Keep, una biblioteca contro l’oblio digitale

Per secoli gli esseri umani hanno riempito grandi biblioteche con migliaia di volumi antichi, codici miniati e opere uniche. Ma, nel ventunesimo secolo, gli archivi pubblici e privati traboccheranno soprattutto di software. Programmi, videogiochi e applicazioni della storia dell’informatica che, pur non temendo topi e umidità, saranno incompatibili con i computer del futuro. Fermare questo oblio digitale è oggi compito del progetto Keep (Keeping Emulation Environments Portable).

Visto che una cartuccia del Game Boy o un floppy di installazione male si adattano ai computer moderni, il primo passo da fare è quello di creare un’immagine virtuale del loro contenuto con strumenti già esistenti. A questo punto il compito di mettere ordine alla serie binaria di 0 e 1 spetta al progetto Keep, finanziato con 3,1 milioni di euro durante il Settimo programma quadro. La soluzione si chiama Emulation Framework (Ef) e comprende il Kvm (Keep Virtual Machine), un’interfaccia software per facilitare l’emulazione.

La piattaforma Ef è scaricabile qui. Si tratta di un programma in grado di identificare le copie digitali di un software in disuso e selezionare da una lista l’emulatore più adatto per riprodurlo nel suo ambiente nativo. Sono sette i sistemi supportati finora: Qemu/8086+, Dioscuri/8086, UAE/Amiga, BeebEm/BBC Micro, Vice/Commodore, JavaCPC/Amstrad e Thomson. La lista può crescere grazie al contributo degli sviluppatori indipendenti e, come si legge sulle pagine del progetto, non c’è limite al numero e tipo di sistemi operativi supportabili, basta trovare online quelli giusti.

“Dobbiamo essere certi di avere sempre la possibilità di utilizzare un emulatore” ha detto Elisabeth Freyre, responsabile della Bibliothèque nationale de France e coordinatrice di Keep: “anche su computer del futuro che nessuno ha ancora pensato di ideare”. Infatti, il vantaggio della piattaforma Ef è proprio quello di fare da mediatore tra le copie binarie dei vecchi software e i nuovi emulatori disponibili online. Dopo tutto, anche un emulatore è un programma destinato ad invecchiare.

Sistemi operativi e console di videogiochi si alternano negli anni senza sosta, ecco perché l’emulazione risulta un campo applicativo in continua evoluzione. Per tutti gli interessati al tema vale perciò la pena seguire gli aggiornamenti della Open Planets Foundation, una community dedicata alla digital preservation. L’idea alla base di tutto è che i software del passato non siano solo pezzi da museo. Mettere sotto teca la confezione di un gioco retrò dà sicuramente meno soddisfazioni che trasformarlo in un patrimonio culturale fruibile nei prossimi decenni.

Riferimenti: Keep

Credits immagine: Ewan Bellamy/Flickr

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