La chimica e l’unità d’Italia

    “Le incredibili scoperte della chimica esprimono con forza la magia della natura”. Così Goethe riassumeva il fascino della scienza che l’ONU – a 100 anni dal Nobel a Maria Curie – celebra con l’Anno Internazionale. La scienza che dall’11 novembre svela i suoi segreti in una mostra al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (inaugurazione dalle 17 in poi, ingresso gratuito – Via Giolitti 36).

    Immagini, documenti, filmati e soprattutto strumenti d’epoca accompagnano il visitatore in un viaggio che – attraverso avvenimenti e protagonisti dell’epoca – racconta i progressi della chimica e la formazione della nazione italiana, grazie anche ad aneddoti curiosi. Pochi sanno forse che Garibaldi, prima della spedizione dei Mille, si dedicò alla produzione di candele in una fabbrica aperta insieme a Meucci a New York (la candela stearica, realizzata grazie agli studi chimici sulle sostanze grasse, fu una grande innovazione per l’epoca).

    L’esposizione segue idealmente tre percorsi. Il primo, partendo dalle intuizioni di Avogadro, porta al completamento della teoria atomica e molecolare, la base utilizzata da Mendeleev per elaborare la tavola periodica (pubblicata nel 1871). Il secondo percorso è dedicato al colore: dalla scoperta casuale del “malva” di Perkin – che cercando di ottenere artificialmente la chinina (all’epoca la sostanza più richiesta, l’unica in grado di curare la malaria) crea per caso un nuovo colorante sintetico – alla nascita della fiorente industria dei coloranti. Ancora 150 anni fa erano disponibili infatti poche decine di coloranti ricavati da piante, animali o minerali: solo da metà ‘800 la ricerca permette la sintesi di nuovi coloranti, vernici e tinture che rendono possibile colorare ogni tipo di oggetto. Il terzo percorso illustra il ruolo della chimica nella promozione della salute: dalla messa a punto alla fine del 1800 di tecniche di diagnosi, vie di sintesi per la produzione di farmaci – prima fra tutte l’aspirina, brevettata dalla Bayer nel 1899, ma i primi studi sull’efficacia dell’alcool
    salicilico sono dell’italiano Piria – alla produzione di detergenti e disinfettanti; infine la nascita dei primi sistemi per il controllo dell’ambiente, resi necessari dallo sviluppo industriale.

    La mostra – curata dell’ASTUT, Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino, in collaborazione con il Museo della Chimica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova – sarà aperta fino all’8 gennaio 2012. In occasione dell’inaugurazione, il Museo ospita alle 17:30 la conferenza ”Storia della Chimica: dall’Alchimia alla Chimica del XIX secolo”. Dall’esoterica trasmutazione dei metalli all’elettrolisi dell’acqua scoperta per caso, dagli studi alchemici di Newton all’atomismo ottocentesco fino alla legge di periodicità di Mendeleev. Le tappe principali nell’evoluzione della chimica, i colpi di scena e le
    peripezie di laboratorio raccontati dal Prof. Salvatore Califano dell’Università di Firenze, uno dei più eminenti chimici italiani. Info: www.annodellachimica.unito.it

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