Assicurare alla popolazione mondiale adeguate quantità di iodio. E’ questa l’ultima iniziativa lanciata da Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Unicef, Banca Mondiale, International Council for Control of Iodine Deficiency Disorders, industria del sale e varie organizzazioni non governative. I risultati di un’indagine Oms svolta nel 2001 sono allarmanti: ancora oggi, a 50 milioni di bambini, durante il periodo fetale, non viene somministrata nessuna terapia per prevenire i disordini provocati dalla carenza di iodio, una sostanza essenziale per il normale sviluppo del cervello. La sua assenza è all’origine di ritardi mentali più o meno gravi: dalle deficienze mentali che influiscono sul rendimento scolastico e lavorative, al cretinismo. Nel 1990, il World Summit for Children e l’Oms elaborarono programmi di iodizzazione del sale con l’obiettivo di eliminare entro il 2000 i rischi derivanti dalla mancanza di iodio. Da allora i Paesi che hanno adottato questi programmi sono passati da 46 a 93 e il sale iodato è oggi disponibile in oltre due terzi delle case di quelle popolazioni in cui la Idd è endemica. Ma ancora molto resta da fare. (d.d.v.)





