HomeSocietàDall’energia del cosmo alle crisi globali: viaggio nel cuore del potere

Dall’energia del cosmo alle crisi globali: viaggio nel cuore del potere

Raccontare la storia della evoluzione cosmica fino ai giorni nostri, considerando il succedersi delle trasformazioni energetiche, non è certo una impresa facile: sviluppando le sue competenze di fisica spaziale Roberto Battiston – docente di Fisica all’Università di Trento – si propone di collegare in questo volume aspetti fisici, biologici economici ed ecologici del sistema di cui facciamo parte, interpretandoli in chiave energetica. Più volte l’autore ricorda come quanto succede sulla Terra dipenda dal flusso di energia solare che la investe avviando processi di organizzazione (ordine) o disorganizzazione (disordine) che si compongono in una dinamica complessa. Nel nostro mondo, il bilancio tra energia positiva ed energia negativa permette, a livello molecolare, le dinamiche chimiche e biologiche, mentre a livello del pianeta sostiene i cambiamenti climatici e determina i modi di sfruttare le risorse necessarie alla esistenza dei viventi.

Roberto Battiston, Energia. Una storia di creazione e distruzione. Raffaello Cortina Editore, 2025 – pp. 392, € 24,00

Cosa è l’energia

Il concetto di energia richiede alcune conoscenze fisiche di base che vengono sviluppate dall’autore insieme al concetto di entropia per articolare meglio le considerazioni successive. A partire dal Big Bang, cioè da quando (forse) vi era solo energia, in una rapida carrellata vengono raccontate le graduali trasformazioni energetiche che hanno dato origine a quella che chiamiamo materia, accennando agli interrogativi ancora aperti sull’esistenza della materia oscura e dell’energia oscura. La radiazione iniziale ha dato origine alla formazione degli elementi e poi, via via, all’organizzazione spazio-temporale delle prime sostanze fino alle attrazioni gravitazionali che hanno permesso la formazione del sistema Solare. Una volta strutturato il nostro sistema planetario, il flusso proveniente dal Sole ed altre fonti energetiche endogene hanno potuto e possono sostenere il susseguirsi di cambiamenti e trasformazioni degli ambienti, delle atmosfere, delle acque e, sulla nostra Terra, della vita. Su questo sfondo cosmico, gli apporti di energia pregiata comunque si degradano dando luogo a flussi inutilizzabili di energia-calore che si disperde nell’Universo.

L’importanza del fuoco

La vita sulla Terra si evolve e si trasforma ogni volta che si apre l’accesso a nuove fonti energetiche. All’inizio, quando i primi organismi chemiotrofi ebbero accesso all’energia solare attraverso processi fotosintetici la vita poté diversificarsi nelle strutture vegetali che diventarono risorsa energetica chimica per animali che le utilizzarono come nutrimento, e l’ulteriore conquista di risorse energetiche animali permisero ai primi cacciatori di evolvere culturalmente e probabilmente anche fisicamente. Battiston descrive l’accesso dei primi cavernicoli a una nuova e potente risorsa energetica: il fuoco. E nelle grotte, nutrendosi di carni arrostite, i nostri progenitori potevano affabulare miti e leggende intorno ai focolari, sviluppando nuove forme sociali, cooperazione solidale, e costruendo strumenti che rendessero più agevole e meno pericoloso il rifornimento alimentare.

Le guerre per l’energia

La storia dell’umanità racconta un susseguirsi di tecnologie e invenzioni per rendere accessibili nuove risorse riducendo la fatica individuale: dall’agricoltura alle armi, la conquista di beni ha sempre avuto come obiettivo la possibilità di fruire più agevolmente di risorse energetiche. Lo sfruttamento intensivo delle miniere di carbone, lo sviluppo dell’elettricità, le guerre per i giacimenti petroliferi (l’oro nero) e, in tempi moderni, per l’accesso alle terre rare rappresentano i passi successivi di un lungo e complesso percorso per appropriarsi ad ogni costo di risorse ritenute indispensabili. Le conseguenze si fanno presto sentire: nel secolo scorso la guerra del Kippur in Israele, i numerosi e sanguinosi conflitti in Medio Oriente come la guerra Iran-Iraq, si sono sviluppati per assicurare ai vincitori risorse che permettessero ulteriori conquiste belliche.

Quanto consuma l’IA

Tutte le guerre sono in realtà guerre per l’energia, scrive Battiston: durante la Seconda Guerra Mondiale, lanciando l’Operazione Barbarossa, Hitler non avrebbe potuto continuare la guerra senza il petrolio di Baku, mentre il Giappone attaccò gli USA spinto dalla fame di risorse per prendere con la forza quello di cui aveva bisogno. E tutti ricordano le bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki. L’energia nucleare, pericolosa e pulita, potrebbe permettere un ulteriore balzo in avanti, visto che il bisogno di energia aumenta in maniera straordinaria e che le più avanzate tecnologie necessarie per organizzare le banche dati indispensabili allo sviluppo dell‘Intelligenza Artificiale sono fortemente energivore; ma ancora non sembrano esserci le condizioni necessarie per accedere senza rischi a queste risorse.

Dal petrolio alle terre rare

L’ultima parte del volume è dedicata ai problemi di inquinamento provocati dalle energie convenzionali e dal riscaldamento globale del pianeta, e vengono analizzate le difficoltà da superare per immaginare una seria transizione energetica. Non sembra possibile eliminare le attuali tensioni geopolitiche, con conflitti che potrebbero solo essere spostati dal possesso di giacimenti petroliferi a quello di terre rare; sono sconcertanti i costi di una possibile decarbonizzazione per eliminare l’effetto serra provocato dalla Co2 in atmosfera. Attualmente sembra che nessun cambio di prospettiva verso l’uso di energie rinnovabili riuscirebbe in tempi brevi a sopperire all’immenso fabbisogno energetico e a ridurre (non eliminare) l’attuale inquinamento, per non parlare dei problemi generati dalla necessità di una almeno iniziale riconversione dell’intero sistema, con la costruzione di nuovi impianti e nuove filiere di distribuzione che portino elettricità in paesi difficili da raggiungere.

Energia rinnovabile

Le disuguaglianze nell’accesso alle energie rappresentano infatti una grande difficoltà e si traducono in profonde implicazioni economiche e sociali che mettono in gioco anche relazioni tra Stati con differenti politiche industriali. Pianificare la sostenibilità energetica, sostiene Battiston, richiede una complessa geopolitica delle energie rinnovabili: è vero che il Sole e vento sono dovunque, ma chi ne ha in abbondanza potrebbe esportarne come oggi si esportano petrolio e gas, visto che chi controllerà le risorse critiche e le tecnologie chiave controllerà in parte il futuro.

Verso la decarbonizzazione

In uno slancio di ottimismo Battiston conclude immaginando che “ci si possa emancipare dai ricatti del petrolio ed instaurare nuove forme di cooperazione internazionale in cui l’energia smetta di essere motivo di conflitto e diventi terreno di collaborazione per un obiettivo condiviso”. Non solo la decarbonizzazione, ma soprattutto la sopravvivenza del genere umano.

Credits immagine di copertina: Carl Wang su Unsplash

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