salute del Pianeta e di tutti i viventi”.

     

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