Negli ultimi anni i rifiuti sono diventati uno dei temi più complessi e dibattuti del panorama italiano. Quasi sempre alla ribalta in occasione di gravi emergenze o carenze gestionali, pochissimi conoscono le realtà che operano quotidianamente nel settore dei rifiuti e le potenzialità economiche legate ad un corretto uso dei prodotti che finiscono nei cassonetti.
Il Convegno “Il futuro del sistema rifiuti” – che si svolgerà il 16 maggio 2012, presso Palazzo Rospigliosi Pallavicini a Roma – vuole colmare questa lacuna e approfondire i principali temi legati alla gestione dei rifiuti grazie alla partecipazione di esponenti del mondo imprenditoriale, universitario ed istituzionale.
Se in Italia i rifiuti sono considerati quasi esclusivamente un problema, paesi quali Germania, Olanda e Danimarca hanno messo a punto da anni sistemi di gestione integrati tra operatori ed enti di controllo che realizzano buoni risultati economici garantendo in primis la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Sarà possibile anche per il nostro paese adottare moderni piani industriali per i rifiuti che promuovano una drastica riduzione delle materie di scarto e nel contempo portino ad un sistema integrato efficiente e sicuro?
In tal senso il convegno “Il futuro del sistema rifiuti” si pone come utile momento di riflessione e confronto tra esponenti del mondo pubblico e privato alla luce anche di best practices che verranno esposte da primarie realtà aziendali italiane.
“Alla luce dei relatori coinvolti nel convegno in oggetto, sostiene Paolo Massarini, Presidente del Comitato Scientifico – obiettivo dell’iniziativa non è solo l’analisi delle problematiche contingenti al mondo dei rifiuti ma la ricerca di possibili soluzioni volte a creare risposte virtuose sia in termini di modelli gestionali che di realizzazioni”.
IL FUTURO DEL SISTEMA RIFIUTI:
Aspetti gestionali, valorizzazione e best-practice
16 maggio 2012, ore 10.00-18.00 Palazzo Rospigliosi Pallavicini, Roma
(Programma aggiornato al 7 maggio 2012)
SALUTI DI BENVENUTO
Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio (in attesa di conferma)
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma (in attesa di conferma)
INQUADRAMENTO STRATEGICO: SCENARIO E PROSPETTIVE
Stefano Laporta, Direttore Generale ISPRA
ASPETTI NORMATIVI E GESTIONALI
Inquadramento di settore: gestione rifiuti e normativa comunitaria
Antonio D’Alì, Presidente Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali, Senato della Repubblica (in attesa di conferma)
Francesco Bruno, Professore Associato Diritto Ambientale Università degli Studi del Molise
Roberto Tortoli, Vice presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, Camera dei Deputati
Inquadramento regionale:
Il piano rifiuti della Regione Lazio
Mario Marotta, Direttore Attività produttive Regione Lazio
Pianificazione Urbana: Il caso Roma
Salvatore Cappello, Amministratore Delegato Ama
LA VALORIZZAZIONE
Problema o opportunità
Luciano Piacenti, Vice Presidente Assoambiente
Il riutilizzo dei sottoprodotti di combustione
Mario Grosso, DIIAR Politecnico di Milano
INCENTIVARE E CONTROLLARE
Gli incentivi
Gerardo Montanino, GSE (in attesa di conferma)
I Controlli
Giorgio Buonanno, Università di Cassino e del Lazio meridionale
Gaetano Cecchetti, Università di Urbino Carlo Bo
Sebastiano Serra, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (in attesa di conferma)
Corrado Carrubba, Commissario straordinario Arpa Lazio
TAVOLA ROTONDA: CASE HISTORIES D’ECCELLENZA
Discariche: il modello Peccioli (PI)
Renzo Macelloni, Belvedere SPA
Bonifiche
Andrea Campioni, Environ
Termovalorizzazione
Paolo Massarini, ARIA Spa gruppo Acea
Recupero
Giorgio Alleva Reloader (in attesa di conferma)
Massimo Paris, HTR Ecologia & Ambiente
CONCLUSIONI
Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (in attesa di conferma)






Un convegno dedicato ai rifiuti come risorsa, in una prospettiva che vuol essere DAVVERO innovativa, non può avere come ospiti principali politici e gestori che mettono al centro dei loro sistemi di smaltimento discariche e inceneritori. Il rifiuto, in questo modo, resta ciò che è stato nel passato: qualcosa da smaltire, sotterrare, bruciare. Certo una macchina di soldi, e in questo forse risiede la ghiotta opportunità per chi lo gestisce.
