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Elezioni di Midterm: cosa accadrebbe alla scienza se i democratici riconquistassero il Congresso

Oggi, 3 novembre 2026, milioni di elettori degli Stati Uniti andranno alle urne per esprimere il proprio voto nelle elezioni di midterm. Voti che non riguarderanno solamente la politica, ma che potrebbero avere conseguenze anche sul futuro della ricerca scientifica. Sebbene, infatti, i repubblicani controllino entrambi i rami del Congresso degli Stati Uniti, i sondaggi indicano che i democratici dovrebbero riconquistare quasi certamente la maggioranza alla camera, e forse anche quella al Senato. Un cambiamento, come spiega un articolo pubblicato sulla rivista Nature, che potrebbe così ridimensionare il controllo dell’amministrazione di Trump in materia di ricerca scientifica.

Il problema dei finanziamenti

Da quando il presidente Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, la sua amministrazione ha bloccato migliaia di finanziamenti alla ricerca, ridotto il personale delle agenzie scientifiche federali, e cercato di avere un maggior controllo politico su agenzie scientifiche come il National Institutes od Health (Nih) e la National Science Foundation (Nsf). Per esempio, l’amministrazione ha avanzato la proposta di ridurre di oltre il 50% il budget della Nsf per gli anni fiscali 2026/27. Finora, tuttavia, il Congresso, grazie al sostegno dei membri repubblicani e democratici, ha impedito che questi tagli venissero approvati.

Scienza e politica

A preoccupare la comunità scientifica, tuttavia, non sono solo i tagli ai finanziamenti, ma anche un piano del White House Office of Management and Budget (Omb), secondo cui la revisione delle sovvenzioni federali sarebbe affidata a funzionari politici che, in sostanza, potrebbero ribaltare le decisioni degli esperti scientifici. Nonostante l’Omb abbia dichiarato l’obiettivo di una maggior trasparenza e supervisione sull’utilizzo dei fondi federali, per molti esperti invece si tratterebbe di un cambiamento preoccupante, una minaccia per per l’indipendenza della ricerca. Il Congresso, tuttavia, ha già introdotto una sospensione temporanea del piano, in una legge “provvisoria” che finanzia il governo fino all’11 dicembre prossimo.

Elezioni di midterm: un maggior controllo?

Sebbene il bilancio per l’anno 2027, iniziato il primo ottobre, non sia ancora stato approvato ufficialmente, nel caso in cui i democratici dovessero tornare ad avere il controllo di entrambe le camere del Congresso dopo le elezioni di midterm potrebbe, comunque, essere difficile far approvare incrementi di finanziamento significativi. Quello in cui sperare, quindi, è che il Congresso riesca almeno a impedire ulteriori tagli e rafforzare il proprio controllo per contrastare alcune decisioni della Casa Bianca. Per esempio, anche quando il Congresso approva fondi per la ricerca, l’amministrazione può limitarne l’utilizzo: è il caso della Nsf, che ha chiuso l’anno fiscale 2026 con circa 1,4 miliardi di dollari non spesi e che ha portato al numero più basso di nuovi finanziamenti per la ricerca erogati da decenni.

Le indagini del Congresso

Sebbene il Congresso non gestisca direttamente le agenzie scientifiche statunitensi, ha poteri di controllo, tra cui la possibilità di avviare indagini sul loro operato. Come ha spiegato a Nature Zoe Lofgren, principale esponente democratico della House Science, Space and Technology (Sst) Committee, i democratici hanno già inviato numerose lettere alla Nsf e al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti chiedendo chiarimenti, senza ricevere risposte. Se con le elezioni di midterm i democratici otterranno il controllo, quindi, Lofgren, che potrebbe diventare presidente della Commissione, potrebbe emettere mandati di comparizione, utilizzati per obbligare i funzionari a testimoniare davanti al Congresso. I democratici, inoltre, hanno intenzione di indagare sul Departiment og Health and Human Services, guidato da Robert F. Kennedy Jr., la cui gestione è sollevato numerose polemiche in particolare per le sue posizioni sui vaccini. “Assisteremo senza dubbio a un maggior numero di audizioni, indagini e mandati di comparizione per l’amministrazione, affinché spieghi e difenda le sue decisioni in ciascuna delle agenzie sanitarie”, ha commentato a Nature Jason Schwartz, specialista in politiche sanitarie della Yale School of Public Health di New Haven, nel Connecticut.

Foto di Vitalii Abakumov su Unsplash

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