Gli interventi per migliorare la sopravvivenza infantile non raggiungono i bambini più poveri del mondo, proprio quelli che ne avrebbero maggiore bisogno. È quanto conclude una ricerca della Federal University di Pelotas, in Brasile, pubblicata su The Lancet. Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, la copertura è scarsa e milioni di bambini muoiono ogni anno a causa di malattie per cui sono disponibili misure efficaci. L’indagine ha valutato in nove paesi poveri (Bangladesh, Benin, Brasile, Cambogia, Eritrea, Malawi, Nepal e Nicaragua ) quanto mamme e figli piccoli siano raggiunti da misure come vitamina A, acqua potabile e vaccini. Anche se in tutti i paesi sono in atto strategie per migliorare le loro condizioni, gli interventi nono sono distribuiti equamente: i bambini delle famiglie più povere ricevono meno interventi di quelli delle famiglie più ricche. In Cambogia il 37 per cento dei bambini non è mai stato raggiunto da aiuti, mentre per 17 per cento è avvenuto una sola volta. Ad Haiti le percentuali sono del 15 per cento ed del 17 per cento, rispettivamente. Spesso gli interventi, denunciano gli autori della ricerca, raggiungono più di una volta bambini che sono già protetti ed escludono altri che non ne hanno mai ricevuto alcuno. Una delle cause del problema è la distribuzione, perché concentrare i diversi interventi sotto un’unica regia per ragioni economiche, contribuisce a perpetuare le ingiustizie e le esclusione sociali nella popolazione. (a.d.)