Viceversa, un convegno che si occupi del rifiuto come risorsa dovrebbe mettere al centro e invitare i più innovativi manager, politici, amministratori che danno nuova vita al rifiuto, attraverso un sistema di differenziazione, riciclo, riuso, che non è più né in Italia né in Europa, un’utopia, ma una concreta realtà. Perché allora non invitare i sindaci dei tanti comuni iscritti all’associazione dei Comuni Virtuosi che arrivano di anno in anno a cifre di raccolta differenziata sempre più alte attraverso semplici strategie di porta a porta e di informazione/sensibilizzazione dei cittadini?
In questo senso, davvero contestabile è anche la presenza del presidente Belvedere spa Renzo Macelloni, che gestisce la discarica di Pecciol i(PI), comune di cui sono cittadina. La discarica di Peccioli è attiva da più di vent’anni: se per i primi anni novanta, quando fu creata, era di fatto un’innovazione rispetto al panorama di discariche abusive che costellavano anche terre bellissime come quelle toscane, oggi rappresenta invece una via assolutamente obsoleta e dannosa per trattare il rifiuto. Obsoleta perché si continuano a riempire meravigliose colline, meta del turismo mondiale, con montagne di rifiuto indifferenziato, devastando il paesaggio, deprezzando gli immobili immediatamente circostanti, mettendo in difficoltà i cittadini che abitano nei dintorni, e non “vedendo” che il mondo sta progredendo verso forme più avanzate e civili nel trattamento dei rifiuti (la raccolta differenziata a Peccioli è ferma al 27%, rispetto al 55% che imporrebbero normative europee e nazionali; e si capisce facilmente perché); e dannoso perché il paesaggio viene continuamente violato e anche l’economia locale, che dovrebbe basarsi principalmente sul turismo, viene fortemente messa in discussione.
La discarica di Peccioli verrà ampliata nei prossimi mesi, nuovo territorio verrà mangiato dalla nostra immondizia; pensare che un comune che ha costruito una vera e propria ricchezza sul business dei rifiuti non sappia riconvertire questa ricchezza in un circolo virtuoso dei rifiuti è veramente desolante. A Peccioli è stato sperimentato anche un dissociatore molecolare (una forma di termovalorizzatore che brucia a temperature più basse), sperimentazione miseramente fallita: il dissociatore è stato smontato e rimandato al mittente, sebbene una parte del suo costo se la siano accollata i cittadini (la Belvedere spa è una società misto pubblico-privata, partecipata a più del 50% dal Comune di Peccioli).
Più in generale, a livello nazionale, mi chiedo: perché si continuano a incentivare, organizzando addirittura convegni, simili pratiche di smaltimento dei rifiuti? Un governo sedicente tecnico non dovrebbe avere l’occhio alla reale innovazione, alle vie percorse da quei comuni, stati, che fanno veramente eccellenza, che riescono a creare stili di vita virtuosi, e non guardarsi sempre l’ombelico italiano, ormai diventato un monnezzaio? L’opportunità che deriva dal rifiuto è quella del business milionario o invece dovremmo ormai essere pronti per creare un sistema che dia nuova vita al rifiuto e che lo renda sì un’opportunità, anche economica, ma come nuova materia prima?