Lunedì 23 GENNAIO 2012 h 18
Residenza Universitaria Biomedica del Collegio Universitario S. Caterina
Via Giulotto 12, PAVIA
La scienza: istruzioni per l’uso o ricerca di significati?
Incontro con Fortunato Tito Arecchi, professore emerito di Fisica Università di Firenze e INO-CNR, Firenze
Lunedì 23 gennaio, alle ore 18, la Sala Conferenze della Residenza Universitaria Biomedica del Collegio S. Caterina (in Via Giulotto 12, presso il polo universitario Cravino) ospiterà un incontro con il professor Fortunato Tito Arecchi dal titolo “La scienza: istruzioni per l’uso o ricerca di significati?”.
Arecchi è professore emerito di Fisica all’Università di Firenze. Dopo la laurea al Politecnico di Milano, ha insegnato all’Università di Stanford e al MIT. Dal 1975 al 2000 è stato Presidente dell’Istituto Nazionale di Ottica. I suoi maggiori contributi riguardano la scoperta dei fenomeni di ordine e caos nei laser e la loro descrizione mediante la statistica dei fotoni. Ha esplorato la complessità spazio-temporale di sistemi ottici e il controllo e la sincronizzazione di sistemi caotici. I suoi campi di ricerca sono gli effetti cooperativi in ottica quantistica, statistica dei fotoni e fluttuazioni laser, i fenomeni complessi e i processi cognitivi. Membro di numerosi associazioni internazionali, nel 1995 ha ricevuto la Medaglia Max Born. Nel 2006 ha vinto il premio Enrico Fermi per la prima dimostrazione sperimentale delle proprietà statistiche della radiazione coerente. Ha pubblicato di recente il saggio “Coerenza, Complessità, Creatività” per l’editore Di Renzo.
“Analizzo due momenti distinti della cognizione umana, e cioè apprensione (A), in cui una percezione coerente emerge dal reclutamento di gruppi neuronali, e giudizio (B), in cui la memoria richiama precedenti unità (A) codificate in un linguaggio conveniente, queste vengono confrontate e dal confronto consegue la formulazione di un giudizio. Il primo momento (A) ha una durata attorno a 1 sec; Esso può essere descritto come una interpretazione degli stimoli sensoriali sulla base di algoritmi già disponibili (appresi nel corso della vita) mediante una procedura di Bayes. Il secondo momento (B) implica il confronto di due apprensioni acquisite a tempi diversi, codificate in un dato linguaggio e richiamate dalla memoria. (B) dura circa 3 sec e richiede la auto-coscienza, in quanto l’agente che esprime il giudizio deve essere consapevole che al suo scrutinio sono sottoposte le due apprensioni da cui estrarre una mutua relazione. A differenza di (A), (B) non presuppone un algoritmo, ma piuttosto ne costruisce uno nuovo. Questa costruzione di un nuovo algoritmo è intimamente legata con la creatività e la libertà decisionale.”
Fortunato Tito Arecchi





