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“Non ignorate la salute mentale”

Senza tener conto dei disordini mentali non sarà possibile raggiungere entro il 2015 gli Obiettivi del Millennio, i cinque punti del programma Onu per lo sviluppo dei paesi poveri. A sostenerlo sono Vikram Patel e Jaime Miranda del London School of Hygiene and Tropical Medicine in un articolo pubblicato su PloS Medicine. Almeno tre degli obiettivi (eradicare la povertà e la fame nel mondo, ridurre la mortalità infantile e salvaguardare la salute in maternità) riguardano problemi strettamente correlati alla sanità psichica. Ignorare questo aspetto significa andare incontro a un sicuro fallimento. La povertà, per esempio, è un fattore di rischio per la malattia mentale che può impoverire un individuo, sia per il costo delle cure sia per le difficoltà lavorative a cui lo espone. Trattare il disturbo psichico diventa vitale per creare le condizioni per combattere la povertà. Nella loro analisi, i ricercatori considerano anche altri esempi: i figli di madri depresse hanno maggiori probabilità di soffrire di fame, essere sottopeso e quindi andare incontro a una morte prematura. La depressione, inoltre, incide anche sull’allattamento al seno, di fondamentale importanza per la salute del neonato. Le stesse donne, a causa della malattia, possono prestare meno attenzione a se stesse, arrivando, in alcuni casi, anche al suicidio: ancora oggi nei paesi in via di sviluppo il suicidio è la principale causa di morte di giovani madri. “Non c’è salute senza salute mentale”, affermano Patel e Miranda, che lanciano anche un appello alla comunità internazionale perché riconosca la giusta importanza di questo aspetto alle popolazioni più povere. (a.l.)

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