L’illusione ottica del “buco nero” che si muove

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(Foto: Lucie Senn/Laeng et al., 2022))

Può sembrare che questa immagine si muova, che il “buco nero” al centro tenda a allargarsi. Ma non è vero: si tratta di un’illusione ottica, che gli scienziati della University of Oslo (Norvegia) e della Ritsumeikan University (Giappone) hanno utilizzato per cercare di capire qualcosa di più su come funziona il nostro cervello. Concludendone che siamo tutti un po’ veggenti.

L’oscurità in questa immagine sembra espandersi, ma non è così: siamo noi che cerchiamo di prevedere (sbagliando) il futuro
(Foto: Lucie Senn/Laeng et al., 2022)

Un tuffo nell’oscurità

Bruno Laeng e i suoi colleghi hanno chiesto a 50 persone senza problemi visivi di osservare l’immagine e attraverso uno strumento a infrarossi hanno misurato le risposte dell’occhio allo stimolo visivo: alla vista dell’immagine corrispondeva la dilatazione della pupilla. Come se, spiegano, l’osservatore si preparasse a entrare in quell’oscurità. Un’altra cosa che i ricercatori hanno notato è che l’illusione è più o meno accentuata in base ai colori del background e che l’effetto massimo si ottiene con il magenta.

Non c’è un motivo nel mondo fisico perché l’occhio si comporti così: l’immagine è statica e l’oscurità non sta aumentando, ma è come se quel tipo di stimolo modificasse qualcosa nel cervello. La percezione che l’oscurità stia aumentando è sufficiente per provocare la dilatazione delle pupille, ha commentato Laeng. 


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Non è per tutti

I dati sono coerenti con quelli ottenuti studiando un’altra illusione ottica, l’illusione di Asahi, nella quale ci sembra che la regione bianca al centro dell’immagine sia più brillante delle regioni bianche alla periferia, anche se in realtà sono identiche. In questo caso gli scienziati avevano constatato, già nel 2012, una contrazione della pupilla degli osservatori.

(Foto: Laeng et al., 2022)

C’è da dire, però,  che non tutti reagiscono a questa illusione ottica. Nel test di Laeng e colleghi il 14% dei partecipanti non ha riferito di percepire il buco nero espandersi. Per Laeng ciò potrebbe essere dovuto alla percezione dell’immagine in due dimensioni, sulla base di passate esperienze.

Il cervello prevede davvero il futuro?

Ma perché, se non c’è nessun motivo, il cervello (e quindi l’occhio) reagisce in quel modo? Secondo i ricercatori la ragione è che il cervello interpreta la realtà: analizzando certi stimoli, costruisce lo scenario più probabile in base alle esperienze passate e reagisce di conseguenza. Le informazioni che otteniamo dal mondo esterno non sono mai precise e univoche e per rispondere in modo efficace a una situazione (e per efficace si intende, per esempio, per preservare la nostra incolumità oppure per farci ottenere un vantaggio) il nostro cervello non ha tempo per analizzare in modo oggettivo (sempre che si possa) la realtà, per vagliare tutti i possibili scenari e poi reagire: se facesse tutto questo risponderebbe a qualcosa che ormai è passato, perché il mondo esterno nel frattempo è cambiato. Quindi tira a indovinare, reagendo alla situazione per lui più probabile.

Il cervello, dunque, cercherebbe di prevedere il futuro immediato per percepire il presente. E la domanda sorge spontanea: ciò che vediamo è un’illusione? Probabilmente sì, ma un’illusione selezionata dall’evoluzione, pragmatica, utile, che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere.

Via: Wired.it